La tesi analizza i processi di trasformazione territoriale e ambientale dell’Agro Pontino tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra, ponendo al centro il rapporto tra terra, potere e bonifica. In una prospettiva di storia ambientale e territorialista, il lavoro indaga le interazioni tra società e ambiente attraverso lo studio dei proprietari fondiari, attori finora poco esplorati dalla storiografia, superando letture mono-causali incentrate esclusivamente sull’intervento fascista degli anni Trenta. Attraverso un’ampia documentazione archivistica, in larga parte inedita e proveniente dall’archivio privato della famiglia Di Stefano, la ricerca ricostruisce in chiave diacronica le strategie economiche, produttive e territoriali di un'azienda pontina, utilizzandola come osservatorio privilegiato per cogliere continuità e discontinuità nei processi di modernizzazione agraria e di trasformazione ambientale. L’analisi mette in luce il ruolo svolto dai grandi proprietari nella gestione delle risorse fondiarie e idriche, nei rapporti con i tecnici e con le istituzioni consortili, nonché nel mantenimento di assetti sociali e gerarchie consolidate, anche in presenza di innovazioni tecnologiche e infrastrutturali. La tesi propone una rilettura critica della bonifica come processo storico complesso, né riducibile a un atto di “redenzione” né a una mera distruzione ambientale, ma come esito di mediazioni sociali, interessi economici e visioni tecniche concorrenti. Inserendo il caso pontino in una prospettiva di lunga durata, il lavoro contribuisce al dibattito sulla costruzione storica dei territori, sulle relazioni tra ambiente e società e sulle radici storiche delle attuali questioni legate al cambiamento climatico.
Terra, potere e bonifica nell'agro pontino (1900-1945)
IORILLO, MATTIA
2025
Abstract
La tesi analizza i processi di trasformazione territoriale e ambientale dell’Agro Pontino tra la fine dell’Ottocento e il secondo dopoguerra, ponendo al centro il rapporto tra terra, potere e bonifica. In una prospettiva di storia ambientale e territorialista, il lavoro indaga le interazioni tra società e ambiente attraverso lo studio dei proprietari fondiari, attori finora poco esplorati dalla storiografia, superando letture mono-causali incentrate esclusivamente sull’intervento fascista degli anni Trenta. Attraverso un’ampia documentazione archivistica, in larga parte inedita e proveniente dall’archivio privato della famiglia Di Stefano, la ricerca ricostruisce in chiave diacronica le strategie economiche, produttive e territoriali di un'azienda pontina, utilizzandola come osservatorio privilegiato per cogliere continuità e discontinuità nei processi di modernizzazione agraria e di trasformazione ambientale. L’analisi mette in luce il ruolo svolto dai grandi proprietari nella gestione delle risorse fondiarie e idriche, nei rapporti con i tecnici e con le istituzioni consortili, nonché nel mantenimento di assetti sociali e gerarchie consolidate, anche in presenza di innovazioni tecnologiche e infrastrutturali. La tesi propone una rilettura critica della bonifica come processo storico complesso, né riducibile a un atto di “redenzione” né a una mera distruzione ambientale, ma come esito di mediazioni sociali, interessi economici e visioni tecniche concorrenti. Inserendo il caso pontino in una prospettiva di lunga durata, il lavoro contribuisce al dibattito sulla costruzione storica dei territori, sulle relazioni tra ambiente e società e sulle radici storiche delle attuali questioni legate al cambiamento climatico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/353758
URN:NBN:IT:UNIROMA1-353758