La tesi affronta il ruolo che immagini, oggetti e pratiche rituali ricoprivano nell’esperienza devozionale dei fedeli nei Paesi Bassi durante il XIV e il XV secolo. In particolare, il lavoro esamina come le opere d’arte coinvolgessero i sensi di fruitori appartenenti a diverse categorie sociali e di genere, agendo da componenti integrali di pratiche devozionali codificate, interattive, multimediali e multimodali. A tal fine, l’analisi prende in esame un ampio spettro di oggetti artistici — tra cui reliquiari, pale d’altare, manoscritti, sculture e oggetti devozionali d’uso quotidiano. La metodologia multidisciplinare applicata a questo corpus eterogeneo si fonda principalmente su teorie e concetti di recente elaborati nei campi dei visual and material culture studies, dei sensory studies, dei cognitive studies e della history of emotions. Questo impianto teorico è presentato nel primo capitolo insieme allo stato dell’arte entro cui la ricerca si inserisce. La ricostruzione della complessa spiritualità tardo medievale dei Paesi Bassi, condotta attraverso lo studio dell’arte sacra, si sviluppa lungo l’asse tematico della distinzione tra esperienze devozionali collettive e individuali. La prima sezione affronta le pratiche comunitarie, esaminando il ruolo dei manufatti nei riti pubblici, quali processioni e celebrazioni liturgiche. La seconda sezione si concentra sulla sfera privata, analizzando tre libri di preghiera altamente personalizzati posseduti da credenti di diverso ceto sociale, un’immagine, molto diffusa nella regione in esame, raffigurante la miseria di Cristo e un singolare pendente apribile a forma di sarcofago. L’ultima sezione esplora casi liminali situati sulla soglia tra devozione pubblica e privata, analizzando la funzione di due capolavori della pittura fiamminga: il Polittico dell’Agnello mistico dei fratelli Van Eyck e il Trittico del Santissimo Sacramento di Dieric Bouts. Entrambe le opere, originariamente collocate in cappelle private all’interno di edifici ecclesiastici, furono concepite per dialogare con la liturgia eucaristica, amplificando così l’esperienza spirituale dei fruitori.

Oggetti e immagini per la devozione nelle Fiandre e nei Paesi Bassi: esperienza, fruizione e percezione (XIV–XV secolo)

FRIGHETTO, VITTORIO
2026

Abstract

La tesi affronta il ruolo che immagini, oggetti e pratiche rituali ricoprivano nell’esperienza devozionale dei fedeli nei Paesi Bassi durante il XIV e il XV secolo. In particolare, il lavoro esamina come le opere d’arte coinvolgessero i sensi di fruitori appartenenti a diverse categorie sociali e di genere, agendo da componenti integrali di pratiche devozionali codificate, interattive, multimediali e multimodali. A tal fine, l’analisi prende in esame un ampio spettro di oggetti artistici — tra cui reliquiari, pale d’altare, manoscritti, sculture e oggetti devozionali d’uso quotidiano. La metodologia multidisciplinare applicata a questo corpus eterogeneo si fonda principalmente su teorie e concetti di recente elaborati nei campi dei visual and material culture studies, dei sensory studies, dei cognitive studies e della history of emotions. Questo impianto teorico è presentato nel primo capitolo insieme allo stato dell’arte entro cui la ricerca si inserisce. La ricostruzione della complessa spiritualità tardo medievale dei Paesi Bassi, condotta attraverso lo studio dell’arte sacra, si sviluppa lungo l’asse tematico della distinzione tra esperienze devozionali collettive e individuali. La prima sezione affronta le pratiche comunitarie, esaminando il ruolo dei manufatti nei riti pubblici, quali processioni e celebrazioni liturgiche. La seconda sezione si concentra sulla sfera privata, analizzando tre libri di preghiera altamente personalizzati posseduti da credenti di diverso ceto sociale, un’immagine, molto diffusa nella regione in esame, raffigurante la miseria di Cristo e un singolare pendente apribile a forma di sarcofago. L’ultima sezione esplora casi liminali situati sulla soglia tra devozione pubblica e privata, analizzando la funzione di due capolavori della pittura fiamminga: il Polittico dell’Agnello mistico dei fratelli Van Eyck e il Trittico del Santissimo Sacramento di Dieric Bouts. Entrambe le opere, originariamente collocate in cappelle private all’interno di edifici ecclesiastici, furono concepite per dialogare con la liturgia eucaristica, amplificando così l’esperienza spirituale dei fruitori.
2-feb-2026
Italiano
MURAT, ZULEIKA
Università degli studi di Padova
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Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-358000