Da tempo viene prospettata una unificazione nosografica dei disturbi che in modo marcato coinvolgono il corpo e che al momento vengono classificati in categorie diverse nei moderni manuali psichiatrici. Connessioni tra diversi disturbi della alimentazione e della nutrizione (come l’anoressia, la bulimia e il disturbo da abbuffate incontrollate) e la dismorfofobia appaiono sempre più evidenti. Lo stesso può dirsi per l’obesità e il dismorfismo muscolare. Accanto a queste patologie che appaiono tutte in qualche modo essere legate alla cultura e diffuse nella nostra società, ci sono poi altre sindromi proprie di luoghi lontani ma ugualmente centrate sul corpo come, ad esempio, il koro, dove l’angoscia riguarda la paura intensa che il pene si ritragga completamente nell’addome fino a causare la morte. Si può pensare a un'unificazione di manifestazioni cosi diverse? Quello che è certo è che qualsiasi stimolo classificatorio dovrebbe essere finalizzato al raggiungimento di un’unità epistemiologica e la ricerca psicopatologica fenomenologica appare come la strada più giusta per raggiungere questo obiettivo. Nell’epoca del neuroimaging, di ChatGPT e delle fidanzate robot pensiamo che occorra ripartire dall‘ascoltare quello che raccontato i pazienti, di come ci parlano del loro malessere e delle nostre reazioni ad esso, perchè se “L'oggettività è stata elevata in medicina come ideale; tuttavia, per fare progressi in questo ambito c'è bisogno di strutturare la soggettività. L'immagine del corpo, come concetto del corpo, fa parte dell'immagine di sé; alla fine l'unico modo per esplorare il sé è studiare la descrizione di sé utilizzando l'empatia come strumento diagnostico.“

Riflettore sull’immagine corporea. Uno studio di ricerca di tratti psicologici comuni nelle patologie psichiche incentrate sul corpo

GIORGINI, Luca
2025

Abstract

Da tempo viene prospettata una unificazione nosografica dei disturbi che in modo marcato coinvolgono il corpo e che al momento vengono classificati in categorie diverse nei moderni manuali psichiatrici. Connessioni tra diversi disturbi della alimentazione e della nutrizione (come l’anoressia, la bulimia e il disturbo da abbuffate incontrollate) e la dismorfofobia appaiono sempre più evidenti. Lo stesso può dirsi per l’obesità e il dismorfismo muscolare. Accanto a queste patologie che appaiono tutte in qualche modo essere legate alla cultura e diffuse nella nostra società, ci sono poi altre sindromi proprie di luoghi lontani ma ugualmente centrate sul corpo come, ad esempio, il koro, dove l’angoscia riguarda la paura intensa che il pene si ritragga completamente nell’addome fino a causare la morte. Si può pensare a un'unificazione di manifestazioni cosi diverse? Quello che è certo è che qualsiasi stimolo classificatorio dovrebbe essere finalizzato al raggiungimento di un’unità epistemiologica e la ricerca psicopatologica fenomenologica appare come la strada più giusta per raggiungere questo obiettivo. Nell’epoca del neuroimaging, di ChatGPT e delle fidanzate robot pensiamo che occorra ripartire dall‘ascoltare quello che raccontato i pazienti, di come ci parlano del loro malessere e delle nostre reazioni ad esso, perchè se “L'oggettività è stata elevata in medicina come ideale; tuttavia, per fare progressi in questo ambito c'è bisogno di strutturare la soggettività. L'immagine del corpo, come concetto del corpo, fa parte dell'immagine di sé; alla fine l'unico modo per esplorare il sé è studiare la descrizione di sé utilizzando l'empatia come strumento diagnostico.“
11-apr-2025
Italiano
PRETI, Antonio
Università degli Studi di Torino
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/360858
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITO-360858