Analizzare l’opera di Ursula K. Le Guin significa inevitabilmente confrontarsi con una scrittura che ha costantemente attraversato e, al tempo stesso, messo in discussione le categorie disciplinari entro cui è stata tradizionalmente inscritta. Se, da un lato, Le Guin è stata ed è ancora etichettata come autrice di narrativa fantastica o di fantascienza, dall’altro è ormai evidente che la sua produzione non può essere circoscritta a un genere specifico né ridotta a un fenomeno marginale rispetto alla letteratura cosiddetta “alta”. I suoi romanzi, i racconti e i saggi hanno infatti assunto la funzione di luoghi di pensiero: si intende per “luoghi di pensiero” degli ambienti narrativi in cui lo spazio-tempo del racconto è costruito per implicare un’idea: non solo scenari o sfondi, ma dispositivi che organizzano pratiche, relazioni e punti di vista, trasformando chi legge in pensatore. Sono testi in cui l’immaginazione letteraria diventa laboratorio critico, capace di rielaborare nodi teorici, politici ed esistenziali che attraversano la contemporaneità. Le Guin non scrive soltanto storie ambientate in mondi lontani o in universi possibili: i suoi testi mettono in atto esperimenti, costruiscono figure e genealogie che diventano dispositivi attraverso i quali interrogare le forme della convivenza, i rapporti di genere e di potere, le relazioni con l’alterità non umana. Questa capacità di unire invenzione letteraria e riflessione critica fa sì che l’opera di Le Guin possa essere considerata un archivio prezioso per esplorare le dinamiche dell’immaginario contemporaneo, e in particolare le modalità attraverso cui la letteratura contribuisce alla produzione di conoscenza e alla trasformazione culturale.
Materiali mitologici nella contemporaneità: Ursula K. Le Guin fra pensiero controcultural-spirituale, ecologico, femminista
PALMIERI DI PIETRO, FEDERICO
2026
Abstract
Analizzare l’opera di Ursula K. Le Guin significa inevitabilmente confrontarsi con una scrittura che ha costantemente attraversato e, al tempo stesso, messo in discussione le categorie disciplinari entro cui è stata tradizionalmente inscritta. Se, da un lato, Le Guin è stata ed è ancora etichettata come autrice di narrativa fantastica o di fantascienza, dall’altro è ormai evidente che la sua produzione non può essere circoscritta a un genere specifico né ridotta a un fenomeno marginale rispetto alla letteratura cosiddetta “alta”. I suoi romanzi, i racconti e i saggi hanno infatti assunto la funzione di luoghi di pensiero: si intende per “luoghi di pensiero” degli ambienti narrativi in cui lo spazio-tempo del racconto è costruito per implicare un’idea: non solo scenari o sfondi, ma dispositivi che organizzano pratiche, relazioni e punti di vista, trasformando chi legge in pensatore. Sono testi in cui l’immaginazione letteraria diventa laboratorio critico, capace di rielaborare nodi teorici, politici ed esistenziali che attraversano la contemporaneità. Le Guin non scrive soltanto storie ambientate in mondi lontani o in universi possibili: i suoi testi mettono in atto esperimenti, costruiscono figure e genealogie che diventano dispositivi attraverso i quali interrogare le forme della convivenza, i rapporti di genere e di potere, le relazioni con l’alterità non umana. Questa capacità di unire invenzione letteraria e riflessione critica fa sì che l’opera di Le Guin possa essere considerata un archivio prezioso per esplorare le dinamiche dell’immaginario contemporaneo, e in particolare le modalità attraverso cui la letteratura contribuisce alla produzione di conoscenza e alla trasformazione culturale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/360707
URN:NBN:IT:UNIROMA1-360707