Studi recenti hanno identificato l'interazione tra i sistemi proteolitici presenti nel sangue del complemento, parte del sistema immunitario, e della coagulazione. Nonostante cià², i meccanismi molecolari delle loro interazioni e l'impatto della proteolisi sull'attivazione e l'amplificazione di ciascun sistema non sono ad ora noti. Un'analisi proteomica longitudinale ha dimostrato che le proteine plasmatiche, sia della cascata del complemento che della coagulazione, sono espresse in modo differenziale all'età  di 12 anni nelle persone che svilupperanno disordini psicotici a 18 anni, risultando in un fenotipo potenzialmente procoagulante e proinfiammatorio. La disregolazione dell'interazione tra coagulazione e complemento potrebbe contribuire all'iper- o ipoattivazione di questi ultimi e richiede un'attenta caratterizzazione. Per essere in grado di determinare accuratamente l'attività  del complemento, tenendo in considerazione queste interazioni, ਠrichiesto un saggio che includa i fattori della coagulazione. Tuttavia, l'attività  del complemento ਠstata tradizionalmente misurata in siero umano defibrinato, dove i fattori della coagulazione sono stati attivati e consumati durante il processo stesso della coagulazione. Lo scopo di questo studio ਠstato quello di sviluppare un nuovo saggio in plasma, per determinare l'attività  del complemento in presenza delle proteine della coagulazione. Inizialmente ਠstato testato l'effetto di numerosi anticoagulanti sull'attività  emolitica del complemento, mediante saggi emolitici standard, utilizzando siero umano. Gli anticoagulanti che non alteravano l'emolisi in siero sono stati quindi utilizzati successivamente per preparare plasma anticoagulato a partire da sangue intero. Il plasma anticoagulato ਠstato paragonato al siero, mostrando simile attività  emolitica. Successivamente, abbiamo voluto studiare l'influenza di specifici fattori della coagulazione sull'attività  emolitica del complemento utilizzando plasma citrato, a cui sono stati rimossi separatamente i fattori della coagulazione FXI, FXII, fibrinogeno, plasminogeno o protrombina, rilevando che il plasma senza plasminogeno o senza FXI influenzavano la lisi delle cellule mediata dal complemento. Infine abbiamo monitorato la torbidità  del coagulo di fibrina che si generava in plasma senza plasminogeno, in seguito all'aggiunta di proteine sia del complemento che della coagulazione, per testare il loro impatto sulla formazione del coagulo. In conclusione, abbiamo sviluppato un nuovo saggio in plasma per la misurazione dell'attività  emolitica del complemento. Abbiamo dimostrato che il FXI e il plasminogeno potrebbero avere un potenziale effetto sull'attività  del complemento e che la formazione del coagulo di fibrina ਠalterata in presenza di componenti del complemento e della coagulazione che sono disregolati nei disordini psicotici.

Sviluppo di un saggio in plasma anticoagulato per la caratterizzazione di complemento e coagulazione in vitro

2019

Abstract

Studi recenti hanno identificato l'interazione tra i sistemi proteolitici presenti nel sangue del complemento, parte del sistema immunitario, e della coagulazione. Nonostante cià², i meccanismi molecolari delle loro interazioni e l'impatto della proteolisi sull'attivazione e l'amplificazione di ciascun sistema non sono ad ora noti. Un'analisi proteomica longitudinale ha dimostrato che le proteine plasmatiche, sia della cascata del complemento che della coagulazione, sono espresse in modo differenziale all'età  di 12 anni nelle persone che svilupperanno disordini psicotici a 18 anni, risultando in un fenotipo potenzialmente procoagulante e proinfiammatorio. La disregolazione dell'interazione tra coagulazione e complemento potrebbe contribuire all'iper- o ipoattivazione di questi ultimi e richiede un'attenta caratterizzazione. Per essere in grado di determinare accuratamente l'attività  del complemento, tenendo in considerazione queste interazioni, ਠrichiesto un saggio che includa i fattori della coagulazione. Tuttavia, l'attività  del complemento ਠstata tradizionalmente misurata in siero umano defibrinato, dove i fattori della coagulazione sono stati attivati e consumati durante il processo stesso della coagulazione. Lo scopo di questo studio ਠstato quello di sviluppare un nuovo saggio in plasma, per determinare l'attività  del complemento in presenza delle proteine della coagulazione. Inizialmente ਠstato testato l'effetto di numerosi anticoagulanti sull'attività  emolitica del complemento, mediante saggi emolitici standard, utilizzando siero umano. Gli anticoagulanti che non alteravano l'emolisi in siero sono stati quindi utilizzati successivamente per preparare plasma anticoagulato a partire da sangue intero. Il plasma anticoagulato ਠstato paragonato al siero, mostrando simile attività  emolitica. Successivamente, abbiamo voluto studiare l'influenza di specifici fattori della coagulazione sull'attività  emolitica del complemento utilizzando plasma citrato, a cui sono stati rimossi separatamente i fattori della coagulazione FXI, FXII, fibrinogeno, plasminogeno o protrombina, rilevando che il plasma senza plasminogeno o senza FXI influenzavano la lisi delle cellule mediata dal complemento. Infine abbiamo monitorato la torbidità  del coagulo di fibrina che si generava in plasma senza plasminogeno, in seguito all'aggiunta di proteine sia del complemento che della coagulazione, per testare il loro impatto sulla formazione del coagulo. In conclusione, abbiamo sviluppato un nuovo saggio in plasma per la misurazione dell'attività  emolitica del complemento. Abbiamo dimostrato che il FXI e il plasminogeno potrebbero avere un potenziale effetto sull'attività  del complemento e che la formazione del coagulo di fibrina ਠalterata in presenza di componenti del complemento e della coagulazione che sono disregolati nei disordini psicotici.
2019
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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