La malattia di Alzheimer ਠuna patologia neurodegenerativa caratterizzata ad un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive, la cui gravità  cresce con l'aumentare dell'età  del paziente. Data l'importanza degli astrociti nel mantenere l'omeostasi a livello cerebrale, si ਠguardato a questi come potenziali targets di terapie farmacologiche e non, volte alla cura della malattia di Alzheimer. Infatti, significativi cambiamenti funzionali a carico degli astrociti, generati dalla presenza di placche beta amiloidi, conducono all'insorgenza di uno stato neuroinfiammatorio e di stress ossidativo. Sulla base di cià², la ricerca si ਠorientata verso nuovi approcci terapeutici. Fra questi, il resveratrolo, derivato polifenolico della Vitis Vinifera, ha dimostrato di possedere significative capacità  neuroprotettive, in quanto inibisce la sintesi ed il rilascio dei mediatori pro-infiammatori e modifica la sintesi degli eicosanoidi: COX-2 e iNOS. Inoltre, presso le cellule microgliali, sopprime l'espressione dei mediatori pro-infiammatori (TNF- alfa, NF-kB), e, allo stesso tempo, promuove il rilascio di molecole antinfiammatorie, come IL-10. Dunque il resveratrolo mostra significative potenzialità  nel rallentare la progressione della malattia di Alzheimer, andando a contrastare il processo infiammatorio alla base della patologia. Recentemente, per migliorare la biodisponibilità  del resveratrolo a livello cerebrale, sono state messe a punto nanoparticelle lipidiche mucoadesive a base di acido ialuronico.

Potenziali effetti neuroprotettivi del resveratrolo nella malattia di Alzheimer

2018

Abstract

La malattia di Alzheimer ਠuna patologia neurodegenerativa caratterizzata ad un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive, la cui gravità  cresce con l'aumentare dell'età  del paziente. Data l'importanza degli astrociti nel mantenere l'omeostasi a livello cerebrale, si ਠguardato a questi come potenziali targets di terapie farmacologiche e non, volte alla cura della malattia di Alzheimer. Infatti, significativi cambiamenti funzionali a carico degli astrociti, generati dalla presenza di placche beta amiloidi, conducono all'insorgenza di uno stato neuroinfiammatorio e di stress ossidativo. Sulla base di cià², la ricerca si ਠorientata verso nuovi approcci terapeutici. Fra questi, il resveratrolo, derivato polifenolico della Vitis Vinifera, ha dimostrato di possedere significative capacità  neuroprotettive, in quanto inibisce la sintesi ed il rilascio dei mediatori pro-infiammatori e modifica la sintesi degli eicosanoidi: COX-2 e iNOS. Inoltre, presso le cellule microgliali, sopprime l'espressione dei mediatori pro-infiammatori (TNF- alfa, NF-kB), e, allo stesso tempo, promuove il rilascio di molecole antinfiammatorie, come IL-10. Dunque il resveratrolo mostra significative potenzialità  nel rallentare la progressione della malattia di Alzheimer, andando a contrastare il processo infiammatorio alla base della patologia. Recentemente, per migliorare la biodisponibilità  del resveratrolo a livello cerebrale, sono state messe a punto nanoparticelle lipidiche mucoadesive a base di acido ialuronico.
2018
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-303921