La cultura drag di parodia e problematizzazione dei generi sessuali s’inscrive all’interno di ciò che Elizabeth Freeman definisce «erotostoriografia», ovvero «una cronopolitica anomala» che facilita «l’attrito di corpi morti con quelli vivi, di costrutti obsoleti con quelli emergenti»: il drag, infatti, si mostra come un fenomeno ibrido dal punto di vista temporale, prendendo forma a partire dalla dissoluzione dei confini tra morte e vita, passato e presente. Con la premessa di intessere il discorso fuori da una temporalità teleologica e lineare, in un crocevia tra storiografia queer e spettrale, la presente tesi intende tracciare i cortocircuiti radicali della cultura drag, sovraesposta e, al contempo, invisibilizzata, attraverso la metafora concettuale della seduta spiritica, intesa come forma protoeprecinematorgrafica. La séance, ricondotta ad un più vasto contesto mediale e performativo attraverso gli studi media-archeologici di Thomas Elsaesser e Francesco Casetti, s’inscrive in una ragnatela di connessioni con la performatività drag: innanzitutto, il drag performer viene elaborato dall’audience come ente di un cosmo controilluminista in cui coesistono erotismo, morte, infanzia, dunque ciò che è spettrale e mai del tutto concettualizzabile. La centralità di un elemento sfuggente e in costante trasformazione come la sessualità, la reazione spettatoriale viscerale che dissolve le distanze tra oggetto e soggetto performativo e la costruzione di uno spazio artistico teso alla fortificazione dell’illusione sono alcuni dei punti di contatto tra drag performance e seduta spiritica che la tesi intende far emergere.

Drag Séance: cortocircuiti medianici ed ecosistemi mediali della cultura drag

SANTAMARIA, ELEONORA
2026

Abstract

La cultura drag di parodia e problematizzazione dei generi sessuali s’inscrive all’interno di ciò che Elizabeth Freeman definisce «erotostoriografia», ovvero «una cronopolitica anomala» che facilita «l’attrito di corpi morti con quelli vivi, di costrutti obsoleti con quelli emergenti»: il drag, infatti, si mostra come un fenomeno ibrido dal punto di vista temporale, prendendo forma a partire dalla dissoluzione dei confini tra morte e vita, passato e presente. Con la premessa di intessere il discorso fuori da una temporalità teleologica e lineare, in un crocevia tra storiografia queer e spettrale, la presente tesi intende tracciare i cortocircuiti radicali della cultura drag, sovraesposta e, al contempo, invisibilizzata, attraverso la metafora concettuale della seduta spiritica, intesa come forma protoeprecinematorgrafica. La séance, ricondotta ad un più vasto contesto mediale e performativo attraverso gli studi media-archeologici di Thomas Elsaesser e Francesco Casetti, s’inscrive in una ragnatela di connessioni con la performatività drag: innanzitutto, il drag performer viene elaborato dall’audience come ente di un cosmo controilluminista in cui coesistono erotismo, morte, infanzia, dunque ciò che è spettrale e mai del tutto concettualizzabile. La centralità di un elemento sfuggente e in costante trasformazione come la sessualità, la reazione spettatoriale viscerale che dissolve le distanze tra oggetto e soggetto performativo e la costruzione di uno spazio artistico teso alla fortificazione dell’illusione sono alcuni dei punti di contatto tra drag performance e seduta spiritica che la tesi intende far emergere.
5-feb-2026
Italiano
SBARDELLA, LIVIO
LINO, MIRKO
FUSILLO, MASSIMO
Università degli Studi dell'Aquila
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/357612
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVAQ-357612