L'introduzione della valutazione dei docenti nella scuola italiana, ad opera dalla L. 107/2015, ha obbligato insegnanti e dirigenti a confrontarsi con processi inediti, potenzialmente forieri di miglioramento e riflessione sulle proprie pratiche ma vissuti invece spesso come problematici. Ha dato inoltre all'utenza - genitori e studenti - la possibilità di partecipare attivamente ai processi valutativi, invitando una rappresentanza di ciascuna componente ad entrare nel comitato di valutazione del proprio istituto. Si è trattato di un'innovazione notevole, nella quale le difficoltà emerse fin dall'approvazione della legge - opposizione di molti docenti, insicurezza nella gestione da parte dei dirigenti, scarsità di competenze specifiche, mancanza di linee guida - sono state solo parzialmente risolte negli anni successivi. La ricerca azione qui presentata, condotta in sei istituti della provincia di Padova, ha voluto contribuire alla definizione di un modello per la valutazione dei docenti che sostenesse le scuole nell'applicazione della legge, arricchendola con un percorso di sviluppo professionale e con la partecipazione effettiva di tutte le componenti coinvolte. La ricerca ha richiesto la collaborazione attiva dei dirigenti scolastici degli istituti partecipanti, chiamati a definire con il gruppo di ricerca finalità, tempi e metodi di indagine al fine di costruire insieme degli strumenti utili e il più possibile completi ma anche sufficientemente snelli nella forma e sostenibili dal punto di vista dell'impegno richiesto per la loro implementazione e diffusione. Alla somministrazione iniziale di questionari volti a stimolare la riflessione su alcuni aspetti relativi alla valutazione, destinati a docenti e comitati di valutazione, è seguito lo svolgimento di una serie di focus group con insegnanti, genitori e studenti, per raccogliere opinioni e aspettative su quello che può essere considerato un "buon insegnante". L'analisi dei focus group, condivisa con i dirigenti e con i docenti, ha evidenziato come l'apporto degli alunni e degli studenti fosse particolarmente interessante ai fini della valutazione e dello sviluppo professionale degli insegnanti, in quanto il loro punto di vista è quello dei destinatari principali del servizio scolastico e degli attori implicati in prima persona nei processi di apprendimento. Questo interesse, accompagnato dalla scarsa partecipazione dei genitori, ha fatto sì che il gruppo di ricerca e i dirigenti decidessero di proseguire il lavoro focalizzandosi principalmente sulla "voce" degli studenti: a partire dall'analisi dei focus group, sono state quindi individuate le aree che risultavano più rilevanti per gli studenti tra quelle indicate dalla letteratura internazionale come caratterizzanti il profilo del docente. Un confronto tra il modello elaborato dall'Indire - utilizzato in Italia dal 2015 per il bilancio di competenze dei docenti neoassunti e derivato da Perrenoud (2002 [1999]) - e le aree indicate dagli studenti, ha portato ad integrare il modello con gli indicatori mancanti, principalmente riferiti all'ambito relazionale, al rispetto, alla valutazione e all'equità. Sempre a partire dai medesimi dati, sono stati predisposti dei questionari - per la scuola primaria e secondaria - per rilevare il punto di vista degli studenti sui propri insegnanti. Tre istituti hanno già utilizzato il questionario per valutare i docenti in servizio, un quarto lo farà nel corso dell'a.s. 2018/19. La ricerca ha portato ad evidenziare non solo come il punto di vista degli studenti sia essenziale per avere un feedback di ciò che accade in classe - dato già ampiamente confermato dalla ricerca - ma soprattutto quanto questo punto di vista sia accurato, quanto esso possa essere efficace nello spingere a un "decentramento" del docente e quanto esso sia rilevante anche per il dirigente scolastico e per l'insegnante stesso nel momento in cui confluisce in una valutazione più ampia, finalizzata allo sviluppo professionale.

