La convinzione morale è un attributo di forza degli atteggiamenti che la letteratura recente dimostra avere effetti predittivi su emozioni, pensieri e intenzioni comportamentali associati all'oggetto di atteggiamento. Sebbene in letteratura si affermi che i mandati morali - atteggiamenti caratterizzati da convinzione morale - siano percepiti dalle persone come vincolanti il comportamento pro-attitudinale e che, di conseguenza, essi motivino condotte moralmente positive o negative, anche eccezionali, questa associazione risulta ancora poco chiara, soprattutto perché la letteratura tende a privilegiare misure di outcome basate su intenzioni comportamentali, piuttosto che su comportamenti effettivi. Ciò limita significativamente il valore applicativo della ricerca sul costrutto. Gli effetti sul comportamento, se presenti, potrebbero inoltre essere condizionati ad altre variabili, tra le quali la concordanza di dominio tra i costrutti e l'identità morale. Questa ipotesi si fonda su due letterature. La prima è la letteratura sugli atteggiamenti, la quale dimostra che l’associazione tra atteggiamento e comportamento è più forte quando entrambi fanno riferimento allo stesso dominio. In questo senso, il potere predittivo di un mandato morale sarebbe maggiore sui comportamenti morali pro-attitudinali. La seconda letteratura di interesse è quella sui fenomeni di bilanciamento morale, la quale dimostra che la variabilità del proprio status morale percepito - l'identità morale di stato – è un predittore robusto del comportamento morale. Muovendo da queste letterature e adottando un quadro di riferimento teorico che assume l'identità morale e la convinzione morale come aspetti distinti - rispettivamente strutturale e motivazionale - ma interagenti, del Sé Morale, questo lavoro intende testare se la convinzione morale, l’identità morale di stato e la loro interazione predicono il comportamento effettivo. In particolare, si intende verificare se le relazioni ipotizzate emergano rispetto a quattro comportamenti target associati all'oggetto di atteggiamento: la disponibilità a discutere pubblicamente il proprio atteggiamento (Studio 1), effettuare una donazione monetaria (Studio 2), impiegare tempo e risorse intellettuali in un compito (Studio 3), mettere in atto condotte disoneste (Studio 4). L’oggetto attitudinale considerato è il conflitto in Israele, scelto per la sua attualità e rilevanza politica e sociale. Le relazioni ipotizzate non trovano conferma. Tuttavia, le limitazioni metodologiche presenti negli studi condotti non permettono di considerare questi risultati come definitivi.
Moral Conviction e comportamento pro-attitudinale. Il ruolo moderatore dell’identità morale di stato
TRIMARCO, GIAMMARIA
2025
Abstract
La convinzione morale è un attributo di forza degli atteggiamenti che la letteratura recente dimostra avere effetti predittivi su emozioni, pensieri e intenzioni comportamentali associati all'oggetto di atteggiamento. Sebbene in letteratura si affermi che i mandati morali - atteggiamenti caratterizzati da convinzione morale - siano percepiti dalle persone come vincolanti il comportamento pro-attitudinale e che, di conseguenza, essi motivino condotte moralmente positive o negative, anche eccezionali, questa associazione risulta ancora poco chiara, soprattutto perché la letteratura tende a privilegiare misure di outcome basate su intenzioni comportamentali, piuttosto che su comportamenti effettivi. Ciò limita significativamente il valore applicativo della ricerca sul costrutto. Gli effetti sul comportamento, se presenti, potrebbero inoltre essere condizionati ad altre variabili, tra le quali la concordanza di dominio tra i costrutti e l'identità morale. Questa ipotesi si fonda su due letterature. La prima è la letteratura sugli atteggiamenti, la quale dimostra che l’associazione tra atteggiamento e comportamento è più forte quando entrambi fanno riferimento allo stesso dominio. In questo senso, il potere predittivo di un mandato morale sarebbe maggiore sui comportamenti morali pro-attitudinali. La seconda letteratura di interesse è quella sui fenomeni di bilanciamento morale, la quale dimostra che la variabilità del proprio status morale percepito - l'identità morale di stato – è un predittore robusto del comportamento morale. Muovendo da queste letterature e adottando un quadro di riferimento teorico che assume l'identità morale e la convinzione morale come aspetti distinti - rispettivamente strutturale e motivazionale - ma interagenti, del Sé Morale, questo lavoro intende testare se la convinzione morale, l’identità morale di stato e la loro interazione predicono il comportamento effettivo. In particolare, si intende verificare se le relazioni ipotizzate emergano rispetto a quattro comportamenti target associati all'oggetto di atteggiamento: la disponibilità a discutere pubblicamente il proprio atteggiamento (Studio 1), effettuare una donazione monetaria (Studio 2), impiegare tempo e risorse intellettuali in un compito (Studio 3), mettere in atto condotte disoneste (Studio 4). L’oggetto attitudinale considerato è il conflitto in Israele, scelto per la sua attualità e rilevanza politica e sociale. Le relazioni ipotizzate non trovano conferma. Tuttavia, le limitazioni metodologiche presenti negli studi condotti non permettono di considerare questi risultati come definitivi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/353665
URN:NBN:IT:UNIROMA1-353665