A livello mondiale ogni anno si registra la presenza di oltre 20 milioni di pazienti con difetti ossei, dove i quadri clinici pi๠compromessi richiedono interventi chirurgici, di autotrapianto o trapianto allogenico, spesso associati ad eventi collaterali quali rigetto ed infezioni. Pertanto, per finalità  di rigenerazione ossea si stanno utilizzando nuovi biomateriali/scaffold che in associazione a fattori di crescita e cellule staminali possano migliorare la riparazione ossea. In tale contesto il biovetro si ਠrivelato essere un ottimo scaffold per le sue proprietà  osteoinduttive, osteoconduttive, unite al potenziale angiogenetico e alla capacità  antimicrobica. Il presente studio si prefigge la finalità  d'identificare la tipologia di biovetro con maggiori capacità  osteinduttive/osteoconduttive mediante l'utilizzo di protocolli di studio per la biocompatibilità  in accordo con ISO10993-5 e modelli 3D con cellule staminali mesenchimali isolate da midollo osseo (BM-MSC) e da adipe (AT-MSC). Sono stati inclusi nello studio tre biovetri differenti: I 45S5 (biovetro disponibile in commercio) e due biovetri di nuova generazione (biovetro 1 e 2). àˆ stata valutata la biocompatibilità  dei biomateriali, per contatto diretto e con eluato, mediante il saggio di vitalità  MTT (45S5, biovetro 1 e 2). In seguito, ਠstata valutata la crescita delle BM-MSC a diverse tempistiche: 1 ora, 4, 7 e 14 giorni, utilizzando la colorazione con cristal violet per identificare le cellule. Successivamente ਠstato eseguito il saggio di differenziamento osteogenico e il risultato ਠstato analizzato mediante colorazione con alizain red (AR). Entrambi i saggi previsti dalla ISO10993-5 hanno dimostrato la biocompatibilità  di tutti i biomateriali trattati. Relativamente al modello di coltura 3D con BM-MSC, il 45S5 ha mostrato una scarsa adesione delle BM-MSC a 1 ora dalla semina, contrariamente al biovetro 1 e 2 che invece ਠrisultato avere una maggiore densità  di elementi adesi. Il biovetro 2 ha pi๠elementi rispetto al biovetro 1. A 4 giorni nel 45S5 si sono osservati pochi elementi fibroblastoidi e alcuni cluster di materiale biologico sebbene non sia possibile identificarne la componente cellulare. Mentre nei biovetri 1 e 2 si sono osservati elementi fibroblastoidi adesi. A 7 e 14 giorni nei 45S5 non si sono osservate BM-MSC, ma solo cluster di materiale biologico. Di contro, nei biovetri 1 e 2 si sono osservate strutture simili a tessuto. Il biovetro 2 mostrava tali strutture già  a 7 giorni. Non ਠstato possibile eseguire il differenziamento osteogenico per il 45S5 in quanto non era colonizzato, requisito essenziale per un saggio di differenziamento. I biovetri 1 e 2 invece hanno consentito la formazione di tessuto osseo evidenziata da depositi positivi alla colorazione con AR. La mancata colonizzazione dello standard ਠassociata alla formazione di un ambiente alcalino sfavorevole alle cellule osservato sia nel nostro studio e riportato anche in letteratura. Il biovetro 2 si ਠdimostrato essere migliore rispetto al biovetro 1, avendo una maggiore capacità  di trattenere le cellule e consentendo quindi una maggiore crescita in tempi brevi. Essendo il biovetro 2 pi๠efficiente in termini di crescita, ਠstato costruito un secondo modello di crescita, a supporto del primo, utilizzando le AT-MSC essendo il tessuto adiposo una sede di raccolta pi๠facilmente accessibile. Esse hanno mostrato una minore adesione e una minor crescita, rispetto alle BM-MSC. Il biovetro 2 seminato con le mesenchimali da midollo osseo si ਠdimostrato essere il miglior modello di crescita e un substrato efficiente per lo sviluppo di tessuto osseo, utilizzabile poi come scaffold in applicazioni cliniche volte alla rigenerazione del tessuto in pazienti affetti da patologie ossee. Inoltre, il nostro modello si studio in vitro consente di identificare i materiali migliori riducendo tempi e costi necessari per i successivi studi in vivo.

Modelli 3D di biovetri e cellule staminali mesenchimali per la rigenerazione del tessuto osseo: approcci innovativi di biocompatibilità .

