L'obiettivo della tesi ਠquello di fornire un'analisi della politica macroprudenziale (MAP) a livello Europeo, con una particolare attenzione alle istituzioni comunitarie e nazionali coinvolte nella sua elaborazione e agli strumenti previsti. La politica macroprudenziale puಠessere brevemente rappresentata dall'insieme di norme e strumenti di vigilanza volti a salvaguardare la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso, a differenza (e allo stesso tempo come complemento) delle politiche microprudenziali volte a regolare i singoli intermediari. La necessità di stabilità del sistema finanziario ha assunto particolare rilevanza con lo scoppio della crisi subprime, che ha mostrato una mancanza di consapevolezza da parte degli operatori verso l'emergere di un rischio sistemico nei mercati finanziari e ha reso evidente l'incapacità della sola regolamentazione microprudenziale di garantire un funzionamento fluido del sistema. Per evitare situazioni in cui un blocco degli scambi comprometta liquidità e solvibilità degli intermediari, fino ad arrivare a coinvolgere interi mercati e risparmi e investimenti dei singoli, servono organismi dotati di poteri e strumenti efficaci per individuare e mitigare potenziali vulnerabilità e rischi a cui l'intero sistema finanziario ਠsoggetto. Nel primo capitolo della tesi sono presentati gli aspetti legati alla politica macroprudenziale precedenti la crisi, l'origine del termine stesso †œmacroprudenziale†� e l'allargamento dell'attenzione delle autorità dalle situazioni dei singoli istituti verso l'interazione tra essi e il rischio generale che accomuna tutti i partecipanti in un mercato. Vengono illustrate le maggiori lacune a livello regolamentare che tale crisi ha messo in mostra, ovvero la mancanza di politiche e autorità macroprudenziali volte ad individuare, prevenire e mitigare il rischio sistemico tramite appositi strumenti. Sono poi esposte le principali raccomandazioni che sono state stilate nel cosiddetto Rapporto de Larosià¨re al fine di migliorare regolamentazione e vigilanza e garantire fiducia nel sistema finanziario. Il secondo capitolo tratta delle innovazioni introdotte in ambito regolamentare nell'Unione Europea (UE) dopo la crisi, presentando il quadro delle autorità di regolamentazione e vigilanza nell'UE e dei loro obiettivi. Particolare attenzione ਠrivolta al ruolo dello European Systemic Risk Board (ESRB): organismo centrale nel quadro regolamentare macroprudenziale Europeo. Dell'ESRB sono esaminati i poteri e i meccanismi tramite i quali opera e il suo ruolo dopo la creazione del Single Supervisory Mechanism (SSM). In seguito sono presentati i principali strumenti insieme ad una discussione sulla loro efficacia e sull'attuale impianto di regolamentazione e vigilanza, governato da complessità e incertezze tipiche dei mercati finanziari, e volto ad affrontare sfide in terreni prima inesplorati. Nel terzo capitolo sono presentate le pi๠recenti scelte di politica macroprudenziale da parte delle autorità di regolamentazione e vigilanza nazionali nell'Unione Europea. Tra gli strumenti attivati ਠrivolta particolare attenzione al Countercyclical Capital Buffer (CCyB), con il quale si mira ad aumentare la capacità di recupero del sistema bancario in caso di crisi finanziaria prevedendo che le banche accantonino capitale in periodi favorevoli e consentendo loro di utilizzare tale capitale in periodi di tensione finanziaria. Dopo aver presentato alcune considerazioni sulla situazione attuale delle politiche macroprudenziali nell'Unione Europea, sono esaminate le principali decisioni in materia adottate negli ultimi anni da alcuni Paesi membri (Italia, Spagna e Germania), da una Nazione che ਠprossima all'uscita dall'UE (Regno Unito) e da uno Stato che non ਠmembro (Norvegia).
