Introduzione. La struttura dei disturbi della forma del pensiero (formal thought disorder, FTD) risulta controversa sia per numero che per composizione delle dimensioni sottese. Oltre alla disorganizzazione e povertà ideica, le evidenze suggeriscono la presenza di una o più dimensioni aggiuntive dalla caratterizzazione incerta. La Thought and Language Disorder Scale (TALD) ne rappresenta un valido strumento di valutazione, tuttavia la sua struttura è stata indagata solo in campioni misti, ovvero composti anche da controlli, limitandone l’affidabilità in popolazioni cliniche. Inoltre, il valore discriminante dei FTD tra differenti aree diagnostiche in contesti di acuzie appare controverso e poggia spesso su una classificazione presumibilmente riduttiva, che li distingue in positivi e negativi. Infine, in letteratura non è adeguatamente indagato il valore prognostico dei FTD rispetto a esiti di interesse clinico in acuto, quali: uso della contenzione fisica, trattamento sanitario obbligatorio (TSO), durata del ricovero e numero di successivi ricoveri. Obiettivi. Alla luce di tali considerazioni, gli obiettivi del presente lavoro sono: indagare la struttura dimensionale della TALD e, più in generale, dei FTD in un campione clinico in acuto; confrontare i profili fenotipici dei FTD tra i principali gruppi diagnostici in acuto; esaminare il valore prognostico dei FTD rispetto agli esiti di interesse clinico in acuto. Metodo. È stato reclutato un campione di 226 soggetti ricoverati presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) del Policlinico Umberto I con diagnosi di disturbo psicotico, bipolare e depressivo. I soggetti sono stati valutati all’ingresso tramite TALD per esaminare i FTD. Per indagare la struttura dei FTD è stata condotta un’analisi fattoriale esplorativa (EFA) con metodo dei minimi residui e rotazione promax. Il modello emerso è stato testato tramite analisi fattoriale confermativa (CFA) sui precedenti studi di EFA della TALD, aggregando le matrici di correlazione riprodotte. È stata condotta un’analisi della varianza multivariata (MANOVA) con analisi post hoc per esaminare l’effetto della diagnosi sulle sottoscale della TALD, confrontandole tra gruppi diagnostici. Inoltre sono state effettuate una serie di analisi della covarianza (ANCOVA), controllando per la produzione verbale (logorrea, eloquio accelerato). Per indagare il valore prognostico dei FTD sono state condotte analisi di regressione per ciascun esito di interesse clinico in acuto; per il numero di nuovi ricoveri è stata condotta un’analisi binomiale negativa con offset per il periodo di osservazione. Risultati. L’EFA individua quattro dimensioni indipendenti ma correlate a coppie, che spiegano complessivamente il 51,3% della varianza: la Disorganizzazione Ideica e la Schizofasia; la Povertà Ideica e il Deficit Soggettivo del Linguaggio. La bontà del modello mostra indici di fit adeguati alla CFA (χ2=212,0; SRMR=0,06; RMSEA=0,02; GFI=0,96; AGFI=0,95; CFI=0,99; NNFI=0,99). La MANOVA mostra un effetto significativo della diagnosi sulle dimensioni TALD (V=0,371, F(2, 8) = 12,6, p < 0,001, parη2 = 0,185). I pazienti psicotici, rispetto a quelli con eccitamento maniacale, mostrano maggiori livelli di Povertà Ideica (F=6,3; p < 0.01) e Deficit Soggettivo del Linguaggio (F=9,7; p < 0,01), ma non di Disorganizzazione Ideica e Schizofasia. Quest’ultima tuttavia risulta significativamente maggiore controllando per ritmo e produzione verbale all’ANCOVA (t=1,98, p<0,05). Sia i pazienti con psicosi che quelli con eccitamento mostrano, a confronto con quelli depressi, livelli maggiori di Disorganizzazione Ideica (F=34,1; p < 0,01) e Schizofasia (F=9,3; p < 0,01) e inferiori di Deficit Soggettivo del Linguaggio (F=9,7; p < 0,01), senza differenze significative a livello di Povertà Ideica. Le dimensioni TALD, nel loro insieme, mostrano una capacità predittiva significativa rispetto alla contenzione fisica (χ2=20,8; p < 0,001; R2=0,16), al TSO (χ2=16,0; p <0,01; R2=0,11), alla durata del ricovero (F=3,6; p < 0,001; R2=0,06) e al rischio di ulteriori ricoveri (χ2=10,52; p=0,03; pseudo-R2=0,05). Se analizzate assieme ad altri possibili predittori