Background. The Assessment of Clinician’s Subjective Experience (ACSE) is a questionnaire designed to assess the clinician’s subjective experience during patient interactions. Although previous studies have supported its reliability and clinical validity, its neurobiological underpinnings remain unexplored. Methods. Two clinicians and ten patients were recruited in a three-phase study: (1) a first clinical interview, (2) ACSE administration, and (3) listening to the first clinical interview recording. Electroencephalography (EEG) data were recorded from clinicians during both the first clinical interview and the ACSE administration. EEG data were analyzed using relative power spectral density, node strength, and global efficiency derived from imaginary coherence. Results. Clinicians were psychiatrists, while patients were diagnosed with depressive and anxiety disorders. ACSE scores were highest for Difficulty in Attunement and Engagement dimensions, aligning with prior findings. EEG analyses revealed distinct frequency- and region-specific patterns associated with each ACSE dimension: the dimension of Disconfirmation elicited the most heterogeneous neural responses across all EEG metrics and both clinicians. Connectivity analyses highlighted divergent network profiles: the female clinician showed higher variability in global efficiency, while the male clinician exhibited more stable patterns. Finally, correlational analyses identified specific associations between ACSE dimensions and EEG features. Conclusion. These preliminary findings provide the first neurobiological evidence linking the clinician’s subjective experience with measurable brain activity. They suggest that subjective dimensions in clinical encounters may be partially encoded in distinct EEG patterns, laying the groundwork for future research on the neurobiology of intersubjectivity processes.

Introduzione. L'Assessment of Clinician's Subjective Experience (ACSE) è un questionario progettato per valutare l'esperienza soggettiva del clinico durante le interazioni con il paziente. Sebbene studi precedenti ne abbiano supportato l'affidabilità e la validità clinica, i suoi fondamenti neurobiologici rimangono inesplorati. Metodi. Due medici e dieci pazienti sono stati reclutati in uno studio in tre fasi: (1) una prima intervista clinica, (2) la somministrazione dell'ACSE e (3) l'ascolto della registrazione dell'intervista clinica. I dati elettroencefalografici (EEG) sono stati acquisiti sui medici durante la prima intervista clinica e durante la somministrazione dell'ACSE. I dati EEG sono stati analizzati utilizzando la densità spettrale di potenza relativa, la forza dei nodi e l'efficienza globale derivata dalla coerenza immaginaria. Risultati. I medici erano psichiatri, mentre i pazienti avevano una diagnosi di depressione e disturbi d'ansia. I punteggi dell'ACSE sono stati più alti per le dimensioni Difficoltà di Sintonizzazione e Coinvolgimento, in linea con i risultati precedenti. Le analisi EEG hanno rivelato distinti pattern specifici per frequenza e regione associati a ciascuna dimensione ACSE: la dimensione della Disconferma ha suscitato le risposte neurali più eterogenee in tutte le metriche EEG ed in entrambi i clinici. Le analisi di connettività hanno evidenziato profili di rete divergenti: Il clinico di sesso femminile ha mostrato una maggiore variabilità nell'efficienza globale, mentre il clinico di sesso maschile ha mostrato pattern più stabili. Infine, le analisi correlazionali hanno identificato specifiche associazioni tra le dimensioni ACSE e le caratteristiche EEG. Conclusione. Questi risultati preliminari forniscono la prima evidenza neurobiologica che collega l'esperienza soggettiva del clinico con un'attività cerebrale misurabile. Emerge che le dimensioni soggettive negli incontri clinici possono essere parzialmente codificate in pattern EEG distinti, gettando le basi per future ricerche sulla neurobiologia dei processi di intersoggettività.