Macroprudential Policy (MAP) in Europa
2018
Abstract
L'obiettivo della tesi ਠquello di fornire un'analisi della politica macroprudenziale (MAP) a livello Europeo, con una particolare attenzione alle istituzioni comunitarie e nazionali coinvolte nella sua elaborazione e agli strumenti previsti. La politica macroprudenziale puಠessere brevemente rappresentata dall'insieme di norme e strumenti di vigilanza volti a salvaguardare la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso, a differenza (e allo stesso tempo come complemento) delle politiche microprudenziali volte a regolare i singoli intermediari. La necessità di stabilità del sistema finanziario ha assunto particolare rilevanza con lo scoppio della crisi subprime, che ha mostrato una mancanza di consapevolezza da parte degli operatori verso l'emergere di un rischio sistemico nei mercati finanziari e ha reso evidente l'incapacità della sola regolamentazione microprudenziale di garantire un funzionamento fluido del sistema. Per evitare situazioni in cui un blocco degli scambi comprometta liquidità e solvibilità degli intermediari, fino ad arrivare a coinvolgere interi mercati e risparmi e investimenti dei singoli, servono organismi dotati di poteri e strumenti efficaci per individuare e mitigare potenziali vulnerabilità e rischi a cui l'intero sistema finanziario ਠsoggetto. Nel primo capitolo della tesi sono presentati gli aspetti legati alla politica macroprudenziale precedenti la crisi, l'origine del termine stesso †œmacroprudenziale†� e l'allargamento dell'attenzione delle autorità dalle situazioni dei singoli istituti verso l'interazione tra essi e il rischio generale che accomuna tutti i partecipanti in un mercato. Vengono illustrate le maggiori lacune a livello regolamentare che tale crisi ha messo in mostra, ovvero la mancanza di politiche e autorità macroprudenziali volte ad individuare, prevenire e mitigare il rischio sistemico tramite appositi strumenti. Sono poi esposte le principali raccomandazioni che sono state stilate nel cosiddetto Rapporto de Larosià¨re al fine di migliorare regolamentazione e vigilanza e garantire fiducia nel sistema finanziario. Il secondo capitolo tratta delle innovazioni introdotte in ambito regolamentare nell'Unione Europea (UE) dopo la crisi, presentando il quadro delle autorità di regolamentazione e vigilanza nell'UE e dei loro obiettivi. Particolare attenzione ਠrivolta al ruolo dello European Systemic Risk Board (ESRB): organismo centrale nel quadro regolamentare macroprudenziale Europeo. Dell'ESRB sono esaminati i poteri e i meccanismi tramite i quali opera e il suo ruolo dopo la creazione del Single Supervisory Mechanism (SSM). In seguito sono presentati i principali strumenti insieme ad una discussione sulla loro efficacia e sull'attuale impianto di regolamentazione e vigilanza, governato da complessità e incertezze tipiche dei mercati finanziari, e volto ad affrontare sfide in terreni prima inesplorati. Nel terzo capitolo sono presentate le pi๠recenti scelte di politica macroprudenziale da parte delle autorità di regolamentazione e vigilanza nazionali nell'Unione Europea. Tra gli strumenti attivati ਠrivolta particolare attenzione al Countercyclical Capital Buffer (CCyB), con il quale si mira ad aumentare la capacità di recupero del sistema bancario in caso di crisi finanziaria prevedendo che le banche accantonino capitale in periodi favorevoli e consentendo loro di utilizzare tale capitale in periodi di tensione finanziaria. Dopo aver presentato alcune considerazioni sulla situazione attuale delle politiche macroprudenziali nell'Unione Europea, sono esaminate le principali decisioni in materia adottate negli ultimi anni da alcuni Paesi membri (Italia, Spagna e Germania), da una Nazione che ਠprossima all'uscita dall'UE (Regno Unito) e da uno Stato che non ਠmembro (Norvegia).| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/305495
URN:NBN:IT:UNIMORE-305495