Introduzione: i glucocorticoidi (GC) influenzano significativamente l’omeostasi glucidica. La 5-alfa reduttasi svolge un ruolo chiave nel metabolismo dei GC, facilitandone la clearance. Pertanto, i farmaci inibitori della 5-alfa reduttasi (5ARi), utilizzati comunemente nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna (IPB), potrebbero influenzare negativamente l’omeostasi glucidica. Obiettivo dello studio: esplorare le correlazioni tra profilo circadiano dei glucocorticoidi e metabolismo glucidico, fornendo un’analisi preliminare sugli effetti metabolici dell’inibizione della 5-alfa reduttasi. Materiali e metodi: lo studio è osservazionale, prospettico, proof-of-concept, caso-controllo e ha valutato pazienti affetti da IPB in due fasi successive, la prima nel periodo di arruolamento, la seconda dopo circa 3 mesi dall’inizio della terapia con 5ARi o dalla prosecuzione della terapia antecedente. Sono state realizzate le seguenti procedure di studio: analisi del cortisolo salivare (da campioni salivari raccolti in 5 momenti della giornata) mediante tecnica di cromatografia liquida - spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) e cosinor-based analysis, monitoraggio continuo della glicemia interstiziale (CGM) per una durata di 14 giorni, prelievi di sangue venoso per analisi glico-metaboliche e ormonali. Risultati: tra ottobre 2024 e maggio 2025 sono stati arruolati 22 pazienti. Alla valutazione basale, i parametri del ritmo circadiano del cortisolo hanno mostrato una correlazione significativa con il metabolismo glucidico. Nello specifico, una maggiore ampiezza delle fluttuazioni giornaliere di cortisolo è risultata associata a valori migliori di emoglobina glicata (r= 0.494; P= 0.044) e di glicemia a digiuno (r = 0.502; P = 0.040), oltre che a un miglior pattern CGM in termini di variabilità glicemica (r = 0.900; P <0.001), tempo nel range 70-140 mg/dL (r = 0.598; P = 0.009) e glicemia media (r = 0.431; P = 0.074). È interessante notare come l’esposizione globale al cortisolo, stimata mediante calcolo dell’area sotto la curva (AUC24h) del profilo circadiano del cortisolo salivare, non abbia mostrato correlazioni significative con i parametri di controllo glicemico. 13 pazienti hanno completato la valutazione longitudinale. Un’analisi preliminare ha mostrato un’evoluzione peggiore nel gruppo trattato con 5ARi in termini di ampiezza delle oscillazioni circadiane e di controllo glicemico, sebbene la bassa numerosità campionaria non abbia permesso di raggiungere la significatività statistica. Conclusioni: lo studio del profilo circadiano del cortisolo mediante LC-MS/MS e l’analisi dei parametri del CGM hanno permesso di realizzare una fine indagine delle correlazioni tra l’attività dei glucocorticoidi e l’omeostasi glucidica. L’associazione tra ridotta pulsatilità della secrezione dei glucocorticoidi e peggiore profilo glicemico, analizzata insieme all’assenza di correlazioni tra l’esposizione globale ai glucocorticoidi e i parametri di controllo glicemico, ha confermato il ruolo centrale della pulsatilità circadiana dei glucocorticoidi nella determinazione del rischio cardiometabolico. Il proseguimento dello studio permetterà di ottenere dati più robusti per la valutazione dell’effetto dei 5ARi su tali correlazioni.
Gli effetti degli inibitori delle 5 alfareduttasi sul metabolismo del glucosio in pazienti affetti da ipertrofia prostatica benigna e diabete mellito di tipo II
LEMMA, ANDREA
2026
Abstract
Introduzione: i glucocorticoidi (GC) influenzano significativamente l’omeostasi glucidica. La 5-alfa reduttasi svolge un ruolo chiave nel metabolismo dei GC, facilitandone la clearance. Pertanto, i farmaci inibitori della 5-alfa reduttasi (5ARi), utilizzati comunemente nel trattamento dell’iperplasia prostatica benigna (IPB), potrebbero influenzare negativamente l’omeostasi glucidica. Obiettivo dello studio: esplorare le correlazioni tra profilo circadiano dei glucocorticoidi e metabolismo glucidico, fornendo un’analisi preliminare sugli effetti metabolici dell’inibizione della 5-alfa reduttasi. Materiali e metodi: lo studio è osservazionale, prospettico, proof-of-concept, caso-controllo e ha valutato pazienti affetti da IPB in due fasi successive, la prima nel periodo di arruolamento, la seconda dopo circa 3 mesi dall’inizio della terapia con 5ARi o dalla prosecuzione della terapia antecedente. Sono state realizzate le seguenti procedure di studio: analisi del cortisolo salivare (da campioni salivari raccolti in 5 momenti della giornata) mediante tecnica di cromatografia liquida - spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS) e cosinor-based analysis, monitoraggio continuo della glicemia interstiziale (CGM) per una durata di 14 giorni, prelievi di sangue venoso per analisi glico-metaboliche e ormonali. Risultati: tra ottobre 2024 e maggio 2025 sono stati arruolati 22 pazienti. Alla valutazione basale, i parametri del ritmo circadiano del cortisolo hanno mostrato una correlazione significativa con il metabolismo glucidico. Nello specifico, una maggiore ampiezza delle fluttuazioni giornaliere di cortisolo è risultata associata a valori migliori di emoglobina glicata (r= 0.494; P= 0.044) e di glicemia a digiuno (r = 0.502; P = 0.040), oltre che a un miglior pattern CGM in termini di variabilità glicemica (r = 0.900; P <0.001), tempo nel range 70-140 mg/dL (r = 0.598; P = 0.009) e glicemia media (r = 0.431; P = 0.074). È interessante notare come l’esposizione globale al cortisolo, stimata mediante calcolo dell’area sotto la curva (AUC24h) del profilo circadiano del cortisolo salivare, non abbia mostrato correlazioni significative con i parametri di controllo glicemico. 13 pazienti hanno completato la valutazione longitudinale. Un’analisi preliminare ha mostrato un’evoluzione peggiore nel gruppo trattato con 5ARi in termini di ampiezza delle oscillazioni circadiane e di controllo glicemico, sebbene la bassa numerosità campionaria non abbia permesso di raggiungere la significatività statistica. Conclusioni: lo studio del profilo circadiano del cortisolo mediante LC-MS/MS e l’analisi dei parametri del CGM hanno permesso di realizzare una fine indagine delle correlazioni tra l’attività dei glucocorticoidi e l’omeostasi glucidica. L’associazione tra ridotta pulsatilità della secrezione dei glucocorticoidi e peggiore profilo glicemico, analizzata insieme all’assenza di correlazioni tra l’esposizione globale ai glucocorticoidi e i parametri di controllo glicemico, ha confermato il ruolo centrale della pulsatilità circadiana dei glucocorticoidi nella determinazione del rischio cardiometabolico. Il proseguimento dello studio permetterà di ottenere dati più robusti per la valutazione dell’effetto dei 5ARi su tali correlazioni.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/354495
URN:NBN:IT:UNIROMA1-354495