Introduzione:La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) è una condizione caratterizzata dalla comparsa di sintomi gastrointestinali ed extraintestinali in seguito all’ingestione di glutine, in assenza di malattia celiaca (CD) e allergia al grano. Nonostante l’ampio interesse per la NCGS, i meccanismi alla base della sua patogenesi restano in gran parte sconosciuti e, ad oggi, non sono stati individuati specifici fattori genetici predisponenti. È noto che, a differenza della CD, la NCGS non è associata a un particolare assetto genotipico o fenotipico HLA. Diversi studi hanno evidenziato il ruolo dell’immunità innata e delle cellule natural killer (NK) nello sviluppo della malattia. I recettori KIR, espressi sulle cellule NK, ne regolano l’attivazione attraverso l’interazione con le molecole HLA.Obiettivo dello studio:Questo studio ha l’obiettivo di analizzare le varianti genetiche dei recettori KIR, suddivise in aplotipi "inibitori" e "attivatori", per comprendere il loro possibile coinvolgimento nello sviluppo e nella progressione della NCGS. In particolare, vogliamo valutare la presenza di specifiche varianti genetiche KIR nei pazienti con NCGS rispetto a un gruppo di controllo costituito da donatori di sangue sani.Materiali e metodi:Abbiamo condotto uno studio retrospettivo caso-controllo su 40 pazienti con diagnosi confermata di NCGS e 32 donatori sani. La tipizzazione dei geni KIR è stata eseguita utilizzando il kit KIR SSO Genotyping Test (One Lambda, Inc., Canoga Park, CA, USA) basato sulla tecnologia Luminex. Questo test consente di rilevare la presenza o l’assenza dei seguenti geni: 2DL1, 2DL2, 2DL3, 2DL4, 2DL5, 2DS1, 2DS2, 2DS3, 2DS4, 2DS5, 3DL1, 3DL2, 3DL3, 3DS1, 2DP1, 3DP1, oltre alle varianti comuni di 2DL5, 2DS4 e 3DP1.Risultati:Abbiamo riscontrato che la frequenza dei geni KIR inibitori era significativamente più alta nei soggetti sani rispetto ai pazienti con NCGS per i seguenti geni: KIR2DL1 (96,87% contro 55%, p= .0024, OR= 25.36; 95% CI = 3.15 - 204.35), KIR2DL2 (65,62% contro 32,5%, p = .006; OR = 3.95, 95% CI = 1.48 - 10.6), KIR2DL3 (81,25% contro 22,5%, p < .0001; OR = 14.92, 95% CI = 4.69 - 47.47) e KIR2DL5 (62,5% contro 10%, p < .0001; OR = 15, 95% CI = 4.27 - 52.7). Questi dati suggeriscono un possibile ruolo protettivo di tali geni nella suscettibilità alla NCGS. Inoltre, l’analisi degli aplotipi ha mostrato che l’85% dei pazienti con NCGS possiede un aplotipo di tipo B, mentre nei soggetti sani prevalgono gli aplotipi A e AB, con una frequenza rispettivamente del 31,25% e 56,25%.Conclusione:I nostri risultati indicano che i geni KIR inibitori sono più frequentemente presenti nei soggetti sani, suggerendo un possibile effetto protettivo nei confronti della NCGS. Di conseguenza, il bilanciamento tra i recettori KIR attivatori e inibitori potrebbe giocare un ruolo chiave nella patogenesi della malattia.
RECETTORI KIR NELLA PATOGENESI DELLA NON-CELIAC GLUTEN SENSITIVITY (NCGS)
MASSA, Davide
2026
Abstract
Introduzione:La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) è una condizione caratterizzata dalla comparsa di sintomi gastrointestinali ed extraintestinali in seguito all’ingestione di glutine, in assenza di malattia celiaca (CD) e allergia al grano. Nonostante l’ampio interesse per la NCGS, i meccanismi alla base della sua patogenesi restano in gran parte sconosciuti e, ad oggi, non sono stati individuati specifici fattori genetici predisponenti. È noto che, a differenza della CD, la NCGS non è associata a un particolare assetto genotipico o fenotipico HLA. Diversi studi hanno evidenziato il ruolo dell’immunità innata e delle cellule natural killer (NK) nello sviluppo della malattia. I recettori KIR, espressi sulle cellule NK, ne regolano l’attivazione attraverso l’interazione con le molecole HLA.Obiettivo dello studio:Questo studio ha l’obiettivo di analizzare le varianti genetiche dei recettori KIR, suddivise in aplotipi "inibitori" e "attivatori", per comprendere il loro possibile coinvolgimento nello sviluppo e nella progressione della NCGS. In particolare, vogliamo valutare la presenza di specifiche varianti genetiche KIR nei pazienti con NCGS rispetto a un gruppo di controllo costituito da donatori di sangue sani.Materiali e metodi:Abbiamo condotto uno studio retrospettivo caso-controllo su 40 pazienti con diagnosi confermata di NCGS e 32 donatori sani. La tipizzazione dei geni KIR è stata eseguita utilizzando il kit KIR SSO Genotyping Test (One Lambda, Inc., Canoga Park, CA, USA) basato sulla tecnologia Luminex. Questo test consente di rilevare la presenza o l’assenza dei seguenti geni: 2DL1, 2DL2, 2DL3, 2DL4, 2DL5, 2DS1, 2DS2, 2DS3, 2DS4, 2DS5, 3DL1, 3DL2, 3DL3, 3DS1, 2DP1, 3DP1, oltre alle varianti comuni di 2DL5, 2DS4 e 3DP1.Risultati:Abbiamo riscontrato che la frequenza dei geni KIR inibitori era significativamente più alta nei soggetti sani rispetto ai pazienti con NCGS per i seguenti geni: KIR2DL1 (96,87% contro 55%, p= .0024, OR= 25.36; 95% CI = 3.15 - 204.35), KIR2DL2 (65,62% contro 32,5%, p = .006; OR = 3.95, 95% CI = 1.48 - 10.6), KIR2DL3 (81,25% contro 22,5%, p < .0001; OR = 14.92, 95% CI = 4.69 - 47.47) e KIR2DL5 (62,5% contro 10%, p < .0001; OR = 15, 95% CI = 4.27 - 52.7). Questi dati suggeriscono un possibile ruolo protettivo di tali geni nella suscettibilità alla NCGS. Inoltre, l’analisi degli aplotipi ha mostrato che l’85% dei pazienti con NCGS possiede un aplotipo di tipo B, mentre nei soggetti sani prevalgono gli aplotipi A e AB, con una frequenza rispettivamente del 31,25% e 56,25%.Conclusione:I nostri risultati indicano che i geni KIR inibitori sono più frequentemente presenti nei soggetti sani, suggerendo un possibile effetto protettivo nei confronti della NCGS. Di conseguenza, il bilanciamento tra i recettori KIR attivatori e inibitori potrebbe giocare un ruolo chiave nella patogenesi della malattia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/355687
URN:NBN:IT:UNIPA-355687