l presente lavoro analizza l’evoluzione dell’istituto della continenza di cause nel diritto processuale civile, dall’introduzione nel codice del 1940 fino alle più recenti riforme. La ricerca prende avvio dal passaggio dal codice di procedura civile del 1865 a quello del 1940, che segna il momento in cui la continenza acquisisce per la prima volta autonomia normativa e concettuale, distinguendosi dalla litispendenza e dalla connessione. Dapprima concepita come forma attenuata di litispendenza, la continenza è stata progressivamente reinterpretata dalla giurisprudenza quale strumento di economia processuale, idoneo a garantire la concentrazione dei giudizi e la coerenza delle decisioni anche oltre i confini del modello classico, costituito dalla differenza quantitativa tra i petita di due cause pendenti presso due giudici diversi. L’indagine si propone di ricostruire le linee evolutive dell’istituto, giungendo ai più recenti sviluppi e alle contaminazioni con la pregiudizialità, alla luce delle difficoltà applicative e dei diversi limiti posti dall’art. 40, comma 2 c.p.c. Particolare attenzione è riservata alla pronuncia delle Sezioni Unite del 15 maggio 2015, n. 9935, che ha elaborato la nozione di cd. «continenza per specularità» in relazione al rapporto tra concordato preventivo e fallimento, e alle successive ricadute interpretative prodotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Si è, infine, inteso approfondire se l’istituto possa trovare cittadinanza anche nell’ordinamento sovranazionale, onde verificare la presenza di un suo equivalente concettuale o operativo fra gli strumenti di coordinamento tra le decisioni nello spazio europeo e internazionale. L’indagine si propone, in tal modo, di offrire una ricostruzione sistematica di una figura in costante evoluzione, nella quale l’elaborazione teorica e l’esperienza applicativa continuano a intrecciarsi nel comune obiettivo di garantire un efficace strumento di realizzazione del processo simultaneo.

La continenza di cause. Studi e prospettive sulle tecniche di realizzazione del simultaneus processus

BRIGUGLIO, CHIARA
2025

Abstract

l presente lavoro analizza l’evoluzione dell’istituto della continenza di cause nel diritto processuale civile, dall’introduzione nel codice del 1940 fino alle più recenti riforme. La ricerca prende avvio dal passaggio dal codice di procedura civile del 1865 a quello del 1940, che segna il momento in cui la continenza acquisisce per la prima volta autonomia normativa e concettuale, distinguendosi dalla litispendenza e dalla connessione. Dapprima concepita come forma attenuata di litispendenza, la continenza è stata progressivamente reinterpretata dalla giurisprudenza quale strumento di economia processuale, idoneo a garantire la concentrazione dei giudizi e la coerenza delle decisioni anche oltre i confini del modello classico, costituito dalla differenza quantitativa tra i petita di due cause pendenti presso due giudici diversi. L’indagine si propone di ricostruire le linee evolutive dell’istituto, giungendo ai più recenti sviluppi e alle contaminazioni con la pregiudizialità, alla luce delle difficoltà applicative e dei diversi limiti posti dall’art. 40, comma 2 c.p.c. Particolare attenzione è riservata alla pronuncia delle Sezioni Unite del 15 maggio 2015, n. 9935, che ha elaborato la nozione di cd. «continenza per specularità» in relazione al rapporto tra concordato preventivo e fallimento, e alle successive ricadute interpretative prodotte dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Si è, infine, inteso approfondire se l’istituto possa trovare cittadinanza anche nell’ordinamento sovranazionale, onde verificare la presenza di un suo equivalente concettuale o operativo fra gli strumenti di coordinamento tra le decisioni nello spazio europeo e internazionale. L’indagine si propone, in tal modo, di offrire una ricostruzione sistematica di una figura in costante evoluzione, nella quale l’elaborazione teorica e l’esperienza applicativa continuano a intrecciarsi nel comune obiettivo di garantire un efficace strumento di realizzazione del processo simultaneo.
22-dic-2025
Italiano
TISCINI, Roberta
SOMMA, ALESSANDRO
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
367
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/353666
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-353666