Dal perpetuo dibattere sul dualismo repressione-libertà sessuale, emerge un contesto socioculturale che – ad ogni modo – influenza la sessualità di ogni persona. Nonostante da tempo si tenti di introdurre nelle scuole italiane un’Educazione alle Sessualità (EaS) formale, questa risulta ancora fortemente ostacolata. In letteratura e nel contesto internazionale, l’EaS è definita come un processo di lifelong learning fondamentale dalla prima infanzia, che mira a supportare lo sviluppo di una sana sessualità considerando i suoi diversi aspetti – sociali, culturali, personali, relazionali, morali, anatomici – nonché conoscenze, competenze e atteggiamenti positivi. Offrire tale educazione implica una necessaria formazione rivolta a chi si occupa quotidianamente di educazione e cura, permettendo il raggiungimento dell’auspicata responsabilità educativa condivisa alla base dell’EaS; ad esempio, tenendo conto del ruolo educativo cruciale dei contesti familiari, scolastici e formativi. La ricerca di dottorato ha inizialmente analizzato il contesto italiano in termini legislativi, conducendo una revisione dei progetti di legge dal primo tentativo di introduzione dell’EaS nelle scuole (1975) ad oggi, e in termini accademici, descrivendo l’offerta formativa nei Corsi di Studi (CdS) educativi e formativi relativa ai temi dell’EaS. Dai primi due studi di revisione emerge un totale di 48 progetti di legge e un’offerta formativa poco diffusa; in particolare, si tratta di 11 insegnamenti, per lo più opzionali. Considerata l’elevata necessità di formare – anche – persone adulte responsabili e consapevoli sulla sessualità, la ricerca di dottorato mira a comprendere il tema dell’EaS tenendo conto dei punti di vista di persone spesso escluse da una visione d’insieme. La ricerca ha l’obiettivo di individuare esperienze, esigenze, opinioni e atteggiamenti di adolescenti, genitori, insegnanti in servizio presso scuole secondarie di II grado e futuro personale educativo e insegnante in formazione presso Università italiane, per ideare una formazione che possa contemporaneamente rispettare le raccomandazioni internazionali e il contesto di applicazione. Pertanto, sono stati condotti tre studi empirici con metodologia di analisi mixed-method e una revisione sistematica, includendo il contesto familiare (adolescenti e genitori), il contesto scolastico (insegnanti in servizio presso scuole secondarie di II grado) e il contesto formativo (futuro personale educativo e insegnante in formazione presso Università italiane). Dall’insieme degli studi emerge un positivo accordo sull’importanza dell’EaS e una volontà futura trasversale: le persone adolescenti vorrebbero riceverla; genitori, insegnanti in servizio e personale educativo e insegnante in formazione mostrano una volontà legata alla necessità di aumentare le proprie competenze, personali, genitoriali e professionali. Infine, secondo le parti coinvolte, l’EaS dovrebbe prevedere un approccio scientifico e interdisciplinare, includere diverse sfere della sessualità e offrire una rete di supporto e collaborazione tra famiglia e scuola. Tenuto conto dei risultati degli studi, si ipotizza un contesto italiano aperto a una futura applicazione di educazioni e formazioni sulle sessualità. Da ciò nasce il progetto educativo-formativo FESTɜ – Formazione e Educazione alle Sessualità per Tuttɜ – che interseca un approccio top-down con un approccio bottom-up per rispettare parallelamente le raccomandazioni, le esperienze che già si vanno realizzando e il contesto di applicazione italiano. Il progetto non vuol essere una ricetta perfetta, ma un tentativo di offrire una base, flessibile e trasversale, per future introduzioni dell’EaS.

Educazione alle Sessualità. Opinioni, atteggiamenti, esigenze educative e formative

BRUNO, VALERIA
2025

Abstract

Dal perpetuo dibattere sul dualismo repressione-libertà sessuale, emerge un contesto socioculturale che – ad ogni modo – influenza la sessualità di ogni persona. Nonostante da tempo si tenti di introdurre nelle scuole italiane un’Educazione alle Sessualità (EaS) formale, questa risulta ancora fortemente ostacolata. In letteratura e nel contesto internazionale, l’EaS è definita come un processo di lifelong learning fondamentale dalla prima infanzia, che mira a supportare lo sviluppo di una sana sessualità considerando i suoi diversi aspetti – sociali, culturali, personali, relazionali, morali, anatomici – nonché conoscenze, competenze e atteggiamenti positivi. Offrire tale educazione implica una necessaria formazione rivolta a chi si occupa quotidianamente di educazione e cura, permettendo il raggiungimento dell’auspicata responsabilità educativa condivisa alla base dell’EaS; ad esempio, tenendo conto del ruolo educativo cruciale dei contesti familiari, scolastici e formativi. La ricerca di dottorato ha inizialmente analizzato il contesto italiano in termini legislativi, conducendo una revisione dei progetti di legge dal primo tentativo di introduzione dell’EaS nelle scuole (1975) ad oggi, e in termini accademici, descrivendo l’offerta formativa nei Corsi di Studi (CdS) educativi e formativi relativa ai temi dell’EaS. Dai primi due studi di revisione emerge un totale di 48 progetti di legge e un’offerta formativa poco diffusa; in particolare, si tratta di 11 insegnamenti, per lo più opzionali. Considerata l’elevata necessità di formare – anche – persone adulte responsabili e consapevoli sulla sessualità, la ricerca di dottorato mira a comprendere il tema dell’EaS tenendo conto dei punti di vista di persone spesso escluse da una visione d’insieme. La ricerca ha l’obiettivo di individuare esperienze, esigenze, opinioni e atteggiamenti di adolescenti, genitori, insegnanti in servizio presso scuole secondarie di II grado e futuro personale educativo e insegnante in formazione presso Università italiane, per ideare una formazione che possa contemporaneamente rispettare le raccomandazioni internazionali e il contesto di applicazione. Pertanto, sono stati condotti tre studi empirici con metodologia di analisi mixed-method e una revisione sistematica, includendo il contesto familiare (adolescenti e genitori), il contesto scolastico (insegnanti in servizio presso scuole secondarie di II grado) e il contesto formativo (futuro personale educativo e insegnante in formazione presso Università italiane). Dall’insieme degli studi emerge un positivo accordo sull’importanza dell’EaS e una volontà futura trasversale: le persone adolescenti vorrebbero riceverla; genitori, insegnanti in servizio e personale educativo e insegnante in formazione mostrano una volontà legata alla necessità di aumentare le proprie competenze, personali, genitoriali e professionali. Infine, secondo le parti coinvolte, l’EaS dovrebbe prevedere un approccio scientifico e interdisciplinare, includere diverse sfere della sessualità e offrire una rete di supporto e collaborazione tra famiglia e scuola. Tenuto conto dei risultati degli studi, si ipotizza un contesto italiano aperto a una futura applicazione di educazioni e formazioni sulle sessualità. Da ciò nasce il progetto educativo-formativo FESTɜ – Formazione e Educazione alle Sessualità per Tuttɜ – che interseca un approccio top-down con un approccio bottom-up per rispettare parallelamente le raccomandazioni, le esperienze che già si vanno realizzando e il contesto di applicazione italiano. Il progetto non vuol essere una ricetta perfetta, ma un tentativo di offrire una base, flessibile e trasversale, per future introduzioni dell’EaS.
19-dic-2025
Italiano
LUCISANO, Pietro
BAIOCCO, ROBERTO
PISTELLA, JESSICA
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/353588
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-353588