THE ROLE OF THE CLINICIAN¿S SUBJECTIVE EXPERIENCE IN THE INTERACTION WITH THE PATIENT: A PILOT STUDY ON NEUROBIOLOGICAL CORRELATES

VIDETTA, GIOVANNI
2026

Abstract

Background. The Assessment of Clinician’s Subjective Experience (ACSE) is a questionnaire designed to assess the clinician’s subjective experience during patient interactions. Although previous studies have supported its reliability and clinical validity, its neurobiological underpinnings remain unexplored. Methods. Two clinicians and ten patients were recruited in a three-phase study: (1) a first clinical interview, (2) ACSE administration, and (3) listening to the first clinical interview recording. Electroencephalography (EEG) data were recorded from clinicians during both the first clinical interview and the ACSE administration. EEG data were analyzed using relative power spectral density, node strength, and global efficiency derived from imaginary coherence. Results. Clinicians were psychiatrists, while patients were diagnosed with depressive and anxiety disorders. ACSE scores were highest for Difficulty in Attunement and Engagement dimensions, aligning with prior findings. EEG analyses revealed distinct frequency- and region-specific patterns associated with each ACSE dimension: the dimension of Disconfirmation elicited the most heterogeneous neural responses across all EEG metrics and both clinicians. Connectivity analyses highlighted divergent network profiles: the female clinician showed higher variability in global efficiency, while the male clinician exhibited more stable patterns. Finally, correlational analyses identified specific associations between ACSE dimensions and EEG features. Conclusion. These preliminary findings provide the first neurobiological evidence linking the clinician’s subjective experience with measurable brain activity. They suggest that subjective dimensions in clinical encounters may be partially encoded in distinct EEG patterns, laying the groundwork for future research on the neurobiology of intersubjectivity processes.
15-gen-2026
Inglese
Introduzione. L'Assessment of Clinician's Subjective Experience (ACSE) è un questionario progettato per valutare l'esperienza soggettiva del clinico durante le interazioni con il paziente. Sebbene studi precedenti ne abbiano supportato l'affidabilità e la validità clinica, i suoi fondamenti neurobiologici rimangono inesplorati. Metodi. Due medici e dieci pazienti sono stati reclutati in uno studio in tre fasi: (1) una prima intervista clinica, (2) la somministrazione dell'ACSE e (3) l'ascolto della registrazione dell'intervista clinica. I dati elettroencefalografici (EEG) sono stati acquisiti sui medici durante la prima intervista clinica e durante la somministrazione dell'ACSE. I dati EEG sono stati analizzati utilizzando la densità spettrale di potenza relativa, la forza dei nodi e l'efficienza globale derivata dalla coerenza immaginaria. Risultati. I medici erano psichiatri, mentre i pazienti avevano una diagnosi di depressione e disturbi d'ansia. I punteggi dell'ACSE sono stati più alti per le dimensioni Difficoltà di Sintonizzazione e Coinvolgimento, in linea con i risultati precedenti. Le analisi EEG hanno rivelato distinti pattern specifici per frequenza e regione associati a ciascuna dimensione ACSE: la dimensione della Disconferma ha suscitato le risposte neurali più eterogenee in tutte le metriche EEG ed in entrambi i clinici. Le analisi di connettività hanno evidenziato profili di rete divergenti: Il clinico di sesso femminile ha mostrato una maggiore variabilità nell'efficienza globale, mentre il clinico di sesso maschile ha mostrato pattern più stabili. Infine, le analisi correlazionali hanno identificato specifiche associazioni tra le dimensioni ACSE e le caratteristiche EEG. Conclusione. Questi risultati preliminari forniscono la prima evidenza neurobiologica che collega l'esperienza soggettiva del clinico con un'attività cerebrale misurabile. Emerge che le dimensioni soggettive negli incontri clinici possono essere parzialmente codificate in pattern EEG distinti, gettando le basi per future ricerche sulla neurobiologia dei processi di intersoggettività.
BRAMBILLA, PAOLO
CLERICI, MARIO SALVATORE
Università degli Studi di Milano
Università degli Studi di Milano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/354500
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMI-354500