Scopo della presente tesi, basata su un approccio femminista e svolta da una prospettiva che tenga conto dei contesti socio-culturali dell'età ad essa contemporanea, ਠmettere in luce l'importanza della drammaturgia scozzese femminile degli anni Ottanta del Novecento. Al contempo, lo studio mira a dimostrare come le strategie impiegate dalle autrici, le quali si focalizzano su aspetti sia locali che nazionali, consentano di affrontare questioni transculturali e transnazionali. La tesi si compone di cinque capitoli, di cui il primo descrive il contesto storico nel quale si sviluppa tale drammaturgia, mettendo in luce l'importanza delle peculiarità del teatro femminile. Il secondo capitolo, attraverso Mary Queen of Scots Got her Head Chopped Off (1987) di Liz Lochhead, analizza principalmente il problema dell'identità nazionale scozzese e usa una prospettiva storica per analizzare aspetti di genere, religione e classe, mettendo in discussione la rappresentazione della Scottishness. Segue, nel terzo capitolo, la tragicommedia Tally's Blood (2002) di Ann Marie di Mambro, la quale, attraverso l'esperienza di una famiglia italiana immigrata in Scozia durante la seconda guerra mondiale, mostra l'importanza del multiculturalismo nella nazione scozzese. L'eroina Rosinella, che costituisce il fulcro della storia dall'inizio alla fine, modifica la propria concezione dell'identità , caratterizzata dalla difesa del proprio pregiudizio contro gli scozzesi, per raggiungere, infine, l'accettazione di una doppia appartenenza culturale, proponendosi come mediatrice e traduttrice fra culture diverse. Il quarto capitolo analizza Bondagers (2005) di Sue Glover, la quale, nell'affrontare il tema dell'identità si focalizza su una comunità rurale formata da donne lavoratrici, sfruttate nelle regioni degli "Scottish Borders". Esse, in seguito al processo di meccanizzazione agricola del diciannovesimo secolo, lottano per la tutela delle tradizioni regionali e nazionali contro le tendenze di omologazione della globalizzazione. L'ultimo dramma analizzato, nel quinto capitolo, ਠThe Lamplighter (2007) di Jackie Kay, in cui il tema dell'identità ਠlegato alla memoria di un passato traumatico e alle dinamiche che implicano la ricostruzione del sà©, mentre il senso di comunità si evince dalla/e storia/storie di quattro schiave nere, le quali, in un certo modo, sono accomunate dall'esperienza della schiavità¹. The Lamplighter, alla fine, attraverso il racconto della propria storia ਠin grado di ricomporre la propria identità .
Storia, memoria e identità nel teatro scozzese di Liz Lochhead, Ann Marie di Mambro, Sue Glover e Jackie Kay
2018
Abstract
Scopo della presente tesi, basata su un approccio femminista e svolta da una prospettiva che tenga conto dei contesti socio-culturali dell'età ad essa contemporanea, ਠmettere in luce l'importanza della drammaturgia scozzese femminile degli anni Ottanta del Novecento. Al contempo, lo studio mira a dimostrare come le strategie impiegate dalle autrici, le quali si focalizzano su aspetti sia locali che nazionali, consentano di affrontare questioni transculturali e transnazionali. La tesi si compone di cinque capitoli, di cui il primo descrive il contesto storico nel quale si sviluppa tale drammaturgia, mettendo in luce l'importanza delle peculiarità del teatro femminile. Il secondo capitolo, attraverso Mary Queen of Scots Got her Head Chopped Off (1987) di Liz Lochhead, analizza principalmente il problema dell'identità nazionale scozzese e usa una prospettiva storica per analizzare aspetti di genere, religione e classe, mettendo in discussione la rappresentazione della Scottishness. Segue, nel terzo capitolo, la tragicommedia Tally's Blood (2002) di Ann Marie di Mambro, la quale, attraverso l'esperienza di una famiglia italiana immigrata in Scozia durante la seconda guerra mondiale, mostra l'importanza del multiculturalismo nella nazione scozzese. L'eroina Rosinella, che costituisce il fulcro della storia dall'inizio alla fine, modifica la propria concezione dell'identità , caratterizzata dalla difesa del proprio pregiudizio contro gli scozzesi, per raggiungere, infine, l'accettazione di una doppia appartenenza culturale, proponendosi come mediatrice e traduttrice fra culture diverse. Il quarto capitolo analizza Bondagers (2005) di Sue Glover, la quale, nell'affrontare il tema dell'identità si focalizza su una comunità rurale formata da donne lavoratrici, sfruttate nelle regioni degli "Scottish Borders". Esse, in seguito al processo di meccanizzazione agricola del diciannovesimo secolo, lottano per la tutela delle tradizioni regionali e nazionali contro le tendenze di omologazione della globalizzazione. L'ultimo dramma analizzato, nel quinto capitolo, ਠThe Lamplighter (2007) di Jackie Kay, in cui il tema dell'identità ਠlegato alla memoria di un passato traumatico e alle dinamiche che implicano la ricostruzione del sà©, mentre il senso di comunità si evince dalla/e storia/storie di quattro schiave nere, le quali, in un certo modo, sono accomunate dall'esperienza della schiavità¹. The Lamplighter, alla fine, attraverso il racconto della propria storia ਠin grado di ricomporre la propria identità .| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/306002
URN:NBN:IT:UNIMORE-306002