Abitare uno spazio domestico è sempre stata una necessità condivisa dell’essere umano e, insieme, un’esperienza culturale situata. Questa tesi esplora le diverse forme dell’abitare delle comunità indigene, fenicie e greche del Mediterraneo centro-occidentale dal IX al III secolo a.C., considerando contesti costieri e dell’entroterra di Sicilia, Sardegna, Penisola Iberica e Nord Africa. I casi studio delle abitazioni sono analizzati integrando i dati architettonici, la cultura materiale e lo studio delle relazioni degli spazi, applicando space syntax e access analysis per interrogare percorsi e modalità di circolazione interna. L’attenzione è rivolta alle pratiche quotidiane che animano gli ambienti: attività artigianali, preparazioni alimentari, momenti conviviali, riposo e pratiche cultuali. L’insieme di questi dati ha permesso di ricostruire aspetti sociali legati alla vita domestica, letti in relazione con gli aspetti architettonici. I risultati indicano, per i contesti più antichi (IX–inizio VI secolo a.C.), una pluralità di soluzioni costruttive, con scelte differenziate in relazione a tradizioni locali e reti di contatto; dal V secolo a.C. si osserva una tendenza alla standardizzazione della forma della casa; e, in Età Tardo Punica, l’adozione di elementi architettonici e decorativi di gusto mediterraneo, con persistenze e specificità regionali. La ricerca suggerisce che sia possibile parlare di un abitare mediterraneo condiviso nel tempo e nello spazio, riconoscibile nell’uso di corti e spazi aperti, nella simile distribuzione di ambienti, in pratiche e repertori materiali affini. Tuttavia, tali convergenze non cancellano le specificità culturali né gli adattamenti legati ai territori, alle risorse e ai contesti locali. La casa mediterranea antica emerge così come uno spazio di pratiche condivise e, al contempo, di scelte diverse, esito di relazioni e interazioni che attraversano il bacino in un arco temporale ampio e variegato.
Spazi domestici del Mediterraneo centro-occidentale tra IX e III secolo a.C.: specificità, persistenze e trasformazioni nei contesti abitativi del mondo indigeno, fenicio e punico
BONANNO, GIULIANA
2026
Abstract
Abitare uno spazio domestico è sempre stata una necessità condivisa dell’essere umano e, insieme, un’esperienza culturale situata. Questa tesi esplora le diverse forme dell’abitare delle comunità indigene, fenicie e greche del Mediterraneo centro-occidentale dal IX al III secolo a.C., considerando contesti costieri e dell’entroterra di Sicilia, Sardegna, Penisola Iberica e Nord Africa. I casi studio delle abitazioni sono analizzati integrando i dati architettonici, la cultura materiale e lo studio delle relazioni degli spazi, applicando space syntax e access analysis per interrogare percorsi e modalità di circolazione interna. L’attenzione è rivolta alle pratiche quotidiane che animano gli ambienti: attività artigianali, preparazioni alimentari, momenti conviviali, riposo e pratiche cultuali. L’insieme di questi dati ha permesso di ricostruire aspetti sociali legati alla vita domestica, letti in relazione con gli aspetti architettonici. I risultati indicano, per i contesti più antichi (IX–inizio VI secolo a.C.), una pluralità di soluzioni costruttive, con scelte differenziate in relazione a tradizioni locali e reti di contatto; dal V secolo a.C. si osserva una tendenza alla standardizzazione della forma della casa; e, in Età Tardo Punica, l’adozione di elementi architettonici e decorativi di gusto mediterraneo, con persistenze e specificità regionali. La ricerca suggerisce che sia possibile parlare di un abitare mediterraneo condiviso nel tempo e nello spazio, riconoscibile nell’uso di corti e spazi aperti, nella simile distribuzione di ambienti, in pratiche e repertori materiali affini. Tuttavia, tali convergenze non cancellano le specificità culturali né gli adattamenti legati ai territori, alle risorse e ai contesti locali. La casa mediterranea antica emerge così come uno spazio di pratiche condivise e, al contempo, di scelte diverse, esito di relazioni e interazioni che attraversano il bacino in un arco temporale ampio e variegato.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/356832
URN:NBN:IT:UNIROMA1-356832