Ci troviamo in un momento storico in cui i consumatori prestano molta attenzione alle implicazioni etiche dell'acquisto di un certo prodotto, al punto tale da orientarne la scelta pi๠della qualità  e del prezzo (Singh et al. 2012). Nell'era dell'etico (Crane e Matten, 2007; McGoldrick e Freestone, 2008; Smith, 1995) i consumatori considerano sia gli effetti che un prodotto puಠavere su di loro, sia l'impatto verso il mondo esterno (Davies et al., 2011), orientandosi su quelle aziende che utilizzano ad esempio pratiche etiche nella catena di produzione, offrono prodotti ecologici o investono in cause sociali (Singh et al., 2012). La letteratura vede questo agire etico del consumatore come un comportamento sempre pi๠diffuso (Creyer e Ross, 1997; Harrison et al., 2005; Hendarwan, 2002; Mason, 2000; McGoldrick e Freestone, 2008; Shaw e Clarke, 1999; Strong, 1996), documentato anche dalla crescita dell'acquisto di prodotti etici (Davies et al., 2011), e, come conseguenza, sempre pi๠imprese cercando di sfruttare la dimensione etica come elemento strategico per definire e promuovere il proprio brand (Singh et al., 2012). Anche alcuni brand di lusso, che si basano su tutt'altro concetto di prodotto, cercano di perseguire questa strategia, con tutti i rischi che possono derivare dall'associare due mondi cosଠdistanti (Beckham e Voyer, 2014; Kapferer e Michaut-Denizeau, 2014; Torelli et al., 2012) come quello dell'“ethical” (legato a concetti come altruismo, sobrietà  e moderazione) e quello del “luxury” (legato a concetti come eccesso, superficialità  e ostentazione). I luxury brand potrebbero quindi sviluppare da soli un nuovo prodotto, utilizzando ad esempio materiali eco-friendly, ma potrebbero anche attuare una strategia migliore, per evitare di snaturare la propria essenza: un'alleanza con un brand etico. Anche il co-branding potrebbe perಠrisultare una strategia rischiosa, quindi quello che ci si domanda à¨: †˜Puಠun'operazione di co-branding con un brand etico essere una modalità  utile per migliorare il brand di lusso?', †˜Quale livello di accettazione puಠesserci verso un'alleanza con un brand non di lusso da parte del consumatore?', †˜Alleandosi con un brand di quel genere e utilizzando materiali ecologici si rischia di svilire la componente lusso?'. In questa ricerca ho deciso di verificare quale impatto possa avere la creazione di un prodotto etico sulla customer based brand equity (CBBE) del brand di lusso, sia come conseguenza di un'operazione di co-branding, sia nel caso di un'operazione autonoma di estensione di linea.

"Ethical Luxury": effetti delle strategie di line extension e co-branding sulla customer-based brand equity.

2020

Abstract

Ci troviamo in un momento storico in cui i consumatori prestano molta attenzione alle implicazioni etiche dell'acquisto di un certo prodotto, al punto tale da orientarne la scelta pi๠della qualità  e del prezzo (Singh et al. 2012). Nell'era dell'etico (Crane e Matten, 2007; McGoldrick e Freestone, 2008; Smith, 1995) i consumatori considerano sia gli effetti che un prodotto puಠavere su di loro, sia l'impatto verso il mondo esterno (Davies et al., 2011), orientandosi su quelle aziende che utilizzano ad esempio pratiche etiche nella catena di produzione, offrono prodotti ecologici o investono in cause sociali (Singh et al., 2012). La letteratura vede questo agire etico del consumatore come un comportamento sempre pi๠diffuso (Creyer e Ross, 1997; Harrison et al., 2005; Hendarwan, 2002; Mason, 2000; McGoldrick e Freestone, 2008; Shaw e Clarke, 1999; Strong, 1996), documentato anche dalla crescita dell'acquisto di prodotti etici (Davies et al., 2011), e, come conseguenza, sempre pi๠imprese cercando di sfruttare la dimensione etica come elemento strategico per definire e promuovere il proprio brand (Singh et al., 2012). Anche alcuni brand di lusso, che si basano su tutt'altro concetto di prodotto, cercano di perseguire questa strategia, con tutti i rischi che possono derivare dall'associare due mondi cosଠdistanti (Beckham e Voyer, 2014; Kapferer e Michaut-Denizeau, 2014; Torelli et al., 2012) come quello dell'“ethical” (legato a concetti come altruismo, sobrietà  e moderazione) e quello del “luxury” (legato a concetti come eccesso, superficialità  e ostentazione). I luxury brand potrebbero quindi sviluppare da soli un nuovo prodotto, utilizzando ad esempio materiali eco-friendly, ma potrebbero anche attuare una strategia migliore, per evitare di snaturare la propria essenza: un'alleanza con un brand etico. Anche il co-branding potrebbe perಠrisultare una strategia rischiosa, quindi quello che ci si domanda à¨: †˜Puಠun'operazione di co-branding con un brand etico essere una modalità  utile per migliorare il brand di lusso?', †˜Quale livello di accettazione puಠesserci verso un'alleanza con un brand non di lusso da parte del consumatore?', †˜Alleandosi con un brand di quel genere e utilizzando materiali ecologici si rischia di svilire la componente lusso?'. In questa ricerca ho deciso di verificare quale impatto possa avere la creazione di un prodotto etico sulla customer based brand equity (CBBE) del brand di lusso, sia come conseguenza di un'operazione di co-branding, sia nel caso di un'operazione autonoma di estensione di linea.
2020
it
Dipartimento di Comunicazione ed Economia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/304073
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