riportati in letteratura, solo la Disorganizzazione Ideica mantiene un effetto indipendente rispetto alla contenzione fisica (B=0,07, p=0,05, OR=1,07) e al rischio di successivi ricoveri (Beta=0,06; p=0,01; Exp(B)=1,05). Discussione e conclusioni. Questo è il primo studio che esamina la struttura fattoriale della TALD in un campione interamente clinico, in acuto. La struttura emersa appare complessivamente coerente con gli studi di analisi fattoriale della TALD e dei FTD in genere, ma se ne differenzia per la distinzione dei FTD positivi in Disorganizzazione Ideica e Schizofasia, che corrobora un dato sostenuto a livello teorico-concettuale, ma con evidenze empiriche limitate. Il confronto tra gruppi diagnostici suggerisce che in acuto tali dimensioni siano scarsamente discriminative, confutando l’ipotesi classica che i FTD siano un elemento distintivo della schizofrenia. In tal senso, è suggestiva la mancanza di differenze significative in termini di Disorganizzazione Ideica tra psicosi e mania e di Povertà Ideica tra psicosi e depressione. La capacità della Schizofasia di discriminare tra disturbi psicotici ed eccitamento maniacale in acuto rimane incerta, ma è meritevole di approfondimento da parte della ricerca futura per le sue implicazioni clinico-diagnostiche. La Disorganizzazione Ideica mostra un valore prognostico indipendente rispetto al rischio di contenzione fisica e di riospedalizzazione; globalmente, i dati suggeriscono che la sua valutazione possa essere utilmente inclusa all’interno di modelli predittivi globali per la valutazione del rischio di esiti di interesse in acuto. Tra i possibili limiti, il più rilevante è rappresentato dall’attuale numerosità del campione, in funzione dell’analisi fattoriale, che impone la necessaria cautela nell’interpretazione dei dati e la prosecuzione della raccolta al fine di incrementare la solidità metodologica dello studio.
I disturbi della forma del pensiero: dimensioni psicopatologiche e valore prognostico in acuto
DAZZI, FEDERICO
2026
Abstract
Introduzione. La struttura dei disturbi della forma del pensiero (formal thought disorder, FTD) risulta controversa sia per numero che per composizione delle dimensioni sottese. Oltre alla disorganizzazione e povertà ideica, le evidenze suggeriscono la presenza di una o più dimensioni aggiuntive dalla caratterizzazione incerta. La Thought and Language Disorder Scale (TALD) ne rappresenta un valido strumento di valutazione, tuttavia la sua struttura è stata indagata solo in campioni misti, ovvero composti anche da controlli, limitandone l’affidabilità in popolazioni cliniche. Inoltre, il valore discriminante dei FTD tra differenti aree diagnostiche in contesti di acuzie appare controverso e poggia spesso su una classificazione presumibilmente riduttiva, che li distingue in positivi e negativi. Infine, in letteratura non è adeguatamente indagato il valore prognostico dei FTD rispetto a esiti di interesse clinico in acuto, quali: uso della contenzione fisica, trattamento sanitario obbligatorio (TSO), durata del ricovero e numero di successivi ricoveri. Obiettivi. Alla luce di tali considerazioni, gli obiettivi del presente lavoro sono: indagare la struttura dimensionale della TALD e, più in generale, dei FTD in un campione clinico in acuto; confrontare i profili fenotipici dei FTD tra i principali gruppi diagnostici in acuto; esaminare il valore prognostico dei FTD rispetto agli esiti di interesse clinico in acuto. Metodo. È stato reclutato un campione di 226 soggetti ricoverati presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) del Policlinico Umberto I con diagnosi di disturbo psicotico, bipolare e depressivo. I soggetti sono stati valutati all’ingresso tramite TALD per esaminare i FTD. Per indagare la struttura dei FTD è stata condotta un’analisi fattoriale esplorativa (EFA) con metodo dei minimi residui e rotazione promax. Il modello emerso è stato testato tramite analisi fattoriale confermativa (CFA) sui precedenti studi di EFA della TALD, aggregando le matrici di correlazione riprodotte. È stata condotta un’analisi della varianza multivariata (MANOVA) con analisi post hoc per esaminare l’effetto della diagnosi