La mia maestra è da 10 e lode! Una ricerca azione sulla valutazione degli insegnanti con il contributo degli studenti

MINELLE CRISTINA

Abstract

L'introduzione della valutazione dei docenti nella scuola italiana, ad opera dalla L. 107/2015, ha obbligato insegnanti e dirigenti a confrontarsi con processi inediti, potenzialmente forieri di miglioramento e riflessione sulle proprie pratiche ma vissuti invece spesso come problematici. Ha dato inoltre all'utenza - genitori e studenti - la possibilità di partecipare attivamente ai processi valutativi, invitando una rappresentanza di ciascuna componente ad entrare nel comitato di valutazione del proprio istituto. Si è trattato di un'innovazione notevole, nella quale le difficoltà emerse fin dall'approvazione della legge - opposizione di molti docenti, insicurezza nella gestione da parte dei dirigenti, scarsità di competenze specifiche, mancanza di linee guida - sono state solo parzialmente risolte negli anni successivi. La ricerca azione qui presentata, condotta in sei istituti della provincia di Padova, ha voluto contribuire alla definizione di un modello per la valutazione dei docenti che sostenesse le scuole nell'applicazione della legge, arricchendola con un percorso di sviluppo professionale e con la partecipazione effettiva di tutte le componenti coinvolte. La ricerca ha richiesto la collaborazione attiva dei dirigenti scolastici degli istituti partecipanti, chiamati a definire con il gruppo di ricerca finalità, tempi e metodi di indagine al fine di costruire insieme degli strumenti utili e il più possibile completi ma anche sufficientemente snelli nella forma e sostenibili dal punto di vista dell'impegno richiesto per la loro implementazione e diffusione. Alla somministrazione iniziale di questionari volti a stimolare la riflessione su alcuni aspetti relativi alla valutazione, destinati a docenti e comitati di valutazione, è seguito lo svolgimento di una serie di focus group con insegnanti, genitori e studenti, per raccogliere opinioni e aspettative su quello che può essere considerato un "buon insegnante". L'analisi dei focus group, condivisa con i dirigenti e con i docenti, ha evidenziato come l'apporto degli alunni e degli studenti fosse particolarmente interessante ai fini della valutazione e dello sviluppo professionale degli insegnanti, in quanto il loro punto di vista è quello dei destinatari principali del servizio scolastico e degli attori implicati in prima persona nei processi di apprendimento. Questo interesse, accompagnato dalla scarsa partecipazione dei genitori, ha fatto sì che il gruppo di ricerca e i dirigenti decidessero di proseguire il lavoro focalizzandosi principalmente sulla "voce" degli studenti: a partire dall'analisi dei focus group, sono state quindi individuate le aree che risultavano più rilevanti per gli studenti tra quelle indicate dalla letteratura internazionale come caratterizzanti il profilo del docente. Un confronto tra il modello elaborato dall'Indire - utilizzato in Italia dal 2015 per il bilancio di competenze dei docenti neoassunti e derivato da Perrenoud (2002 [1999]) - e le aree indicate dagli studenti, ha portato ad integrare il modello con gli indicatori mancanti, principalmente riferiti all'ambito relazionale, al rispetto, alla valutazione e all'equità. Sempre a partire dai medesimi dati, sono stati predisposti dei questionari - per la scuola primaria e secondaria - per rilevare il punto di vista degli studenti sui propri insegnanti. Tre istituti hanno già utilizzato il questionario per valutare i docenti in servizio, un quarto lo farà nel corso dell'a.s. 2018/19. La ricerca ha portato ad evidenziare non solo come il punto di vista degli studenti sia essenziale per avere un feedback di ciò che accade in classe - dato già ampiamente confermato dalla ricerca - ma soprattutto quanto questo punto di vista sia accurato, quanto esso possa essere efficace nello spingere a un "decentramento" del docente e quanto esso sia rilevante anche per il dirigente scolastico e per l'insegnante stesso nel momento in cui confluisce in una valutazione più ampia, finalizzata allo sviluppo professionale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/359268
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIPD-359268