Introduzione L'esposizione professionale a Radiazione Solare (RS) ultravioletta ਠun fattore di rischio noto per l'insorgenza di severe patologie oculari e cutanee, in particolare i tumori cutanei di tipo non-melanoma, inclusi nelle Tabelle delle Malattie Professionali riconosciute per lavorazioni all'aperto sia nei settori Agricoltura che in quello dell'Industria. Tuttavia, ad oggi tale rischio lavorativo non ਠstato oggetto di adeguata considerazione e la prevenzione sul lavoro ਠscarsamente implementata. Tra le misure preventive collettive principali per la riduzione del rischio da esposizione a RS rientra l'informazione e formazione dei lavoratori esposti. Gli interventi formativi sono in grado di promuovere un'idonea percezione del rischio e conseguentemente una pi๠corretta adozione di procedure e abitudini protettive adeguate, sia a livello aziendale che individuale. Obiettivi Lo studio presentato si ਠproposto, nell'ambito di un'attività di formazione e informazione specifica sul rischio da esposizione a RS in agricoltura e edilizia in un gruppo di lavoratori e studenti del territorio di Modena, di valutare mediante l'applicazione di un questionario mirato le caratteristiche delle abitudini di esposizione e dei comportamenti protettivi individuali del campione esaminato. Materiali e metodi Prima dell'inizio degli interventi formativi rivolti a lavoratori e studenti del campione esaminato, ਠstato somministrato un questionario, precedentemente impiegato in uno studio pubblicato, indagante le abitudini protettive individuali rispetto all'esposizione a RS sia durante l'attività lavorativa che nel tempo libero. Risultati Da gennaio a ottobre 2018, sono stati organizzati 15 corsi di formazione sulla prevenzione del rischio da esposizione a RS per un totale di 395 partecipanti. Il 32.8% e il 44.8% dei lavoratori agricoli ha rispettivamente riferito di non utilizzare mai occhiali da sole e creme solari al lavoro. Il 77.6% degli agricoltori perಠha dichiarato di indossare sempre o spesso un cappello protettivo. Il 42% dei lavoratori edili ha riferito di non usare mai gli occhiali da sole, il 56.7% di non applicare mai la crema protettiva e il 33.9% di non indossare mai un copricapo adeguato a proteggersi dai raggi UV sul lavoro. Per quanto riguarda le abitudini protettive nel tempo libero, in particolare gli studenti hanno riportato pi๠frequentemente scottature solari nei periodi di vacanza rispetto ai lavoratori all'aperto: 25 vs 13.8% (p<0.05); il 51.6% degli studenti ha riferito di non indossare mai il cappello protettivo nel proprio tempo libero, contro il 36.4% dei lavoratori agricoli e edili (p<0.001). Essi, inoltre, hanno dichiarato di non indossare mai gli occhiali da sole e di non utilizzare mai indumenti con caratteristiche protettive rispetto alla penetrazione dei raggi UV, rispettivamente nel 22.5% e nel 46.9% dei casi, contro il 10% e il 29.3% dei lavoratori all'aperto (rispettivamente, p<0.05 e p<0.001). Infine il 30.1% degli studenti e il 37.2% dei lavoratori all'aperto ha riferito di non applicare mai o di utilizzare solo raramente le creme solari nei periodi di vacanza (p=n.s.). Conclusioni Nonostante gli elevati livelli di esposizione occupazionale a RS nei settori agricolo e edile, e l'esposizione addizionale ad UV nel tempo libero, lo studio dimostra un'inadeguata adozione di comportamenti protettivi individuali, sia nei lavoratori che negli studenti. Pertanto, sono di grande rilievo, ai fini di una corretta percezione del rischio e di un miglioramento dei comportamenti protettivi individuali, iniziative di formazione come quelle effettuate nell'ambito della presente tesi, e sono utili valutazioni dell'efficacia degli interventi preventivi nel modificare i comportamenti individuali di esposizione.
