Le malattie polmonari rappresentano ad oggi la sesta causa di morte nel mondo intero. Potendo provocare morte prematura ma anche disabilità  permanente, vi ਠuna grande preoccupazione riguardante i costi della sanità  per i casi di ospedalizzazione, la perdita di produttività  e il peggioramento della qualità  di vita dei pazienti. Fra queste, Asma e Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) hanno la pi๠alta prevalenza e possono condurre a morte pi๠di 250 000 persone l'anno. Sfortunatamente, i trattamenti ad oggi in uso quali β2 agonisti e corticosteroidi sono solo sintomatici. Ciಠvuol dire che non possono eradicare la malattia, ma solo contrastarne i sintomi. In questo settore, gli inibitori della PDE4 stanno mostrando delle caratteristiche interessanti. In particolare, l'isoenzima Fosfodiesterasi 4 ਠuna proteina appartenente alla superfamiglia delle Fosfodiesterasi, particolarmente espressa a livello di cellule infiammatorie, muscolo liscio e cellule delle vie respiratorie. Mediante la sua inibizione, sia l'effetto di broncodilatazione che quello anti-infiammatorio possono essere ottenuti. Inoltre, ਠstato dimostrato che questi farmaci presentano un'inibizione del rimodellamento tissutale, la quale gioca un ruolo fondamentale nel controllo della progressione della malattia. Fra questi, i composti a motivo piridazinonico sono emersi per la notevole selettività  e attività  nei confronti della PDE4. In questo lavoro, la sintesi e la caratterizzazione di (diidro)piridazinoni sono discusse, con l'obiettivo di sviluppare un potenziale hit-compound per il trattamento di patologie polmonari. In particolare, sono stati ottenuti (diidro)piridazinoni N-sostituiti cosଠcome derivati di coupling funzionalizzati con sequenza alchilnitrilica. In futuro, i composti sintetizzati saranno testati per dimostrare la loro selettività  e inibizione nei confronti della PDE4. Inoltre, i prodotti di coupling saranno usati come base per introdurre fluorofori, per prossimi studi di farmacocinetica in vivo.

Sintesi e valutazione di derivati piridazinonici come potenziali agenti anti-infiammatori per il trattamento di malattie polmonari.

2019

Abstract

Le malattie polmonari rappresentano ad oggi la sesta causa di morte nel mondo intero. Potendo provocare morte prematura ma anche disabilità  permanente, vi ਠuna grande preoccupazione riguardante i costi della sanità  per i casi di ospedalizzazione, la perdita di produttività  e il peggioramento della qualità  di vita dei pazienti. Fra queste, Asma e Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) hanno la pi๠alta prevalenza e possono condurre a morte pi๠di 250 000 persone l'anno. Sfortunatamente, i trattamenti ad oggi in uso quali β2 agonisti e corticosteroidi sono solo sintomatici. Ciಠvuol dire che non possono eradicare la malattia, ma solo contrastarne i sintomi. In questo settore, gli inibitori della PDE4 stanno mostrando delle caratteristiche interessanti. In particolare, l'isoenzima Fosfodiesterasi 4 ਠuna proteina appartenente alla superfamiglia delle Fosfodiesterasi, particolarmente espressa a livello di cellule infiammatorie, muscolo liscio e cellule delle vie respiratorie. Mediante la sua inibizione, sia l'effetto di broncodilatazione che quello anti-infiammatorio possono essere ottenuti. Inoltre, ਠstato dimostrato che questi farmaci presentano un'inibizione del rimodellamento tissutale, la quale gioca un ruolo fondamentale nel controllo della progressione della malattia. Fra questi, i composti a motivo piridazinonico sono emersi per la notevole selettività  e attività  nei confronti della PDE4. In questo lavoro, la sintesi e la caratterizzazione di (diidro)piridazinoni sono discusse, con l'obiettivo di sviluppare un potenziale hit-compound per il trattamento di patologie polmonari. In particolare, sono stati ottenuti (diidro)piridazinoni N-sostituiti cosଠcome derivati di coupling funzionalizzati con sequenza alchilnitrilica. In futuro, i composti sintetizzati saranno testati per dimostrare la loro selettività  e inibizione nei confronti della PDE4. Inoltre, i prodotti di coupling saranno usati come base per introdurre fluorofori, per prossimi studi di farmacocinetica in vivo.
2019
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/302673
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-302673