Il carcinoma squamocellulare cutaneo (cSCC) rappresenta il secondo tipo di tumore della pelle pi๠frequente, la cui incidenza ਠin rapido aumento sia in Europa che in USA. Il carcinoma squamocellulare deriva da alterazioni a carico dei Cheratinociti Staminali (Keratinocyte Stem Cell-KSC), responsabili della rigenerazione epidermica. Nella pelle le neurotrofine e i loro recettori formano un complesso network, con loop paracrini e autocrini, con funzioni chiave nella regolazione dell'omeostasi epidermica. Le neurotrofine legano due classi di recettori: i recettori ad alta affinità  (Trk) e il recettore a bassa affinità  (chiamato p75NTR o CD271). p75NTR puಠinteragire con numerosi partners proteici a formare complessi proteici multimerici, dando origine a diverse risposte cellulari, inclusa l'apoptosi. Inoltre, CD271 ਠimplicato nel passaggio da cellula staminale a cellula differenziata, giocando un ruolo fondamentale nel differenziamento dei cheratinociti. Tuttavia, l'espressione e il ruolo di CD271 nelle cellule tumorali ਠcontroverso. Dalla letteratura sappiamo che CD271 ਠespresso in maniera eterogenea nei tumori testa-collo HNSCC (Head and Neck Squamous Cell Carcinoma), ma la funzione di CD271 nell' cSCC deve essere ancora chiarita. Visto il ruolo di CD271 nella transizione da cheratinociti staminali, da cui origina il cSCC, ad una progenie maggiormente differenziata, crediamo che le neurotrofine giochino un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione dell'cSCC. Lo scopo di questo progetto di ricerca ਠstato quello di studiare il coinvolgimento del recettore CD271 nei meccanismi che portano alla formazione, alla progressione e alla metastasi di questa forma tumorale, utilizzando sia modelli in vitro 3D sia analisi in vivo condotte su zebrafish. I risultati ottenuti mostrano che l'overespressione di CD271 nelle linee cellulari di SCC causa il blocco della proliferazione e l'arresto del ciclo cellulare, promuovendo invece il differenziamento, indicato dall'aumento di espressione della Cheratina 10 e dalla riduzione della Cheratina 15. Allo stesso tempo, si ਠosservato la diminuzione dell'espressione della survivina, marker delle cellule staminali di cSCC, e dell'attivazione della via mitogenica, dimostrato dalla riduzione della fosforilazione di Erk. L'overespressione di CD271 in sferoidi 3D, derivati da cellule di cSCC, porta ad un aumento della loro coesività  e ad una diminuzione della dimensione e dell'invasività . Allo stesso tempo, il numero di cellule apoptotiche in sferoidi trasdotti con CD271 aumenta. Infine, la valutazione della capacità  delle cellule di cSCC di metastatizzare nel modello di zebrafish, ha messo in evidenza come le cellule di cSCC che overesprimono CD271 diano origine ad un numero minore di metastasi rispetto alle cellule di controllo. Pertanto, questi dati indicano fortemente come CD271 sia un elemento chiave nel controllo dello sviluppo del carcinoma squamocellulare e nella formazione di metastasi, e la sua attivazione potrebbe essere un valido target terapeutico per questo tipo di tumore.

CD271 promuove il differenziamento e riduce l'invasività  del carcinoma squamocellulare.

2019

Abstract

Il carcinoma squamocellulare cutaneo (cSCC) rappresenta il secondo tipo di tumore della pelle pi๠frequente, la cui incidenza ਠin rapido aumento sia in Europa che in USA. Il carcinoma squamocellulare deriva da alterazioni a carico dei Cheratinociti Staminali (Keratinocyte Stem Cell-KSC), responsabili della rigenerazione epidermica. Nella pelle le neurotrofine e i loro recettori formano un complesso network, con loop paracrini e autocrini, con funzioni chiave nella regolazione dell'omeostasi epidermica. Le neurotrofine legano due classi di recettori: i recettori ad alta affinità  (Trk) e il recettore a bassa affinità  (chiamato p75NTR o CD271). p75NTR puಠinteragire con numerosi partners proteici a formare complessi proteici multimerici, dando origine a diverse risposte cellulari, inclusa l'apoptosi. Inoltre, CD271 ਠimplicato nel passaggio da cellula staminale a cellula differenziata, giocando un ruolo fondamentale nel differenziamento dei cheratinociti. Tuttavia, l'espressione e il ruolo di CD271 nelle cellule tumorali ਠcontroverso. Dalla letteratura sappiamo che CD271 ਠespresso in maniera eterogenea nei tumori testa-collo HNSCC (Head and Neck Squamous Cell Carcinoma), ma la funzione di CD271 nell' cSCC deve essere ancora chiarita. Visto il ruolo di CD271 nella transizione da cheratinociti staminali, da cui origina il cSCC, ad una progenie maggiormente differenziata, crediamo che le neurotrofine giochino un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione dell'cSCC. Lo scopo di questo progetto di ricerca ਠstato quello di studiare il coinvolgimento del recettore CD271 nei meccanismi che portano alla formazione, alla progressione e alla metastasi di questa forma tumorale, utilizzando sia modelli in vitro 3D sia analisi in vivo condotte su zebrafish. I risultati ottenuti mostrano che l'overespressione di CD271 nelle linee cellulari di SCC causa il blocco della proliferazione e l'arresto del ciclo cellulare, promuovendo invece il differenziamento, indicato dall'aumento di espressione della Cheratina 10 e dalla riduzione della Cheratina 15. Allo stesso tempo, si ਠosservato la diminuzione dell'espressione della survivina, marker delle cellule staminali di cSCC, e dell'attivazione della via mitogenica, dimostrato dalla riduzione della fosforilazione di Erk. L'overespressione di CD271 in sferoidi 3D, derivati da cellule di cSCC, porta ad un aumento della loro coesività  e ad una diminuzione della dimensione e dell'invasività . Allo stesso tempo, il numero di cellule apoptotiche in sferoidi trasdotti con CD271 aumenta. Infine, la valutazione della capacità  delle cellule di cSCC di metastatizzare nel modello di zebrafish, ha messo in evidenza come le cellule di cSCC che overesprimono CD271 diano origine ad un numero minore di metastasi rispetto alle cellule di controllo. Pertanto, questi dati indicano fortemente come CD271 sia un elemento chiave nel controllo dello sviluppo del carcinoma squamocellulare e nella formazione di metastasi, e la sua attivazione potrebbe essere un valido target terapeutico per questo tipo di tumore.
2019
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/302693
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-302693