Premessa ed obiettivi La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) comprende un continuum che dalla steatosi semplice evolve verso steatoepatite (MASH) e cirrosi. La lipoproteina(a) [Lp(a)] è un noto fattore di rischio cardiovascolare, ma il suo comportamento lungo lo spettro istologico di MASLD è poco definito. Obiettivo di questo lavoro è descrivere l’andamento dei livelli plasmatici di Lp(a) in funzione della diagnosi istologica (steatosi semplice, MASH, cirrosi-MASLD relata) e la loro relazione con le caratteristiche istologiche di attività (NAS) e con lo stadio di fibrosi, all’interno della coorte PLINIO. In totale, 1186 soggetti sono stati arruolati; 918 presentavano steatosi ecografica e 88 sono stati sottoposti a biopsia. Metodi e risultati Sono stati analizzati i pazienti biopsiati con dosaggio plasmatico di Lp(a); i gruppi istologici sono stati confrontati e sono state valutate le associazioni tra Lp(a) e variabili clinico-metaboliche e istologiche. Nei tre gruppi istologici i livelli di Lp(a) mostravano un chiaro gradiente crescente dalla steatosi semplice alla cirrosi-MASLDrelata, passando per la diagnosi di MASH. Considerando le caratteristiche istologiche, Lp(a) aumentava in parallelo allo stadio di fibrosi e si associava con gli indici di attività necro-infiammatoria, inclusi infiammazione lobulare, ballooning e NAS; l’andamento descrittivo mostrava mediane di Lp(a) progressivamente maggiori da F0 a F4 . Sul piano clinico-metabolico, Lp(a) risultava più alto nei soggetti con diabete e mostrava associazioni con glicemia, colesterolo totale e transaminasi. Un sottostudio immunoistochimico su campioni bioptici suggeriva concordanza, ai limiti della significatività nell’intero gruppo e più evidente escludendo i cirrotici, tra segnale tissutale di Lp(a) e livelli plasmatici; nella MASH il segnale istologico era maggiore in presenza di ballooning marcato. Nel complesso della casistica biopsiata, età, sesso e BMI erano simili tra i gruppi, mentre diabete e sindrome metabolica risultavano più frequenti in MASH e cirrosi rispetto alla steatosi semplice, in coerenza con un profilo di resistenza insulinica più marcato (HOMA-IR e TyG index). Conclusioni Nella coorte MASLD dello studio PLINIO, la Lp(a) plasmatica mostra un andamento crescente lungo il gradiente di severità istologica e una relazione coerente con lo stadio di fibrosi e con i parametri di attività (NAS, infiammazione, ballooning). La correlazione tra Lp(a) plasmatico e grado di fibrosi epatica ed i segnali derivati dall’immunoistochimica supportano l’ipotesi di un coinvolgimento biologico della Lp(a) nei quadri più avanzati di malattia. Questi risultati, integrati nel contesto clinicometabolico tipico della MASLD, suggeriscono un potenziale ruolo di Lp(a) come indicatore del burden istologico, meritevole di conferma in studi prospettici più ampi e disegnati per valutare anche gli outcome cardiovascolari ed epatici.
Ruolo della Lipoproteina(a) nei pazienti con Steatosi e Fibrosi Epatica
COCOMELLO, NICHOLAS
2026
Abstract
Premessa ed obiettivi La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) comprende un continuum che dalla steatosi semplice evolve verso steatoepatite (MASH) e cirrosi. La lipoproteina(a) [Lp(a)] è un noto fattore di rischio cardiovascolare, ma il suo comportamento lungo lo spettro istologico di MASLD è poco definito. Obiettivo di questo lavoro è descrivere l’andamento dei livelli plasmatici di Lp(a) in funzione della diagnosi istologica (steatosi semplice, MASH, cirrosi-MASLD relata) e la loro relazione con le caratteristiche istologiche di attività (NAS) e con lo stadio di fibrosi, all’interno della coorte PLINIO. In totale, 1186 soggetti sono stati arruolati; 918 presentavano steatosi ecografica e 88 sono stati sottoposti a biopsia. Metodi e risultati Sono stati analizzati i pazienti biopsiati con dosaggio plasmatico di Lp(a); i gruppi istologici sono stati confrontati e sono state valutate le associazioni tra Lp(a) e variabili clinico-metaboliche e istologiche. Nei tre gruppi istologici i livelli di Lp(a) mostravano un chiaro gradiente crescente dalla steatosi semplice alla cirrosi-MASLDrelata, passando per la diagnosi di MASH. Considerando le caratteristiche istologiche, Lp(a) aumentava in parallelo allo stadio di fibrosi e si associava con gli indici di attività necro-infiammatoria, inclusi infiammazione lobulare, ballooning e NAS; l’andamento descrittivo mostrava mediane di Lp(a) progressivamente maggiori da F0 a F4 . Sul piano clinico-metabolico, Lp(a) risultava più alto nei soggetti con diabete e mostrava associazioni con glicemia, colesterolo totale e transaminasi. Un sottostudio immunoistochimico su campioni bioptici suggeriva concordanza, ai limiti della significatività nell’intero gruppo e più evidente escludendo i cirrotici, tra segnale tissutale di Lp(a) e livelli plasmatici; nella MASH il segnale istologico era maggiore in presenza di ballooning marcato. Nel complesso della casistica biopsiata, età, sesso e BMI erano simili tra i gruppi, mentre diabete e sindrome metabolica risultavano più frequenti in MASH e cirrosi rispetto alla steatosi semplice, in coerenza con un profilo di resistenza insulinica più marcato (HOMA-IR e TyG index). Conclusioni Nella coorte MASLD dello studio PLINIO, la Lp(a) plasmatica mostra un andamento crescente lungo il gradiente di severità istologica e una relazione coerente con lo stadio di fibrosi e con i parametri di attività (NAS, infiammazione, ballooning). La correlazione tra Lp(a) plasmatico e grado di fibrosi epatica ed i segnali derivati dall’immunoistochimica supportano l’ipotesi di un coinvolgimento biologico della Lp(a) nei quadri più avanzati di malattia. Questi risultati, integrati nel contesto clinicometabolico tipico della MASLD, suggeriscono un potenziale ruolo di Lp(a) come indicatore del burden istologico, meritevole di conferma in studi prospettici più ampi e disegnati per valutare anche gli outcome cardiovascolari ed epatici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/355408
URN:NBN:IT:UNIROMA1-355408