sulle sottoscale della TALD, confrontandole tra gruppi diagnostici. Inoltre sono state effettuate una serie di analisi della covarianza (ANCOVA), controllando per la produzione verbale (logorrea, eloquio accelerato). Per indagare il valore prognostico dei FTD sono state condotte analisi di regressione per ciascun esito di interesse clinico in acuto; per il numero di nuovi ricoveri è stata condotta un’analisi binomiale negativa con offset per il periodo di osservazione. Risultati. L’EFA individua quattro dimensioni indipendenti ma correlate a coppie, che spiegano complessivamente il 51,3% della varianza: la Disorganizzazione Ideica e la Schizofasia; la Povertà Ideica e il Deficit Soggettivo del Linguaggio. La bontà del modello mostra indici di fit adeguati alla CFA (χ2=212,0; SRMR=0,06; RMSEA=0,02; GFI=0,96; AGFI=0,95; CFI=0,99; NNFI=0,99). La MANOVA mostra un effetto significativo della diagnosi sulle dimensioni TALD (V=0,371, F(2, 8) = 12,6, p < 0,001, parη2 = 0,185). I pazienti psicotici, rispetto a quelli con eccitamento maniacale, mostrano maggiori livelli di Povertà Ideica (F=6,3; p < 0.01) e Deficit Soggettivo del Linguaggio (F=9,7; p < 0,01), ma non di Disorganizzazione Ideica e Schizofasia. Quest’ultima tuttavia risulta significativamente maggiore controllando per ritmo e produzione verbale all’ANCOVA (t=1,98, p<0,05). Sia i pazienti con psicosi che quelli con eccitamento mostrano, a confronto con quelli depressi, livelli maggiori di Disorganizzazione Ideica (F=34,1; p < 0,01) e Schizofasia (F=9,3; p < 0,01) e inferiori di Deficit Soggettivo del Linguaggio (F=9,7; p < 0,01), senza differenze significative a livello di Povertà Ideica. Le dimensioni TALD, nel loro insieme, mostrano una capacità predittiva significativa rispetto alla contenzione fisica (χ2=20,8; p < 0,001; R2=0,16), al TSO (χ2=16,0; p <0,01; R2=0,11), alla durata del ricovero (F=3,6; p < 0,001; R2=0,06) e al rischio di ulteriori ricoveri (χ2=10,52; p=0,03; pseudo-R2=0,05). Se analizzate assieme ad altri possibili predittori riportati in letteratura, solo la Disorganizzazione Ideica mantiene un effetto indipendente rispetto alla contenzione fisica (B=0,07, p=0,05, OR=1,07) e al rischio di successivi ricoveri (Beta=0,06; p=0,01; Exp(B)=1,05). Discussione e conclusioni. Questo è il primo studio che esamina la struttura fattoriale della TALD in un campione interamente clinico, in acuto. La struttura emersa appare complessivamente coerente con gli studi di analisi fattoriale della TALD e dei FTD in genere, ma se ne differenzia per la distinzione dei FTD positivi in Disorganizzazione Ideica e Schizofasia, che corrobora un dato sostenuto a livello teorico-concettuale, ma con evidenze empiriche limitate. Il confronto tra gruppi diagnostici suggerisce che in acuto tali dimensioni siano scarsamente discriminative, confutando l’ipotesi classica che i FTD siano un elemento distintivo della schizofrenia. In tal senso, è suggestiva la mancanza di differenze significative in termini di Disorganizzazione Ideica tra psicosi e mania e di Povertà Ideica tra psicosi e depressione. La capacità della Schizofasia di discriminare tra disturbi psicotici ed eccitamento maniacale in acuto rimane incerta, ma è meritevole di approfondimento da parte della ricerca futura per le sue implicazioni clinico-diagnostiche. La Disorganizzazione Ideica mostra un valore prognostico indipendente rispetto al rischio di contenzione fisica e di riospedalizzazione; globalmente, i dati suggeriscono che la sua valutazione possa essere utilmente inclusa all’interno di modelli predittivi globali per la valutazione del rischio di esiti di interesse in acuto. Tra i possibili limiti, il più rilevante è rappresentato dall’attuale numerosità del campione, in funzione dell’analisi fattoriale, che impone la necessaria cautela nell’interpretazione dei dati e la prosecuzione della raccolta al fine di incrementare la solidità metodologica dello studio.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_dottorato_Dazzi.pdf
accesso aperto
Licenza:
Creative Commons
Dimensione
898.08 kB
Formato
Adobe PDF
|
898.08 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/356968
URN:NBN:IT:UNIROMA1-356968