Il presente lavoro di tesi ha avuto come obiettivo la valutazione delle proprietà antimicrobiche attribuibili a materiali trattati attraverso coating specifici costituiti da nanomateriali nei confronti di batteri patogeni di grande rilevanza per l'industria alimentare. Si definisce nanomateriale un materiale avente dimensioni comprese tra 1 e 100 nm. Attualmente, i nanomateriali trovano largo impiego in diversi ambiti: medico e sanitario, tessile, chimico, cosmetico, alimentare, ma anche nella pulizia e disinfezione di aria e acque. L'analisi ha preso in considerazione due tipologie di lastrine, costituite rispettivamente da due diverse tipologie di materiale-base: polipropilene e alluminio. Per ognuno dei materiali, sono stati eseguiti due possibili trattamenti: una prima serie di lastrine ਠstata rivestita da nanoparticelle di biossido di titanio; la seconda serie da nanoparticelle di argento metallico disperso in una matrice ibrida a base di ossidi di silicio ed alluminio. Una terza serie di lastrine ਠstata lasciata priva di rivestimento, a titolo di controllo. àˆ stata valutata la capacità delle diverse tipologie di lastrine di inibire lo sviluppo di patogeni specifici, in funzione di materiale-base, rivestimento e condizioni ambientali, tra cui l'esposizione luminosa a specifiche lunghezze d'onda. Allo scopo, le analisi sono state svolte in doppio: in condizioni di luce bianca e di luce UV-A e UV-B. àˆ infatti noto come l'attivazione di specifici nanomateriali possa essere ricondotta all'interazione dei materiali stessi con specifici range dello spettro elettromagnetico (Ravishankar Rai e Jamuna Bai, 2011 ; Zheng et al., 2018 ). Sono stati presi in considerazione i seguenti patogeni: Campylobacter jejuni, Salmonella typhimurium, Listeria monocytogenes, Escherichia coli e Pseudomonas fluorescens. L'analisi dei risultati consente di affermare come, in linea generale, le lastrine in alluminio presentino una maggiore efficacia nel contrastare lo sviluppo microbico se confrontato alle lastrine in polipropilene, seppure in generale l'attività risulti abbastanza modesta. Nello specifico, in condizioni di irraggiamento attraverso luce bianca, le lastrine in alluminio rivestite con argento mostrano maggiori capacità di inibire lo sviluppo microbico rispetto al trattato con biossido di titanio e al controllo, anche se con risultati variabili in funzione del tipo di patogeno. Condizioni di irraggiamento con luce UV-A e UV-B, invece, sono state testate solo su due patogeni, i quali hanno mostrato risultati non rilevanti e variabili all'interno delle stesse repliche. Il presente lavoro costituisce un solido punto di partenza finalizzato alla potenziale applicazione di questi materiali in qualità di rivestimenti interni per frigoriferi e celle frigo. Sono state perಠmesse in luce anche diverse criticità , tra le quali risultati intra-replica non sempre omogenei e poco ripetibili nel tempo. Alla luce della standardizzazione operata sul metodo di inoculo e analisi, nonchà© sulle condizioni di esposizione alla radiazione luminosa, ਠpossibile ipotizzare come la non ripetibilità dei risultati possa essere ricondotta in parte alla non omogeneità di trattamento delle lastrine e in generale alla capacità di alcuni patogeni di resistere all'azione dei rivestimenti stessi, anche se in misura variabile in funzione delle condizioni ambientali.
Valutazione dell'effetto antimicrobico di coating attivati con molecole nanoparticellari sui principali alteranti e patogeni alimentari
2019
Abstract
Il presente lavoro di tesi ha avuto come obiettivo la valutazione delle proprietà antimicrobiche attribuibili a materiali trattati attraverso coating specifici costituiti da nanomateriali nei confronti di batteri patogeni di grande rilevanza per l'industria alimentare. Si definisce nanomateriale un materiale avente dimensioni comprese tra 1 e 100 nm. Attualmente, i nanomateriali trovano largo impiego in diversi ambiti: medico e sanitario, tessile, chimico, cosmetico, alimentare, ma anche nella pulizia e disinfezione di aria e acque. L'analisi ha preso in considerazione due tipologie di lastrine, costituite rispettivamente da due diverse tipologie di materiale-base: polipropilene e alluminio. Per ognuno dei materiali, sono stati eseguiti due possibili trattamenti: una prima serie di lastrine ਠstata rivestita da nanoparticelle di biossido di titanio; la seconda serie da nanoparticelle di argento metallico disperso in una matrice ibrida a base di ossidi di silicio ed alluminio. Una terza serie di lastrine ਠstata lasciata priva di rivestimento, a titolo di controllo. àˆ stata valutata la capacità delle diverse tipologie di lastrine di inibire lo sviluppo di patogeni specifici, in funzione di materiale-base, rivestimento e condizioni ambientali, tra cui l'esposizione luminosa a specifiche lunghezze d'onda. Allo scopo, le analisi sono state svolte in doppio: in condizioni di luce bianca e di luce UV-A e UV-B. àˆ infatti noto come l'attivazione di specifici nanomateriali possa essere ricondotta all'interazione dei materiali stessi con specifici range dello spettro elettromagnetico (Ravishankar Rai e Jamuna Bai, 2011 ; Zheng et al., 2018 ). Sono stati presi in considerazione i seguenti patogeni: Campylobacter jejuni, Salmonella typhimurium, Listeria monocytogenes, Escherichia coli e Pseudomonas fluorescens. L'analisi dei risultati consente di affermare come, in linea generale, le lastrine in alluminio presentino una maggiore efficacia nel contrastare lo sviluppo microbico se confrontato alle lastrine in polipropilene, seppure in generale l'attività risulti abbastanza modesta. Nello specifico, in condizioni di irraggiamento attraverso luce bianca, le lastrine in alluminio rivestite con argento mostrano maggiori capacità di inibire lo sviluppo microbico rispetto al trattato con biossido di titanio e al controllo, anche se con risultati variabili in funzione del tipo di patogeno. Condizioni di irraggiamento con luce UV-A e UV-B, invece, sono state testate solo su due patogeni, i quali hanno mostrato risultati non rilevanti e variabili all'interno delle stesse repliche. Il presente lavoro costituisce un solido punto di partenza finalizzato alla potenziale applicazione di questi materiali in qualità di rivestimenti interni per frigoriferi e celle frigo. Sono state perಠmesse in luce anche diverse criticità , tra le quali risultati intra-replica non sempre omogenei e poco ripetibili nel tempo. Alla luce della standardizzazione operata sul metodo di inoculo e analisi, nonchà© sulle condizioni di esposizione alla radiazione luminosa, ਠpossibile ipotizzare come la non ripetibilità dei risultati possa essere ricondotta in parte alla non omogeneità di trattamento delle lastrine e in generale alla capacità di alcuni patogeni di resistere all'azione dei rivestimenti stessi, anche se in misura variabile in funzione delle condizioni ambientali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/302660
URN:NBN:IT:UNIMORE-302660