La razionalità ਠun tema dibattuto nelle scienze sociali: essa ne diviene unità di analisi nel momento in cui l'ambizione della filosofia della ragione di additarsi quale sapere totalizzante si dimostra velleitaria. Nel seguire il suggerimento della veritas filia temporis, si circoscriverà l'analisi della razionalità dall'Ottocento in poi quando, grazie agli studi organizzativi, si inizierà ad annoverarla nel quadro di quella funzione sociale che caratterizza il dibattito. àˆ proprio l'avvicendarsi dei dibattiti che rappresenterà , in questa sede, l'imprescindibile strumento di conoscenza scientifica del tema. Pi๠nel dettaglio, verranno raffrontate le diverse teorie che affrontano il tema della razionalità accostandola ai temi decisionali, meglio conosciute come teorie del decision making. Nel corso della comparazione tra i fondamenti della razionalità , si intende dimostrare come questa, negli studi organizzativi, sia stata accostata dapprima a condizioni di perfezione, poi divenute perfettibili e, successivamente, del tutto imperfette e irrazionali. In extrema ratio la teoria si distaccherà dal binomio razionale-irrazionale. La razionalità ਠstata protagonista di una lenta decostruzione la quale prende le mosse dall'idea di una razionalità limitata, legata all'individuo ed ai suoi aspetti umani che, per natura, pongono un limite alla ragione pura e semplice. Successivamente si palesa la razionalità di sistema, quale imprescindibile discrimine tra questo e l'ambiente esterno nonchà© elemento di strutturazione del sistema stesso. Si giunge poi alla razionalità delle singole azioni le quali, all'accadere di un incontro del tutto casuale, originano un complesso di irrazionalità dal quale scaturisce la decisione; si approda, infine, ad una decisione figlia dell'irrazionalità , senza la quale non potrebbe occorrere, dal momento che sono proprio le azioni, con il loro bagaglio di aspetti tutt'altro che razionali, a fornirne la spinta propulsiva. In questo continuo brulicare di elementi razionali ed irrazionali si arriva ad appianare ogni tentativo di ricondurre gli aspetti decisionali a taluna o talaltra categoria, semplicemente domandandosi se la realtà , nei suoi aspetti pi๠o meno caotici, abbia un senso. Caos e ragione si incontrano non pi๠nel racconto della loro contrapposizione bensଠin una realtà plasmata dal senso che ognuno di noi, sic et simpliciter, le attribuisce.
La destrutturazione della razionalità negli studi organizzativi.
2019
Abstract
La razionalità ਠun tema dibattuto nelle scienze sociali: essa ne diviene unità di analisi nel momento in cui l'ambizione della filosofia della ragione di additarsi quale sapere totalizzante si dimostra velleitaria. Nel seguire il suggerimento della veritas filia temporis, si circoscriverà l'analisi della razionalità dall'Ottocento in poi quando, grazie agli studi organizzativi, si inizierà ad annoverarla nel quadro di quella funzione sociale che caratterizza il dibattito. àˆ proprio l'avvicendarsi dei dibattiti che rappresenterà , in questa sede, l'imprescindibile strumento di conoscenza scientifica del tema. Pi๠nel dettaglio, verranno raffrontate le diverse teorie che affrontano il tema della razionalità accostandola ai temi decisionali, meglio conosciute come teorie del decision making. Nel corso della comparazione tra i fondamenti della razionalità , si intende dimostrare come questa, negli studi organizzativi, sia stata accostata dapprima a condizioni di perfezione, poi divenute perfettibili e, successivamente, del tutto imperfette e irrazionali. In extrema ratio la teoria si distaccherà dal binomio razionale-irrazionale. La razionalità ਠstata protagonista di una lenta decostruzione la quale prende le mosse dall'idea di una razionalità limitata, legata all'individuo ed ai suoi aspetti umani che, per natura, pongono un limite alla ragione pura e semplice. Successivamente si palesa la razionalità di sistema, quale imprescindibile discrimine tra questo e l'ambiente esterno nonchà© elemento di strutturazione del sistema stesso. Si giunge poi alla razionalità delle singole azioni le quali, all'accadere di un incontro del tutto casuale, originano un complesso di irrazionalità dal quale scaturisce la decisione; si approda, infine, ad una decisione figlia dell'irrazionalità , senza la quale non potrebbe occorrere, dal momento che sono proprio le azioni, con il loro bagaglio di aspetti tutt'altro che razionali, a fornirne la spinta propulsiva. In questo continuo brulicare di elementi razionali ed irrazionali si arriva ad appianare ogni tentativo di ricondurre gli aspetti decisionali a taluna o talaltra categoria, semplicemente domandandosi se la realtà , nei suoi aspetti pi๠o meno caotici, abbia un senso. Caos e ragione si incontrano non pi๠nel racconto della loro contrapposizione bensଠin una realtà plasmata dal senso che ognuno di noi, sic et simpliciter, le attribuisce.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/304469
URN:NBN:IT:UNIMORE-304469