A partire dalle molteplici interpretazioni a cui il pensiero di Karl Polanyi è stato sottoposto la tesi indaga le ambivalenze del concetto di protezione nel pensiero di Karl Polanyi. A tal fine la ricerca scava nella produzione in diverse lingue - inglese, tedesca e ungherese - ricostruendo criticamente le influenze intellettuali di Polanyi. Polanyi emerge così come un pensatore socialista, formatosi su Tolstoj e il neokantismo, particolarmente influenzato dal guild socialism e dall’austromarxismo, in un rapporto altalenante con Marx – intrepretato in chiave umanistica e attraverso la mediazione del cristianesimo di sinistra – e di grande ammirazione per l’utopismo di Robert Owen. A partire da questa formazione eterogenea, la tesi si sofferma sull’accusa di comunitarismo di Polanyi e sulla sua idea di libertà. Dopo una breve ricostruzione dei concetti chiave de La Grande Trasformazione, la ricerca si sofferma quindi sulla questione della protezione della società, che Polanyi analizza con un approccio funzionalista temperato dall’analisi di classe. Emerge così una posizione politica che oscilla tra la nostalgia per un mondo precapitalistico e comunitario e un progressismo che non demonizza lo sviluppo tecnologico. Per Polanyi, infatti, il socialismo e la regolazione statale possono conciliare libertà ed eguaglianza in una società complessa, ossia moderna. L’ultimo capitolo infine affronta la questione della nazione e del colonialismo nell’opera di Polanyi e si pone criticamente rispetto agli usi “nazionalisti di sinistra” del pensiero polanyiano.

Le ambivalenze della protezione in Karl Polanyi

MONTESANO, BRUNO
2026

Abstract

A partire dalle molteplici interpretazioni a cui il pensiero di Karl Polanyi è stato sottoposto la tesi indaga le ambivalenze del concetto di protezione nel pensiero di Karl Polanyi. A tal fine la ricerca scava nella produzione in diverse lingue - inglese, tedesca e ungherese - ricostruendo criticamente le influenze intellettuali di Polanyi. Polanyi emerge così come un pensatore socialista, formatosi su Tolstoj e il neokantismo, particolarmente influenzato dal guild socialism e dall’austromarxismo, in un rapporto altalenante con Marx – intrepretato in chiave umanistica e attraverso la mediazione del cristianesimo di sinistra – e di grande ammirazione per l’utopismo di Robert Owen. A partire da questa formazione eterogenea, la tesi si sofferma sull’accusa di comunitarismo di Polanyi e sulla sua idea di libertà. Dopo una breve ricostruzione dei concetti chiave de La Grande Trasformazione, la ricerca si sofferma quindi sulla questione della protezione della società, che Polanyi analizza con un approccio funzionalista temperato dall’analisi di classe. Emerge così una posizione politica che oscilla tra la nostalgia per un mondo precapitalistico e comunitario e un progressismo che non demonizza lo sviluppo tecnologico. Per Polanyi, infatti, il socialismo e la regolazione statale possono conciliare libertà ed eguaglianza in una società complessa, ossia moderna. L’ultimo capitolo infine affronta la questione della nazione e del colonialismo nell’opera di Polanyi e si pone criticamente rispetto agli usi “nazionalisti di sinistra” del pensiero polanyiano.
14-gen-2026
Italiano
ALAGNA, MIRKO DOMENICO
Università degli Studi di Torino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/354628
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITO-354628