La ricerca vuole dimostrare che lo spazio quid nominato Edificio-Paesaggio pubblico, può avere la capacità di evidenziare il potere sostanziale dell’architettura rispetto al benessere fisico, mentale, emotivo e sociale di coloro che si trovano ad abitarlo. L’architettura può essere paradigma di promozione per un sano vivere, in grado di prevenire disagi, malesseri e persino malattie indotte, come quelle mentali dilaganti oggi nella nostra società contemporanea, derivanti soprattutto dalla percezione collettiva di isolamento urbano. Lo spazio della relazione, quello pubblico, è lo spazio di queste possibilità. Qui l’architettura può essere il catalizzatore di atmosfere che accolgono, e la progettazione può divenire “attrattore di comportamenti virtuosi”. L’architettura diventa il luogo in cui è possibile costruire comunità, spazi di relazione che prevengano la solitudine, nei quali una funzione innesta la promozione di altre, facilitando l’incontro, la condivisione, l’abitare collettivo. Luoghi nei quali l’uno si senta accolto emotivamente conquistando così l’aggettivo di affettivi”; luoghi simbolici nei quali “tutti” si riconoscano culturalmente. L’Edificio-Paesaggio pubblico è il risultato della tesi in quanto luogo che permette, ed è esso stesso, l’estetizzazione fenomenologica dell’evento collettivo dell’abitare condiviso.

Etica dell’architettura contemporanea. Lo spazio pubblico come luogo di resistenza

TOMMASOLI, LAVINIA
2026

Abstract

La ricerca vuole dimostrare che lo spazio quid nominato Edificio-Paesaggio pubblico, può avere la capacità di evidenziare il potere sostanziale dell’architettura rispetto al benessere fisico, mentale, emotivo e sociale di coloro che si trovano ad abitarlo. L’architettura può essere paradigma di promozione per un sano vivere, in grado di prevenire disagi, malesseri e persino malattie indotte, come quelle mentali dilaganti oggi nella nostra società contemporanea, derivanti soprattutto dalla percezione collettiva di isolamento urbano. Lo spazio della relazione, quello pubblico, è lo spazio di queste possibilità. Qui l’architettura può essere il catalizzatore di atmosfere che accolgono, e la progettazione può divenire “attrattore di comportamenti virtuosi”. L’architettura diventa il luogo in cui è possibile costruire comunità, spazi di relazione che prevengano la solitudine, nei quali una funzione innesta la promozione di altre, facilitando l’incontro, la condivisione, l’abitare collettivo. Luoghi nei quali l’uno si senta accolto emotivamente conquistando così l’aggettivo di affettivi”; luoghi simbolici nei quali “tutti” si riconoscano culturalmente. L’Edificio-Paesaggio pubblico è il risultato della tesi in quanto luogo che permette, ed è esso stesso, l’estetizzazione fenomenologica dell’evento collettivo dell’abitare condiviso.
24-feb-2026
Italiano
ARGENTI, Maria
GIOFRE', Francesca
CELLAMARE, Carlo
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
507
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/360693
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-360693