This work examines the institution of employment contract certification, introduced into the Italian legal system by Legislative Decree No. 276 of 10 September 2003, offering a systematic and forward-looking reinterpretation of its foundations. While grounded in established legal doctrine, the study seeks to revitalise scholarly debate on the certification process by emphasising its experimental nature and its capacity to respond to the evolving dynamics of labour regulation. The analysis rests on the premise that certification has yet to fulfil the political and juridical project originally envisaged for it. Adapting to the profound transformations of labour law and to the changing socio-economic context requires re-examining its conceptual structure and underlying principles. The study therefore explores the identity of certification as a legal institution, aiming to consolidate both its theoretical coherence and its practical function within the broader system of labour governance. By combining statutory, doctrinal and case-law sources, the research reconstructs the normative framework of certification, highlighting the absence of an organic set of general principles that could sustain its full institutional development. The proposed approach seeks to overcome this fragmentation by shifting the focus from a merely procedural mechanism to a substantive, principle-based model capable of defining certification as an autonomous field of labour law scholarship. Special attention is given to the “hybrid” nature of the institution, positioned between consolidated administrative practice and innovation. This duality reflects the inherent tension of a system that continues to oscillate between experimentation and formalisation — a tension that constitutes both a structural limit and a potential driver of evolution. The concluding sections address two complementary perspectives: first, an analysis of the Italian experience and the range of legally authorised certification bodies; second, a comparative and European outlook that explores the feasibility of extending certification beyond national boundaries. In doing so, the study reframes certification not simply as a contractual validation device but as a prospective instrument of legal governance, capable of engaging with contemporary challenges in labour regulation and the normative aspirations of European integration.

L’Opera indaga il fenomeno della certificazione dei contratti di lavoro, introdotto nell’ordinamento italiano dal D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, con l’intento di offrirne una rilettura sistematica e dinamica. Muovendo da premesse dottrinali consolidate, essa propone un percorso di approfondimento volto a valorizzare la funzione sperimentale dello strumento, incoraggiando un rinnovato dibattito scientifico e tecnico sulla sua attualità e sul suo potenziale evolutivo. L’analisi parte dalla convinzione che la certificazione debba ancora compiutamente realizzare quel progetto politico e giuridico originariamente concepito, adattandosi alle trasformazioni del diritto del lavoro e del contesto socio-economico. L’elaborato esplora la struttura identitaria dell’istituto, promuovendo una riflessione sui principi e sulle categorie che ne definiscono l’essenza, nella prospettiva di un suo consolidamento teorico e operativo. Attraverso un approccio integrato tra fonti normative, dottrinali e giurisprudenziali, l’indagine ricostruisce i fondamenti della certificazione, evidenziando la mancanza di un impianto di principi generali che ne abbia accompagnato la piena istituzionalizzazione. L’obiettivo è proporre un modello concettuale idoneo a superare l’attuale frammentarietà, spostando l’attenzione dal piano procedimentale a una dimensione pienamente procedurale, capace di definire la certificazione come materia autonoma della scienza giuslavoristica. Particolare rilievo è attribuito al carattere “ibrido” dell’istituto, che oscilla tra prassi consolidate e tensioni innovative, riflettendo le contraddizioni di un sistema ancora sospeso tra sperimentazione e normatività. Tale ambivalenza costituisce, nel contempo, il limite e la risorsa di una disciplina che continua a cercare un equilibrio tra essere tecnico e dover essere istituzionale. In chiusura, l’elaborato si sofferma su due direttrici di analisi: da un lato, l’esame dell’esperienza certificativa italiana e delle categorie.

UN ISTITUTO, CENTOMILA PERCORSI, NESSUNA DESTINAZIONE. Studi per la costruzione di un modello di attività di certificazione tra principi inespressi e prassi ingombranti. (Proposte per un approccio manualistico alla materia)

DE VIVO, LUIGI
2026

Abstract

This work examines the institution of employment contract certification, introduced into the Italian legal system by Legislative Decree No. 276 of 10 September 2003, offering a systematic and forward-looking reinterpretation of its foundations. While grounded in established legal doctrine, the study seeks to revitalise scholarly debate on the certification process by emphasising its experimental nature and its capacity to respond to the evolving dynamics of labour regulation. The analysis rests on the premise that certification has yet to fulfil the political and juridical project originally envisaged for it. Adapting to the profound transformations of labour law and to the changing socio-economic context requires re-examining its conceptual structure and underlying principles. The study therefore explores the identity of certification as a legal institution, aiming to consolidate both its theoretical coherence and its practical function within the broader system of labour governance. By combining statutory, doctrinal and case-law sources, the research reconstructs the normative framework of certification, highlighting the absence of an organic set of general principles that could sustain its full institutional development. The proposed approach seeks to overcome this fragmentation by shifting the focus from a merely procedural mechanism to a substantive, principle-based model capable of defining certification as an autonomous field of labour law scholarship. Special attention is given to the “hybrid” nature of the institution, positioned between consolidated administrative practice and innovation. This duality reflects the inherent tension of a system that continues to oscillate between experimentation and formalisation — a tension that constitutes both a structural limit and a potential driver of evolution. The concluding sections address two complementary perspectives: first, an analysis of the Italian experience and the range of legally authorised certification bodies; second, a comparative and European outlook that explores the feasibility of extending certification beyond national boundaries. In doing so, the study reframes certification not simply as a contractual validation device but as a prospective instrument of legal governance, capable of engaging with contemporary challenges in labour regulation and the normative aspirations of European integration.
11-mar-2026
Italiano
L’Opera indaga il fenomeno della certificazione dei contratti di lavoro, introdotto nell’ordinamento italiano dal D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, con l’intento di offrirne una rilettura sistematica e dinamica. Muovendo da premesse dottrinali consolidate, essa propone un percorso di approfondimento volto a valorizzare la funzione sperimentale dello strumento, incoraggiando un rinnovato dibattito scientifico e tecnico sulla sua attualità e sul suo potenziale evolutivo. L’analisi parte dalla convinzione che la certificazione debba ancora compiutamente realizzare quel progetto politico e giuridico originariamente concepito, adattandosi alle trasformazioni del diritto del lavoro e del contesto socio-economico. L’elaborato esplora la struttura identitaria dell’istituto, promuovendo una riflessione sui principi e sulle categorie che ne definiscono l’essenza, nella prospettiva di un suo consolidamento teorico e operativo. Attraverso un approccio integrato tra fonti normative, dottrinali e giurisprudenziali, l’indagine ricostruisce i fondamenti della certificazione, evidenziando la mancanza di un impianto di principi generali che ne abbia accompagnato la piena istituzionalizzazione. L’obiettivo è proporre un modello concettuale idoneo a superare l’attuale frammentarietà, spostando l’attenzione dal piano procedimentale a una dimensione pienamente procedurale, capace di definire la certificazione come materia autonoma della scienza giuslavoristica. Particolare rilievo è attribuito al carattere “ibrido” dell’istituto, che oscilla tra prassi consolidate e tensioni innovative, riflettendo le contraddizioni di un sistema ancora sospeso tra sperimentazione e normatività. Tale ambivalenza costituisce, nel contempo, il limite e la risorsa di una disciplina che continua a cercare un equilibrio tra essere tecnico e dover essere istituzionale. In chiusura, l’elaborato si sofferma su due direttrici di analisi: da un lato, l’esame dell’esperienza certificativa italiana e delle categorie.
Certificazione; Diritto del lavoro; Contratti di lavoro; Certif. sostanziale; Innovazione
BASENGHI, Francesco
PELLACANI, Giuseppe
CURZI, Ylenia
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/360793
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-360793