2019

Abstract

A livello mondiale ogni anno si registra la presenza di oltre 20 milioni di pazienti con difetti ossei, dove i quadri clinici pi๠compromessi richiedono interventi chirurgici, di autotrapianto o trapianto allogenico, spesso associati ad eventi collaterali quali rigetto ed infezioni. Pertanto, per finalità  di rigenerazione ossea si stanno utilizzando nuovi biomateriali/scaffold che in associazione a fattori di crescita e cellule staminali possano migliorare la riparazione ossea. In tale contesto il biovetro si ਠrivelato essere un ottimo scaffold per le sue proprietà  osteoinduttive, osteoconduttive, unite al potenziale angiogenetico e alla capacità  antimicrobica. Il presente studio si prefigge la finalità  d'identificare la tipologia di biovetro con maggiori capacità  osteinduttive/osteoconduttive mediante l'utilizzo di protocolli di studio per la biocompatibilità  in accordo con ISO10993-5 e modelli 3D con cellule staminali mesenchimali isolate da midollo osseo (BM-MSC) e da adipe (AT-MSC). Sono stati inclusi nello studio tre biovetri differenti: I 45S5 (biovetro disponibile in commercio) e due biovetri di nuova generazione (biovetro 1 e 2). àˆ stata valutata la biocompatibilità  dei biomateriali, per contatto diretto e con eluato, mediante il saggio di vitalità  MTT (45S5, biovetro 1 e 2). In seguito, ਠstata valutata la crescita delle BM-MSC a diverse tempistiche: 1 ora, 4, 7 e 14 giorni, utilizzando la colorazione con cristal violet per identificare le cellule. Successivamente ਠstato eseguito il saggio di differenziamento osteogenico e il risultato ਠstato analizzato mediante colorazione con alizain red (AR). Entrambi i saggi previsti dalla ISO10993-5 hanno dimostrato la biocompatibilità  di tutti i biomateriali trattati. Relativamente al modello di coltura 3D con BM-MSC, il 45S5 ha mostrato una scarsa adesione delle BM-MSC a 1 ora dalla semina, contrariamente al biovetro 1 e 2 che invece ਠrisultato avere una maggiore densità  di elementi adesi. Il biovetro 2 ha pi๠elementi rispetto al biovetro 1. A 4 giorni nel 45S5 si sono osservati pochi elementi fibroblastoidi e alcuni cluster di materiale biologico sebbene non sia possibile identificarne la componente cellulare. Mentre nei biovetri 1 e 2 si sono osservati elementi fibroblastoidi adesi. A 7 e 14 giorni nei 45S5 non si sono osservate BM-MSC, ma solo cluster di materiale biologico. Di contro, nei biovetri 1 e 2 si sono osservate strutture simili a tessuto. Il biovetro 2 mostrava tali strutture già  a 7 giorni. Non ਠstato possibile eseguire il differenziamento osteogenico per il 45S5 in quanto non era colonizzato, requisito essenziale per un saggio di differenziamento. I biovetri 1 e 2 invece hanno consentito la formazione di tessuto osseo evidenziata da depositi positivi alla colorazione con AR. La mancata colonizzazione dello standard ਠassociata alla formazione di un ambiente alcalino sfavorevole alle cellule osservato sia nel nostro studio e riportato anche in letteratura. Il biovetro 2 si ਠdimostrato essere migliore rispetto al biovetro 1, avendo una maggiore capacità  di trattenere le cellule e consentendo quindi una maggiore crescita in tempi brevi. Essendo il biovetro 2 pi๠efficiente in termini di crescita, ਠstato costruito un secondo modello di crescita, a supporto del primo, utilizzando le AT-MSC essendo il tessuto adiposo una sede di raccolta pi๠facilmente accessibile. Esse hanno mostrato una minore adesione e una minor crescita, rispetto alle BM-MSC. Il biovetro 2 seminato con le mesenchimali da midollo osseo si ਠdimostrato essere il miglior modello di crescita e un substrato efficiente per lo sviluppo di tessuto osseo, utilizzabile poi come scaffold in applicazioni cliniche volte alla rigenerazione del tessuto in pazienti affetti da patologie ossee. Inoltre, il nostro modello si studio in vitro consente di identificare i materiali migliori riducendo tempi e costi necessari per i successivi studi in vivo.
2019
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/305318
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-305318