La maggior parte dei pazienti con arresto cardiaco che vengono rianimati con successo presentano come esito una compromissione neurologica con alterazioni dello stato di coscienza, dallo stato vegetativo alla morte cerebrale. L'individuazione, già  in fase precoce, di pazienti con prognosi sicuramente sfavorevole ਠimportante ai fini delle decisioni terapeutiche ed al fine di una comunicazione ai familiari circa le prospettive dell'evoluzione clinica. In questo studio si indaga l'accuratezza dei predittori di prognosi neurologica nell'arresto cardiaco. Tali predittori comprendono dati clinici, laboratoristici, neurofisiologici e neuroradiologici. Questi ultimi sono stati oggetto di diversi lavori in cui si ਠcercato di capire quanto le tecniche di imaging possano aggiungere in termini di valore prognostico ai dati clinici, laboratoristici e neurofisiologici, già  abbondantemente utilizzati nella pratica clinica. In questa analisi preliminare ਠstato riscontrato un alto valore predittivo di prognosi infausta per potenziali evocati somato-sensoriali e TC encefalo in fase precoce. Inoltre, un elevato valore predittivo di prognosi favorevole ਠstato rilevato per l'esame EEG, in quei pazienti che presentavano pattern di tipo “non maligno”.

La prognosi neurologica nell'arresto cardiaco: correlazione tra dati neuroradiologici e neurofisiologici

2019

Abstract

La maggior parte dei pazienti con arresto cardiaco che vengono rianimati con successo presentano come esito una compromissione neurologica con alterazioni dello stato di coscienza, dallo stato vegetativo alla morte cerebrale. L'individuazione, già  in fase precoce, di pazienti con prognosi sicuramente sfavorevole ਠimportante ai fini delle decisioni terapeutiche ed al fine di una comunicazione ai familiari circa le prospettive dell'evoluzione clinica. In questo studio si indaga l'accuratezza dei predittori di prognosi neurologica nell'arresto cardiaco. Tali predittori comprendono dati clinici, laboratoristici, neurofisiologici e neuroradiologici. Questi ultimi sono stati oggetto di diversi lavori in cui si ਠcercato di capire quanto le tecniche di imaging possano aggiungere in termini di valore prognostico ai dati clinici, laboratoristici e neurofisiologici, già  abbondantemente utilizzati nella pratica clinica. In questa analisi preliminare ਠstato riscontrato un alto valore predittivo di prognosi infausta per potenziali evocati somato-sensoriali e TC encefalo in fase precoce. Inoltre, un elevato valore predittivo di prognosi favorevole ਠstato rilevato per l'esame EEG, in quei pazienti che presentavano pattern di tipo “non maligno”.
2019
it
Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/306015
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-306015