Tutti i prodotti alimentari vanno incontro al naturale deterioramento, dovuto alla trasformazione progressiva delle proprie caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche. Nonostante gli sforzi delle industrie alimentari, questo processo di deterioramento non puಠessere completamente arrestato, ma procedure ottimizzate possono rallentare il pi๠possibile il decadimento di qualità  dei prodotti. Gli alimenti sono caratterizzati infatti dalla presenza di una comunità  microbica estremamente complessa, cioਠda un insieme di popolazioni batteriche differenti, determinate dalle materie prime impiegate e dal processo di produzione adottato. Allo stesso tempo ਠanche un sistema dinamico poichà© varia per effetto di fattori estrinseci (temperatura, modalità  di conservazione) e intrinseci (pH, attività  dell'acqua). Durante il periodo di conservazione, un prodotto alimentare vede una diminuzione continua della propria qualità  verso valori sempre pi๠bassi; si assiste quindi al deterioramento dell'alimento. Un alimento viene considerato alterato quando non ਠpi๠accettabile per il consumatore. Non dobbiamo dimenticare che, come riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità , le malattie alimentari rappresentano la prima causa di ospedalizzazione nel mondo. Il tempo necessario per un prodotto alimentare per raggiungere una di queste condizioni deterioranti ਠgeneralmente definito shelf-life del prodotto. Esistono molte definizioni di shelf-life di un alimento; letteralmente significa “vita del prodotto sullo scaffale”. Secondo la norma UNI 10534 †" 1995, la shelf-life ਠquel periodo di tempo che corrisponde, in determinate condizioni di conservazione, a una tollerabile diminuzione della qualità  dell'alimento. L'imballaggio ਠun elemento indispensabile nel processo di produzione degli alimenti, infatti contribuisce ad aumentare la shelf-life del prodotto assicurando la protezione da alterazioni fisiche, chimiche e microbiologiche. Come riportato nel Decreto Legislativo 22/1997 (art. 35), si definisce imballaggio il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e proteggere le merci, a consentire la loro manipolazione e consegna e ad assicurare la loro presentazione. Un “gel antimicrobico” puಠessere considerato come un “additivo alimentare”; ovvero, “qualsiasi sostanza, normalmente non consumata come alimento in quanto tale, e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari, per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, di trasformazione, di preparazione, di trattamento, di imballaggio, di trasporto o immagazzinamento degli alimenti, che si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti direttamente o indirettamente”. E' fondamentale valutare l'attività  antimicrobica del gel per determinare la capacità  di ridurre la carica microbica, un fattore determinante nel processo di deterioramento dei prodotti alimentari. Inoltre, l'utilizzo di antimicrobici naturali puಠrappresentare una rivoluzione per la conservazione degli alimenti.

Miglioramento della Shelf-Life della carne attraverso l'utilizzo di molecole organiche

2017

Abstract

Tutti i prodotti alimentari vanno incontro al naturale deterioramento, dovuto alla trasformazione progressiva delle proprie caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche. Nonostante gli sforzi delle industrie alimentari, questo processo di deterioramento non puಠessere completamente arrestato, ma procedure ottimizzate possono rallentare il pi๠possibile il decadimento di qualità  dei prodotti. Gli alimenti sono caratterizzati infatti dalla presenza di una comunità  microbica estremamente complessa, cioਠda un insieme di popolazioni batteriche differenti, determinate dalle materie prime impiegate e dal processo di produzione adottato. Allo stesso tempo ਠanche un sistema dinamico poichà© varia per effetto di fattori estrinseci (temperatura, modalità  di conservazione) e intrinseci (pH, attività  dell'acqua). Durante il periodo di conservazione, un prodotto alimentare vede una diminuzione continua della propria qualità  verso valori sempre pi๠bassi; si assiste quindi al deterioramento dell'alimento. Un alimento viene considerato alterato quando non ਠpi๠accettabile per il consumatore. Non dobbiamo dimenticare che, come riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità , le malattie alimentari rappresentano la prima causa di ospedalizzazione nel mondo. Il tempo necessario per un prodotto alimentare per raggiungere una di queste condizioni deterioranti ਠgeneralmente definito shelf-life del prodotto. Esistono molte definizioni di shelf-life di un alimento; letteralmente significa “vita del prodotto sullo scaffale”. Secondo la norma UNI 10534 †" 1995, la shelf-life ਠquel periodo di tempo che corrisponde, in determinate condizioni di conservazione, a una tollerabile diminuzione della qualità  dell'alimento. L'imballaggio ਠun elemento indispensabile nel processo di produzione degli alimenti, infatti contribuisce ad aumentare la shelf-life del prodotto assicurando la protezione da alterazioni fisiche, chimiche e microbiologiche. Come riportato nel Decreto Legislativo 22/1997 (art. 35), si definisce imballaggio il prodotto, composto di materiali di qualsiasi natura, adibito a contenere e proteggere le merci, a consentire la loro manipolazione e consegna e ad assicurare la loro presentazione. Un “gel antimicrobico” puಠessere considerato come un “additivo alimentare”; ovvero, “qualsiasi sostanza, normalmente non consumata come alimento in quanto tale, e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari, per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, di trasformazione, di preparazione, di trattamento, di imballaggio, di trasporto o immagazzinamento degli alimenti, che si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti direttamente o indirettamente”. E' fondamentale valutare l'attività  antimicrobica del gel per determinare la capacità  di ridurre la carica microbica, un fattore determinante nel processo di deterioramento dei prodotti alimentari. Inoltre, l'utilizzo di antimicrobici naturali puಠrappresentare una rivoluzione per la conservazione degli alimenti.
2017
it
Dipartimento di Scienze della Vita
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/305494
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-305494