Sol LeWitt realizza il primo Wall Drawing nel 1968 sulle pareti della galleria di Paula Cooper a New York: è il primo di una serie di lavori con i quali affermerà la sua idea di opera d’arte, spostando il focus dal manufatto al concetto, dal gesto individuale alla procedura collettiva, dall’opera intesa come unicum a quella che si realizza nella molteplicità. In questo quadro, anche l’aspetto conservativo si pone in termini nuovi: non più soltanto funzionale a salvaguardare un oggetto fisico, quanto a preservare il sistema di relazioni tra concetto, progetto, esecuzione e contesto. La presente ricerca si propone di indagare i Wall Drawings con particolare attenzione alle opere realizzate in Italia, dove, in virtù di una affezione radicata negli anni, l’artista trova un contesto ideale per stimolare le sue percezioni e far evolvere il proprio linguaggio. Lo studio si muove su più livelli di indagine fra di loro interconnessi: il primo è quello che attiene al pensiero e al linguaggio di LeWitt in relazione al milieu nel quale lavora, considerando anche i proficui rapporti con artisti e critici coinvolti nel dibattito artistico contemporaneo. Un altro piano di studio riguarda le scelte formali alla base delle sue opere, che si traduce nell’analisi delle numerose serie dei disegni murali, codificate in quasi quarant’anni di ricerca. Un ulteriore livello analitico è incentrato sugli aspetti concettuali, riconducibili ai significati sottesi al suo lavoro, come le modalità progettuali, la relazione con il contesto architettonico e le idee di impermanenza e mutevolezza. L’indagine è quindi focalizzata all’ambito tecnico, relativo ai medium e alle procedure scelte per la materializzazione delle idee, come esse cambino all’evolversi del linguaggio formale e come sia gestita la delega all’esecuzione, aspetto fondante dei Wall Drawings. Il campo della ricerca è allargato fino all’analisi di diversi casi studio, documenti diretti che hanno la funzione di sostenere o confutare quanto è stato precedentemente tracciato. La tesi si conclude con l’analisi delle prospettive conservative specifiche per questi lavori. Dal punto di vista metodologico, oltre allo studio delle fonti bibliografiche e archivistiche, sono state raccolte testimonianze orali, intervistando alcune delle persone coinvolte nel percorso artistico di LeWitt.
I Wall Drawings di Sol LeWitt in Italia: la conservazione della materia e del concetto
TODARO, CRISTIANA
2026
Abstract
Sol LeWitt realizza il primo Wall Drawing nel 1968 sulle pareti della galleria di Paula Cooper a New York: è il primo di una serie di lavori con i quali affermerà la sua idea di opera d’arte, spostando il focus dal manufatto al concetto, dal gesto individuale alla procedura collettiva, dall’opera intesa come unicum a quella che si realizza nella molteplicità. In questo quadro, anche l’aspetto conservativo si pone in termini nuovi: non più soltanto funzionale a salvaguardare un oggetto fisico, quanto a preservare il sistema di relazioni tra concetto, progetto, esecuzione e contesto. La presente ricerca si propone di indagare i Wall Drawings con particolare attenzione alle opere realizzate in Italia, dove, in virtù di una affezione radicata negli anni, l’artista trova un contesto ideale per stimolare le sue percezioni e far evolvere il proprio linguaggio. Lo studio si muove su più livelli di indagine fra di loro interconnessi: il primo è quello che attiene al pensiero e al linguaggio di LeWitt in relazione al milieu nel quale lavora, considerando anche i proficui rapporti con artisti e critici coinvolti nel dibattito artistico contemporaneo. Un altro piano di studio riguarda le scelte formali alla base delle sue opere, che si traduce nell’analisi delle numerose serie dei disegni murali, codificate in quasi quarant’anni di ricerca. Un ulteriore livello analitico è incentrato sugli aspetti concettuali, riconducibili ai significati sottesi al suo lavoro, come le modalità progettuali, la relazione con il contesto architettonico e le idee di impermanenza e mutevolezza. L’indagine è quindi focalizzata all’ambito tecnico, relativo ai medium e alle procedure scelte per la materializzazione delle idee, come esse cambino all’evolversi del linguaggio formale e come sia gestita la delega all’esecuzione, aspetto fondante dei Wall Drawings. Il campo della ricerca è allargato fino all’analisi di diversi casi studio, documenti diretti che hanno la funzione di sostenere o confutare quanto è stato precedentemente tracciato. La tesi si conclude con l’analisi delle prospettive conservative specifiche per questi lavori. Dal punto di vista metodologico, oltre allo studio delle fonti bibliografiche e archivistiche, sono state raccolte testimonianze orali, intervistando alcune delle persone coinvolte nel percorso artistico di LeWitt.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/356957
URN:NBN:IT:UNIROMA1-356957