"Esposizione a radiazione solare: risultati di un intervento di prevenzione mediante corsi di formazione rivolti a lavoratori e studenti nella provincia di Modena"
2019
Abstract
Introduzione L'esposizione professionale a Radiazione Solare (RS) ultravioletta ਠun fattore di rischio noto per l'insorgenza di severe patologie oculari e cutanee, in particolare i tumori cutanei di tipo non-melanoma, inclusi nelle Tabelle delle Malattie Professionali riconosciute per lavorazioni all'aperto sia nei settori Agricoltura che in quello dell'Industria. Tuttavia, ad oggi tale rischio lavorativo non ਠstato oggetto di adeguata considerazione e la prevenzione sul lavoro ਠscarsamente implementata. Tra le misure preventive collettive principali per la riduzione del rischio da esposizione a RS rientra l'informazione e formazione dei lavoratori esposti. Gli interventi formativi sono in grado di promuovere un'idonea percezione del rischio e conseguentemente una pi๠corretta adozione di procedure e abitudini protettive adeguate, sia a livello aziendale che individuale. Obiettivi Lo studio presentato si ਠproposto, nell'ambito di un'attività di formazione e informazione specifica sul rischio da esposizione a RS in agricoltura e edilizia in un gruppo di lavoratori e studenti del territorio di Modena, di valutare mediante l'applicazione di un questionario mirato le caratteristiche delle abitudini di esposizione e dei comportamenti protettivi individuali del campione esaminato. Materiali e metodi Prima dell'inizio degli interventi formativi rivolti a lavoratori e studenti del campione esaminato, ਠstato somministrato un questionario, precedentemente impiegato in uno studio pubblicato, indagante le abitudini protettive individuali rispetto all'esposizione a RS sia durante l'attività lavorativa che nel tempo libero. Risultati Da gennaio a ottobre 2018, sono stati organizzati 15 corsi di formazione sulla prevenzione del rischio da esposizione a RS per un totale di 395 partecipanti. Il 32.8% e il 44.8% dei lavoratori agricoli ha rispettivamente riferito di non utilizzare mai occhiali da sole e creme solari al lavoro. Il 77.6% degli agricoltori perಠha dichiarato di indossare sempre o spesso un cappello protettivo. Il 42% dei lavoratori edili ha riferito di non usare mai gli occhiali da sole, il 56.7% di non applicare mai la crema protettiva e il 33.9% di non indossare mai un copricapo adeguato a proteggersi dai raggi UV sul lavoro. Per quanto riguarda le abitudini protettive nel tempo libero, in particolare gli studenti hanno riportato pi๠frequentemente scottature solari nei periodi di vacanza rispetto ai lavoratori all'aperto: 25 vs 13.8% (p<0.05); il 51.6% degli studenti ha riferito di non indossare mai il cappello protettivo nel proprio tempo libero, contro il 36.4% dei lavoratori agricoli e edili (p<0.001). Essi, inoltre, hanno dichiarato di non indossare mai gli occhiali da sole e di non utilizzare mai indumenti con caratteristiche protettive rispetto alla penetrazione dei raggi UV, rispettivamente nel 22.5% e nel 46.9% dei casi, contro il 10% e il 29.3% dei lavoratori all'aperto (rispettivamente, p<0.05 e p<0.001). Infine il 30.1% degli studenti e il 37.2% dei lavoratori all'aperto ha riferito di non applicare mai o di utilizzare solo raramente le creme solari nei periodi di vacanza (p=n.s.). Conclusioni Nonostante gli elevati livelli di esposizione occupazionale a RS nei settori agricolo e edile, e l'esposizione addizionale ad UV nel tempo libero, lo studio dimostra un'inadeguata adozione di comportamenti protettivi individuali, sia nei lavoratori che negli studenti. Pertanto, sono di grande rilievo, ai fini di una corretta percezione del rischio e di un miglioramento dei comportamenti protettivi individuali, iniziative di formazione come quelle effettuate nell'ambito della presente tesi, e sono utili valutazioni dell'efficacia degli interventi preventivi nel modificare i comportamenti individuali di esposizione.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/302913
URN:NBN:IT:UNIMORE-302913