La tesi analizza in maniera sistematica gli effetti del cambiamento demografico sull’economia italiana, con particolare attenzione alle ricadute nel settore dell’artigianato veneto, e indaga il ruolo della bilateralità come possibile risposta alle criticità emergenti. Il lavoro prende avvio dall’esame dei principali indicatori demografici nazionali e regionali, evidenziando come l’Italia sia entrata in una fase di persistente declino demografico accompagnato da un rapido invecchiamento della popolazione. Attraverso un approfondimento sul Veneto, la ricerca mostra come questa dinamica, unita a un significativo calo della popolazione in età attiva, stia incidendo in modo rilevante sul mercato del lavoro, generando carenze di manodopera qualificata, squilibri generazionali e un crescente mismatch tra domanda e offerta, fenomeni particolarmente acuti nel comparto artigiano. La seconda parte dello studio verifica in che misura la bilateralità artigiana — e in particolare gli enti EBAV e Sani.In.Veneto — possa rappresentare un fattore di mitigazione degli effetti del declino demografico, attraverso prestazioni orientate al sostegno della famiglia, alla conciliazione vita-lavoro, alla maternità e al benessere dei lavoratori. L’analisi quantitativa delle prestazioni erogate negli ultimi anni, integrata da dati interni forniti dagli enti, mette in luce punti di forza, limiti e potenzialità del welfare bilaterale a livello territoriale. Completano il lavoro una serie di interviste ai rappresentanti sindacali e datoriali del Veneto, che offrono un quadro interpretativo qualitativo sul futuro della bilateralità, sulle criticità legate alla sua conoscibilità, sulla sostenibilità del sistema e sulla possibilità di evolvere verso nuove forme di welfare territoriale e di benessere organizzativo. Lo studio evidenzia come la bilateralità, pur non potendo sostituirsi al welfare pubblico, rappresenti uno strumento strategico per sostenere la competitività delle imprese artigiane, migliorare le condizioni delle famiglie lavoratrici e contribuire, se adeguatamente potenziata, a fronteggiare le sfide poste dal calo demografico.
Il ruolo della bilateralità come risposta alle sfide dei cambiamenti demografici nelle imprese artigiane del Veneto
ZANELLA, ELENA
2025
Abstract
La tesi analizza in maniera sistematica gli effetti del cambiamento demografico sull’economia italiana, con particolare attenzione alle ricadute nel settore dell’artigianato veneto, e indaga il ruolo della bilateralità come possibile risposta alle criticità emergenti. Il lavoro prende avvio dall’esame dei principali indicatori demografici nazionali e regionali, evidenziando come l’Italia sia entrata in una fase di persistente declino demografico accompagnato da un rapido invecchiamento della popolazione. Attraverso un approfondimento sul Veneto, la ricerca mostra come questa dinamica, unita a un significativo calo della popolazione in età attiva, stia incidendo in modo rilevante sul mercato del lavoro, generando carenze di manodopera qualificata, squilibri generazionali e un crescente mismatch tra domanda e offerta, fenomeni particolarmente acuti nel comparto artigiano. La seconda parte dello studio verifica in che misura la bilateralità artigiana — e in particolare gli enti EBAV e Sani.In.Veneto — possa rappresentare un fattore di mitigazione degli effetti del declino demografico, attraverso prestazioni orientate al sostegno della famiglia, alla conciliazione vita-lavoro, alla maternità e al benessere dei lavoratori. L’analisi quantitativa delle prestazioni erogate negli ultimi anni, integrata da dati interni forniti dagli enti, mette in luce punti di forza, limiti e potenzialità del welfare bilaterale a livello territoriale. Completano il lavoro una serie di interviste ai rappresentanti sindacali e datoriali del Veneto, che offrono un quadro interpretativo qualitativo sul futuro della bilateralità, sulle criticità legate alla sua conoscibilità, sulla sostenibilità del sistema e sulla possibilità di evolvere verso nuove forme di welfare territoriale e di benessere organizzativo. Lo studio evidenzia come la bilateralità, pur non potendo sostituirsi al welfare pubblico, rappresenti uno strumento strategico per sostenere la competitività delle imprese artigiane, migliorare le condizioni delle famiglie lavoratrici e contribuire, se adeguatamente potenziata, a fronteggiare le sfide poste dal calo demografico.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/354172
URN:NBN:IT:UNISI-354172