Introduzione: È noto come i bambini con diagnosi di Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD) abbiano molteplici difficoltà nella corretta acquisizione delle competenze fine o grosso-motorie. Queste vengono influenzate dalle competenze visuo-percettive, visuo-spaziali, attentive ed oculomotorie del soggetto stesso. Ad oggi però, nonostante nella letteratura sia ampiamente testimoniato il ruolo cruciale delle alterazioni visive nella genesi dei segni caratteristici del DCD, nessuno studio ha ancora dimostrato il beneficio che si può trarre dal trattamento primario di tali disfunzioni. Obiettivo dello studio: attuazione di un protocollo riabilitativo che preveda l’associazione di un training specifico delle competenze visive e neuro-visive unito ad un trainig classico neuro- psicomotorio per valutare la possibilità di un miglioramento complessivo dell’assetto psicomotorio del soggetto con DCD. Materiali e Metodi: Il programma di riabilitazione prevede 10 sedute nelle quali vengono svolti nel gruppo casi sia un training visivo sia un training neuro-psicomotorio mentre nel gruppo controlli solo quello neuro-psicomotorio. I bambini affetti da DCD venivano suddivisi in “casi” e “controlli” mediante una randomizzazione svolta dall’ortottista del progetto, rimasta celata invece ai pazienti ed all’operatore neuropsicomotricista. Sono stati esclusi dal campione bambini con epilessia, disabilità intellettive, ambliopia e strabismo. I test utilizzati per la valutazione pre e post trattamento sono stati: Movement Assessment Battery for Children (M. ABC-2), Developmental Test of Visual-Motor Integration (VMI), Test Neuropsicologico delle Aprassie per l’età evolutiva (TNA),Development Eye Movement (DEM), Microperimetro MP-3 per la fissazione , punto prossimo di convergenza ed ampiezza fusiva in convergenza. Risultati: le differenze tra casi-controlli pre e post trattamento sono significative quasi per tutte le variabili analizzate:destrezza manuale, mirare-afferrare, equilibrio, integrazione visuo-motoria, percezione visiva, coordinazione motoria, imitazione di azioni con e senza oggetto, imitazione di gesti significativi, miglioramento dei tempi di lettura e del quantitativo di stimoli letti presentati orizzontalmente e verticalmente nonché della convergenza. Conclusioni: è consigliabile prediligere la tipologia di trattamento in cui il training ortottico viene proposto in associazione alla classica terapia neuro-psicomotorio per un miglioramento delle performance visuo-percettive-prassico-comunicative nei bambi affetti da DCD
Efficacia di un training ortottico nei bambini affetti da disturbo della coordinazione motoria: studio randomizzato controllato
Comberiati, Anna Maria
2026
Abstract
Introduzione: È noto come i bambini con diagnosi di Disturbo della Coordinazione Motoria (DCD) abbiano molteplici difficoltà nella corretta acquisizione delle competenze fine o grosso-motorie. Queste vengono influenzate dalle competenze visuo-percettive, visuo-spaziali, attentive ed oculomotorie del soggetto stesso. Ad oggi però, nonostante nella letteratura sia ampiamente testimoniato il ruolo cruciale delle alterazioni visive nella genesi dei segni caratteristici del DCD, nessuno studio ha ancora dimostrato il beneficio che si può trarre dal trattamento primario di tali disfunzioni. Obiettivo dello studio: attuazione di un protocollo riabilitativo che preveda l’associazione di un training specifico delle competenze visive e neuro-visive unito ad un trainig classico neuro- psicomotorio per valutare la possibilità di un miglioramento complessivo dell’assetto psicomotorio del soggetto con DCD. Materiali e Metodi: Il programma di riabilitazione prevede 10 sedute nelle quali vengono svolti nel gruppo casi sia un training visivo sia un training neuro-psicomotorio mentre nel gruppo controlli solo quello neuro-psicomotorio. I bambini affetti da DCD venivano suddivisi in “casi” e “controlli” mediante una randomizzazione svolta dall’ortottista del progetto, rimasta celata invece ai pazienti ed all’operatore neuropsicomotricista. Sono stati esclusi dal campione bambini con epilessia, disabilità intellettive, ambliopia e strabismo. I test utilizzati per la valutazione pre e post trattamento sono stati: Movement Assessment Battery for Children (M. ABC-2), Developmental Test of Visual-Motor Integration (VMI), Test Neuropsicologico delle Aprassie per l’età evolutiva (TNA),Development Eye Movement (DEM), Microperimetro MP-3 per la fissazione , punto prossimo di convergenza ed ampiezza fusiva in convergenza. Risultati: le differenze tra casi-controlli pre e post trattamento sono significative quasi per tutte le variabili analizzate:destrezza manuale, mirare-afferrare, equilibrio, integrazione visuo-motoria, percezione visiva, coordinazione motoria, imitazione di azioni con e senza oggetto, imitazione di gesti significativi, miglioramento dei tempi di lettura e del quantitativo di stimoli letti presentati orizzontalmente e verticalmente nonché della convergenza. Conclusioni: è consigliabile prediligere la tipologia di trattamento in cui il training ortottico viene proposto in associazione alla classica terapia neuro-psicomotorio per un miglioramento delle performance visuo-percettive-prassico-comunicative nei bambi affetti da DCD| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/354408
URN:NBN:IT:UNIROMA1-354408