La tesi analizza la compatibilità costituzionale del nudging pubblico, ossia di quelle politiche comportamentali che, attraverso leve psicologico-cognitive, mirano a orientare le scelte dei cittadini senza imporre obblighi né divieti. Muovendo dalla nudge theory di Thaler e Sunstein e dalla sua evoluzione in nudge regulation, la ricerca ricostruisce le basi teoriche del paternalismo libertario, approfondendo il suo impatto sull’azione amministrativa e sulla legittimazione democratica del potere. L’analisi si concentra in particolare sugli articoli 2 e 97 della Costituzione italiana, che pongono al centro la persona e la trasparenza dell’amministrazione, e propone un bilanciamento tra libertà individuale e responsabilità pubblica quale criterio di legittimità costituzionale dei pungoli statali. Avvalendosi anche di un approccio comparato “a limitati fini” con gli ordinamenti tedesco e francese, la tesi evidenzia come i principi di autodeterminazione e trasparenza possano fungere da parametri comuni per la valutazione della liceità delle politiche di nudging. Sul piano applicativo, vengono analizzati casi concreti – dalla donazione degli organi al cashback di Stato, fino al green pass – per verificare se e in che misura tali strumenti rispettino i limiti imposti dall’ordinamento costituzionale e rispondano a criteri di legittimità della persuasione agita dallo Stato sui cittadini. La ricerca si conclude con la proposta di un modello di nudging costituzionalmente conforme, fondato su legalità, proporzionalità e trasparenza, capace di coniugare l’efficacia dell’azione pubblica con la tutela dell’autonomia decisionale del cittadino. In tale prospettiva, il nudging diventa una lente attraverso cui leggere le trasformazioni dello Stato contemporaneo, riaffermando che, anche nell’epoca della persuasione, la libertà di scelta resta il fondamento della legittimazione democratica del potere.
Persuasione, autodeterminazione e trasparenza. Un’analisi di costituzionalità del nudging pubblico
ARRUZZOLI, CHIARA
2026
Abstract
La tesi analizza la compatibilità costituzionale del nudging pubblico, ossia di quelle politiche comportamentali che, attraverso leve psicologico-cognitive, mirano a orientare le scelte dei cittadini senza imporre obblighi né divieti. Muovendo dalla nudge theory di Thaler e Sunstein e dalla sua evoluzione in nudge regulation, la ricerca ricostruisce le basi teoriche del paternalismo libertario, approfondendo il suo impatto sull’azione amministrativa e sulla legittimazione democratica del potere. L’analisi si concentra in particolare sugli articoli 2 e 97 della Costituzione italiana, che pongono al centro la persona e la trasparenza dell’amministrazione, e propone un bilanciamento tra libertà individuale e responsabilità pubblica quale criterio di legittimità costituzionale dei pungoli statali. Avvalendosi anche di un approccio comparato “a limitati fini” con gli ordinamenti tedesco e francese, la tesi evidenzia come i principi di autodeterminazione e trasparenza possano fungere da parametri comuni per la valutazione della liceità delle politiche di nudging. Sul piano applicativo, vengono analizzati casi concreti – dalla donazione degli organi al cashback di Stato, fino al green pass – per verificare se e in che misura tali strumenti rispettino i limiti imposti dall’ordinamento costituzionale e rispondano a criteri di legittimità della persuasione agita dallo Stato sui cittadini. La ricerca si conclude con la proposta di un modello di nudging costituzionalmente conforme, fondato su legalità, proporzionalità e trasparenza, capace di coniugare l’efficacia dell’azione pubblica con la tutela dell’autonomia decisionale del cittadino. In tale prospettiva, il nudging diventa una lente attraverso cui leggere le trasformazioni dello Stato contemporaneo, riaffermando che, anche nell’epoca della persuasione, la libertà di scelta resta il fondamento della legittimazione democratica del potere.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/357334
URN:NBN:IT:UNIROMA1-357334