This thesis analyses basso continuo accompaniment practices in the 18th century, focusing primarily on Venice. The work draws on recent studies on partimento, which have highlighted its pedagogical role, but notes that such research has concentrated mainly on the Neapolitan context, leaving other environments marginalised. The research aims to fill this gap by examining Venetian printed and manuscript teaching sources, which are discussed in chapters II, III and IV. The investigation highlights the processes of constructing basic harmonic cognition and the continuities between different teaching instruments. Methodologically, the historical-philological study is complemented by contributions from cognitive science and performance analysis. The thesis argues that harmonic-musical cognition derives from cycles of bodily situated action and perception: without action there is no cognition, and the interpretation of sources must take into account actual bodily experience. Chapter V examines accompaniment as a performative activity, overcoming the composition/improvisation dichotomy and taking up Gasparini's idea of “accompanying as composing on the spot”. Chapter VI summarises the results and defines basso continuo as the musical culture of a world. Finally, the research opens up possible future developments on a historical and performative level.

La tesi analizza le pratiche di accompagnamento su basso continuo nel Settecento, assumendo Venezia come principale ambito di studio. Il lavoro prende avvio dai recenti studi sul partimento, che ne hanno mostrato il ruolo pedagogico, ma osserva come tali ricerche si siano concentrate soprattutto sul contesto napoletano, lasciando marginali altri ambienti. La ricerca mira a colmare questa lacuna attraverso l’esame di fonti didattiche veneziane a stampa e manoscritte, affrontate nei capitoli II, III e IV. L’indagine evidenzia i processi di costruzione della cognizione armonica di base e le continuità tra diversi strumenti didattici. Sul piano metodologico, allo studio storico-filologico si affiancano contributi delle scienze cognitive e analisi performative. La tesi sostiene che la cognizione armonico-musicale derivi da cicli di azione e percezione corporeamente situati: senza azione non vi è cognizione, e l’interpretazione delle fonti deve considerare l’esperienza corporea attuale. Il capitolo V esamina l’accompagnamento come attività performativa, superando la dicotomia composizione/improvvisazione e riprendendo l’idea di Gasparini dell’“accompagnare come comporre all’improvviso”. Il capitolo VI sintetizza i risultati e definisce il basso continuo come cultura musicale di un mondo. La ricerca apre infine a possibili sviluppi futuri sul piano storico e performativo.

Comporre all'improvviso. Pratiche di accompagnamento nella Venezia del Settecento

PIVETTA, ELIA
2026

Abstract

This thesis analyses basso continuo accompaniment practices in the 18th century, focusing primarily on Venice. The work draws on recent studies on partimento, which have highlighted its pedagogical role, but notes that such research has concentrated mainly on the Neapolitan context, leaving other environments marginalised. The research aims to fill this gap by examining Venetian printed and manuscript teaching sources, which are discussed in chapters II, III and IV. The investigation highlights the processes of constructing basic harmonic cognition and the continuities between different teaching instruments. Methodologically, the historical-philological study is complemented by contributions from cognitive science and performance analysis. The thesis argues that harmonic-musical cognition derives from cycles of bodily situated action and perception: without action there is no cognition, and the interpretation of sources must take into account actual bodily experience. Chapter V examines accompaniment as a performative activity, overcoming the composition/improvisation dichotomy and taking up Gasparini's idea of “accompanying as composing on the spot”. Chapter VI summarises the results and defines basso continuo as the musical culture of a world. Finally, the research opens up possible future developments on a historical and performative level.
23-feb-2026
Italiano
La tesi analizza le pratiche di accompagnamento su basso continuo nel Settecento, assumendo Venezia come principale ambito di studio. Il lavoro prende avvio dai recenti studi sul partimento, che ne hanno mostrato il ruolo pedagogico, ma osserva come tali ricerche si siano concentrate soprattutto sul contesto napoletano, lasciando marginali altri ambienti. La ricerca mira a colmare questa lacuna attraverso l’esame di fonti didattiche veneziane a stampa e manoscritte, affrontate nei capitoli II, III e IV. L’indagine evidenzia i processi di costruzione della cognizione armonica di base e le continuità tra diversi strumenti didattici. Sul piano metodologico, allo studio storico-filologico si affiancano contributi delle scienze cognitive e analisi performative. La tesi sostiene che la cognizione armonico-musicale derivi da cicli di azione e percezione corporeamente situati: senza azione non vi è cognizione, e l’interpretazione delle fonti deve considerare l’esperienza corporea attuale. Il capitolo V esamina l’accompagnamento come attività performativa, superando la dicotomia composizione/improvvisazione e riprendendo l’idea di Gasparini dell’“accompagnare come comporre all’improvviso”. Il capitolo VI sintetizza i risultati e definisce il basso continuo come cultura musicale di un mondo. La ricerca apre infine a possibili sviluppi futuri sul piano storico e performativo.
GUIDO, MASSIMILIANO
Università degli studi di Pavia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/358493
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPV-358493