Introduzione: Il sanguinamento maggiore rappresenta una delle principali cause di morbilità acuta e di accesso ospedaliero, con un rischio che aumenta esponenzialmente nei soggetti anziani, con pluri-comorbidità o in trattamento antitrombotico e/o anticoagulante. L’assenza di strumenti strutturati di sorveglianza precoce e la variabilità dell’anamnesi emorragica rendono complessa l’identificazione tempestiva dei pazienti più vulnerabili. In questo contesto, la telemedicina si configura come una strategia innovativa per abilitare un monitoraggio proattivo e continuo del rischio emorragico. Obiettivi: Il progetto HemoAlert ha avuto l’obiettivo di sviluppare e validare un modello di telemedicina integrata per la gestione dei pazienti con rischio emorragico aumentato, valutandone la fattibilità operativa, la sicurezza clinica e la correlazione tra l’autovalutazione digitale del paziente e la valutazione medica del rischio emorragico mediante l’impiego del Bleeding Assessment Tool dell’ISTH-SSC (BAT). Sono stati inoltre analizzati il grado di adesione e la soddisfazione degli utenti. Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale prospettico di fattibilità su 58 pazienti adulti afferenti a setting chirurgico e internistico con fattori di rischio emorragico documentati. Il percorso prevedeva un modulo informativo sui segni precoci di sanguinamento, la compilazione di un questionario digitale autovalutativo (Google Forms) e una televisita sincrona tramite WhatsApp Business, durante la quale il medico somministrava il BAT ISTH-SSC. La stratificazione del rischio (molto basso, basso, intermedio, alto) ha guidato la frequenza del follow-up. Le analisi statistiche sono state effettuate con IBM SPSS v29, includendo test non parametrici e regressione logistica multivariata. Risultati: Il 98,3% dei pazienti ha completato l’intero percorso; il 6,9% è risultato a rischio ≥intermedio. Il punteggio BAT si è confermato predittore indipendente di eventi emorragici (OR 2,78; IC95% 1,24–6,21; p=0,013). L’utilità percepita della piattaforma è stata 4,8 ± 0,4/5, con elevata accettabilità anche nella popolazione >70 anni. Il 98,2% dei casi è stato gestito completamente a distanza, con un solo riaccesso ospedaliero. È stata riscontrata una correlazione significativa tra il questionario autocompilato e il punteggio BAT somministrato dal medico (p<0,001). Conclusioni: Il progetto HemoAlert dimostra che una telesorveglianza strutturata del rischio emorragico è tecnicamente fattibile, clinicamente sicura e altamente accettata dai pazienti. L’integrazione del Bleeding Assessment Tool nella televisita consente di standardizzare la valutazione del rischio emorragico, riducendo la variabilità inter-operatore e implementando un follow-up personalizzato e tracciabile. Il modello proposto rappresenta un prototipo operativo di medicina digitale di precisione, coerente con le Linee guida nazionali sulla Telemedicina e con le strategie europee di eHealth, ponendo le basi per futuri studi multicentrici volti a dimostrarne l’impatto sugli esiti clinici e sull’efficienza del supporto digitale in ambito emorragico all’interno del sistema sanitario.
Il ruolo della telemedicina nel trattamento delle emorragie in urgenza
SAULLO, PAOLINA
2026
Abstract
Introduzione: Il sanguinamento maggiore rappresenta una delle principali cause di morbilità acuta e di accesso ospedaliero, con un rischio che aumenta esponenzialmente nei soggetti anziani, con pluri-comorbidità o in trattamento antitrombotico e/o anticoagulante. L’assenza di strumenti strutturati di sorveglianza precoce e la variabilità dell’anamnesi emorragica rendono complessa l’identificazione tempestiva dei pazienti più vulnerabili. In questo contesto, la telemedicina si configura come una strategia innovativa per abilitare un monitoraggio proattivo e continuo del rischio emorragico. Obiettivi: Il progetto HemoAlert ha avuto l’obiettivo di sviluppare e validare un modello di telemedicina integrata per la gestione dei pazienti con rischio emorragico aumentato, valutandone la fattibilità operativa, la sicurezza clinica e la correlazione tra l’autovalutazione digitale del paziente e la valutazione medica del rischio emorragico mediante l’impiego del Bleeding Assessment Tool dell’ISTH-SSC (BAT). Sono stati inoltre analizzati il grado di adesione e la soddisfazione degli utenti. Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale prospettico di fattibilità su 58 pazienti adulti afferenti a setting chirurgico e internistico con fattori di rischio emorragico documentati. Il percorso prevedeva un modulo informativo sui segni precoci di sanguinamento, la compilazione di un questionario digitale autovalutativo (Google Forms) e una televisita sincrona tramite WhatsApp Business, durante la quale il medico somministrava il BAT ISTH-SSC. La stratificazione del rischio (molto basso, basso, intermedio, alto) ha guidato la frequenza del follow-up. Le analisi statistiche sono state effettuate con IBM SPSS v29, includendo test non parametrici e regressione logistica multivariata. Risultati: Il 98,3% dei pazienti ha completato l’intero percorso; il 6,9% è risultato a rischio ≥intermedio. Il punteggio BAT si è confermato predittore indipendente di eventi emorragici (OR 2,78; IC95% 1,24–6,21; p=0,013). L’utilità percepita della piattaforma è stata 4,8 ± 0,4/5, con elevata accettabilità anche nella popolazione >70 anni. Il 98,2% dei casi è stato gestito completamente a distanza, con un solo riaccesso ospedaliero. È stata riscontrata una correlazione significativa tra il questionario autocompilato e il punteggio BAT somministrato dal medico (p<0,001). Conclusioni: Il progetto HemoAlert dimostra che una telesorveglianza strutturata del rischio emorragico è tecnicamente fattibile, clinicamente sicura e altamente accettata dai pazienti. L’integrazione del Bleeding Assessment Tool nella televisita consente di standardizzare la valutazione del rischio emorragico, riducendo la variabilità inter-operatore e implementando un follow-up personalizzato e tracciabile. Il modello proposto rappresenta un prototipo operativo di medicina digitale di precisione, coerente con le Linee guida nazionali sulla Telemedicina e con le strategie europee di eHealth, ponendo le basi per futuri studi multicentrici volti a dimostrarne l’impatto sugli esiti clinici e sull’efficienza del supporto digitale in ambito emorragico all’interno del sistema sanitario.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/354813
URN:NBN:IT:UNIROMA1-354813