Nessuna impresa ਠimmune dalle crisi, tutte possono esserne colpite. La crisi andrà  a colpire gli asset tangibili di un'impresa, ma soprattutto quelli intangibili come la reputazione. Un'impresa dovrà  reagire tempestivamente per salvaguardare quest'ultima. Si possono adottare diverse strategie e l'obiettivo di questo lavoro ਠverificare se la strategia dello scapegoating (capro espiatorio) ਠefficace oppure no. La letteratura, nonostante l'assenza di dati empirici, sostiene che sia la strategia peggiore che un'impresa possa adottare per salvaguardare la propria reputazione quando viene colpita da una crisi. L'elaborato si articola in quattro capitoli di cui, tre teorici e l'ultimo di ricerca. Nel primo vengono indicate una serie di definizioni per spiegare il concetto di crisi. Trovarne una univoca risulta impossibile, ma tutte convergono nel sostenere che la crisi ਠun evento: inaspettato, improvviso, eccezionale, fonte di incertezza e una minaccia per gli obiettivi aziendali. Si procede indicando le diverse cause e tipologie che ne derivano, concludendo con gli effetti che una crisi puಠprovocare. Come già  accennato, una crisi, oltre agli asset tangibili, andrà  ad attaccare anche quelli intangibili come la reputazione. Nel secondo capitolo si spiega il concetto di reputazione, immagine di marca ed identità  andando a evidenziare la connessione che intercorre. Si prosegue indicando come, in un mercato in cui i consumatori sono sempre pi๠interessati a tutto il percorso della supply chain, a quello che †œc'ਠdietro†� un prodotto e servizio, le azioni di Responsabilità  Sociale d'Impresa e la percezione etica dell'azienda siano fondamentali per raggiungere una buona reputazione tra gli stakeholder. Il capitolo tre indica come il Crisis Communication sia essenziale per riparare l'immagine di un'impresa in crisi e vengono presentate le diverse teorie che possono essere adottate per salvaguardare la reputazione. Queste vengono suddivise in metodi informali dominati dalla Corporate Apologia, Image Repair Theory di Benoit, e Renewal; metodi di transizione dove la tipologia di indagine pi๠utilizzata e la Content Analysis; infine i metodi formali in cui si possono utilizzare l'Attribution Theory di Weiner e la Situational Crisis Communication Theory di Coombs. Il lavoro si conclude con un'analisi in cui si verifica se la strategia dello scapegoating ਠefficace oppure no. Per fare ciಠਠstata considerata una crisi intenzionale confrontando due brand uguali in termini di awareness e qualità  percepita, ma diversi nella percezione di brand ethicality. La letteratura dimostra che, in casi di crisi, quando un'impresa ਠpercepita con un alto valore etico, avrà  una maggiore attribuzione di responsabilità  e la strategia migliore da attuare per riparare l'immagine ਠquella di ricostruzione, ad esempio attraverso le scuse (apology) assumendosi la responsabilità  e promettendo che non si verificheranno situazioni simili. Lo scapegoating che appartiene alla strategia di negazione, viene considerata la strategia meno efficace. I risultati ottenuti dall'analisi ribaltano quanto sostenuto dalla letteratura e confermano che lo scapegoating ਠefficace nel caso in cui venisse adottato da un brand che gode già  di una forte brand ethicality.

SCAPEGOATING: STRATEGIA PER SALVAGUARDARE LA REPUTAZIONE DI UN'IMPRESA IN CRISI Un'analisi empirica per dimostrarne l'efficacia confrontando un brand etico con uno non etico

2018

Abstract

Nessuna impresa ਠimmune dalle crisi, tutte possono esserne colpite. La crisi andrà  a colpire gli asset tangibili di un'impresa, ma soprattutto quelli intangibili come la reputazione. Un'impresa dovrà  reagire tempestivamente per salvaguardare quest'ultima. Si possono adottare diverse strategie e l'obiettivo di questo lavoro ਠverificare se la strategia dello scapegoating (capro espiatorio) ਠefficace oppure no. La letteratura, nonostante l'assenza di dati empirici, sostiene che sia la strategia peggiore che un'impresa possa adottare per salvaguardare la propria reputazione quando viene colpita da una crisi. L'elaborato si articola in quattro capitoli di cui, tre teorici e l'ultimo di ricerca. Nel primo vengono indicate una serie di definizioni per spiegare il concetto di crisi. Trovarne una univoca risulta impossibile, ma tutte convergono nel sostenere che la crisi ਠun evento: inaspettato, improvviso, eccezionale, fonte di incertezza e una minaccia per gli obiettivi aziendali. Si procede indicando le diverse cause e tipologie che ne derivano, concludendo con gli effetti che una crisi puಠprovocare. Come già  accennato, una crisi, oltre agli asset tangibili, andrà  ad attaccare anche quelli intangibili come la reputazione. Nel secondo capitolo si spiega il concetto di reputazione, immagine di marca ed identità  andando a evidenziare la connessione che intercorre. Si prosegue indicando come, in un mercato in cui i consumatori sono sempre pi๠interessati a tutto il percorso della supply chain, a quello che †œc'ਠdietro†� un prodotto e servizio, le azioni di Responsabilità  Sociale d'Impresa e la percezione etica dell'azienda siano fondamentali per raggiungere una buona reputazione tra gli stakeholder. Il capitolo tre indica come il Crisis Communication sia essenziale per riparare l'immagine di un'impresa in crisi e vengono presentate le diverse teorie che possono essere adottate per salvaguardare la reputazione. Queste vengono suddivise in metodi informali dominati dalla Corporate Apologia, Image Repair Theory di Benoit, e Renewal; metodi di transizione dove la tipologia di indagine pi๠utilizzata e la Content Analysis; infine i metodi formali in cui si possono utilizzare l'Attribution Theory di Weiner e la Situational Crisis Communication Theory di Coombs. Il lavoro si conclude con un'analisi in cui si verifica se la strategia dello scapegoating ਠefficace oppure no. Per fare ciಠਠstata considerata una crisi intenzionale confrontando due brand uguali in termini di awareness e qualità  percepita, ma diversi nella percezione di brand ethicality. La letteratura dimostra che, in casi di crisi, quando un'impresa ਠpercepita con un alto valore etico, avrà  una maggiore attribuzione di responsabilità  e la strategia migliore da attuare per riparare l'immagine ਠquella di ricostruzione, ad esempio attraverso le scuse (apology) assumendosi la responsabilità  e promettendo che non si verificheranno situazioni simili. Lo scapegoating che appartiene alla strategia di negazione, viene considerata la strategia meno efficace. I risultati ottenuti dall'analisi ribaltano quanto sostenuto dalla letteratura e confermano che lo scapegoating ਠefficace nel caso in cui venisse adottato da un brand che gode già  di una forte brand ethicality.
2018
it
Dipartimento di Comunicazione ed Economia
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/304387
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-304387