La tesi indaga il rapporto tra evoluzionismo darwiniano e metaetica, mostrando come la genealogia naturale del senso morale ponga sfide decisive al realismo morale contemporaneo. A partire dalla frattura introdotta da Darwin nella concezione teleologica della natura, il lavoro analizza le implicazioni che una spiegazione evolutiva della moralità esercita sulla possibilità di considerare i giudizi morali come oggettivi, veri o epistemicamente giustificati. Attraverso una ricostruzione storico‑filosofica della ricezione vittoriana dell’evoluzionismo—da Paley a Mivart e Cobbe—si evidenzia come la selezione naturale abbia progressivamente eroso l’idea di un ordine morale inscritto nella natura, aprendo la via a prospettive antirealiste. La tesi esplora quindi i principali nodi della metaetica contemporanea (semantici, metafisici, epistemologici e psicologici) alla luce degli Evolutionary Debunking Arguments, con particolare riferimento alle proposte di Joyce, Street e Ruse. Le evidenze provenienti da neuroscienze, etologia comparata e psicologia evoluzionistica—da de Waal a Tomasello—mostrano la continuità filogenetica e ontogenetica dei meccanismi empatici e cooperativi, confermando il ruolo centrale di emozioni quali simpatia, indignazione e senso di colpa nell’architettura morale umana. Nell’ultima parte, la tesi sviluppa una proposta originale: una giustificazione evolutiva del finzionalismo sentimentalista, secondo cui la moralità, pur priva di fondamento ontologico oggettivo, mantiene un ruolo normativo indispensabile come finzione regolativa che coordina l’azione collettiva, sostiene la cooperazione e stabilizza le istituzioni sociali. Attraverso una valutazione critica delle alternative abolizioniste e delle principali teorie normative, si sostiene che una versione evolutivamente informata dell’utilitarismo offra la finzione normativa più robusta, capace di conciliare motivazione, inclusione e progresso morale inteso non come avvicinamento a verità morali, ma come ampliamento delle capacità cooperative della specie.
“Debunking ethics”: una prospettiva evolutiva sull’antirealismo morale
FAUSTINI, ANTONIA
2026
Abstract
La tesi indaga il rapporto tra evoluzionismo darwiniano e metaetica, mostrando come la genealogia naturale del senso morale ponga sfide decisive al realismo morale contemporaneo. A partire dalla frattura introdotta da Darwin nella concezione teleologica della natura, il lavoro analizza le implicazioni che una spiegazione evolutiva della moralità esercita sulla possibilità di considerare i giudizi morali come oggettivi, veri o epistemicamente giustificati. Attraverso una ricostruzione storico‑filosofica della ricezione vittoriana dell’evoluzionismo—da Paley a Mivart e Cobbe—si evidenzia come la selezione naturale abbia progressivamente eroso l’idea di un ordine morale inscritto nella natura, aprendo la via a prospettive antirealiste. La tesi esplora quindi i principali nodi della metaetica contemporanea (semantici, metafisici, epistemologici e psicologici) alla luce degli Evolutionary Debunking Arguments, con particolare riferimento alle proposte di Joyce, Street e Ruse. Le evidenze provenienti da neuroscienze, etologia comparata e psicologia evoluzionistica—da de Waal a Tomasello—mostrano la continuità filogenetica e ontogenetica dei meccanismi empatici e cooperativi, confermando il ruolo centrale di emozioni quali simpatia, indignazione e senso di colpa nell’architettura morale umana. Nell’ultima parte, la tesi sviluppa una proposta originale: una giustificazione evolutiva del finzionalismo sentimentalista, secondo cui la moralità, pur priva di fondamento ontologico oggettivo, mantiene un ruolo normativo indispensabile come finzione regolativa che coordina l’azione collettiva, sostiene la cooperazione e stabilizza le istituzioni sociali. Attraverso una valutazione critica delle alternative abolizioniste e delle principali teorie normative, si sostiene che una versione evolutivamente informata dell’utilitarismo offra la finzione normativa più robusta, capace di conciliare motivazione, inclusione e progresso morale inteso non come avvicinamento a verità morali, ma come ampliamento delle capacità cooperative della specie.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/357547
URN:NBN:IT:UNIROMA1-357547