Il lavoro di ricerca ha avuto come obiettivo l’individuazione, ove presente, della competizione funzionale (tempo-aspettuale) tra i Tempi passati dell’Indicativo – Imperfetto, Perfetto Semplice, Perfetto Composto, Piuccheperfetto, Perifrasi stav* + Gerundio – nelle varietà (macro)regionali settentrionale, centrale, meridionale, meridionale estrema e sarda. Dopo l’Introduzione, il primo capitolo della tesi è dedicato a fornire un chiarimento sulla terminologia adottata e le coordinate teoriche essenziali sulle categorie di tempo e aspetto, oltre che a discutere la letteratura sull’Indicativo passato dal latino classico agli italiani regionali, passando per il latino tardo – con la nascita del Perfetto Composto – e i dialetti d’Italia. La letteratura sugli italiani regionali è essenzialmente dedicata all’alternanza dei Perfetti Semplice e Composto, e prende raramente in considerazione altre forme. Il secondo capitolo si apre con un’argomentazione del numero e della natura delle entità riconosciute come italiani (macro)regionali per gli scopi della ricerca; si descrivono poi i criteri diatopici, diastratici, diafasici e diamesici che hanno guidato la selezione delle conversazioni costituenti il corpus di riferimento, e le caratteristiche di quest’ultimo. Il corpus è articolato in cinque sottocorpora – ciascuno rappresentativo di un italiano (macro)regionale – e costituito per la maggior parte da conversazioni selezionate da risorse preesistenti: quella maggiormente sfruttata è il corpus KIParla e, in particolar modo, il suo modulo KIPasti. Inoltre, si descrive lo schema di annotazione adoperato su UAM Corpus Tool: prevede l’attribuzione di un tag identificativo della forma, e successivamente l’attribuzione di tag modali, aspettuali e referenziali (oltre che di tag aggiuntivi, da assegnare facoltativamente) mediante i quali realizzare l’analisi tempo-aspettuale della forma. Il terzo capitolo, dedicato alla discussione dei risultati dell’annotazione, è articolato in paragrafi, ciascuno dedicato a una funzione individuata da un cluster di tag tempo-aspettuali: imperfettivo-deittico; imperfettivo-anaforico; aoristico-deittico; aoristico-anaforico; compiuto-deittico; compiuto-anaforico. In ciascun paragrafo si presenta la frequenza con cui i diversi Tempi hanno ricevuto i medesimi tag nei diversi sottocorpora, per individuare somiglianze e differenze con questi ultimi. Si procede poi con una descrizione qualitativa di singoli esempi di ciascun Tempo interessato. Limitandosi qui a menzionare le funzioni deittiche – le maggiormente rappresentate nel corpus –, in quelle imperfettiva e compiuta i cinque sottocorpora mostrano un ricorso alle forme piuttosto paragonabile, prediligendo Imperfetto e Perifrasi stav* + Gerundio per la prima, e il Perfetto Composto per la seconda. Una competizione diatopicamente determinata tra diversi Tempi è invece registrata per la funzione aoristica deittica, a carico dei Perfetti Semplice e Composto (e, parzialmente, del Piuccheperfetto). Il capitolo di Conclusioni si discutono le affinità negli usi del Perfetto Semplice e del Piuccheperfetto in funzione aoristica deittica (per la quale è comunque nettamente preferito il Perfetto Composto, in tutti i sottocorpora) e la loro distribuzione sostanzialmente complementare. Le due forme sembrano adoperate quando specifici atteggiamenti del parlante (narrativo, rievocativo) determinano la necessità di una lettura aspettuale inequivocabilmente aoristica, soprattutto se in contesto ambiguo. Inoltre, si ipotizza che la funzione aoristica deittica del Piuccheperfetto si sviluppi a partire dalla sua possibilità di impiego debolmente anaforica (discussa nel terzo capitolo) e possa addirittura esserne considerata una manifestazione estrema.

La competizione funzionale tra i Tempi passati nella conversazione informale. Un confronto tra italiani regionali

MOREI, ELEONORA
2026

Abstract

Il lavoro di ricerca ha avuto come obiettivo l’individuazione, ove presente, della competizione funzionale (tempo-aspettuale) tra i Tempi passati dell’Indicativo – Imperfetto, Perfetto Semplice, Perfetto Composto, Piuccheperfetto, Perifrasi stav* + Gerundio – nelle varietà (macro)regionali settentrionale, centrale, meridionale, meridionale estrema e sarda. Dopo l’Introduzione, il primo capitolo della tesi è dedicato a fornire un chiarimento sulla terminologia adottata e le coordinate teoriche essenziali sulle categorie di tempo e aspetto, oltre che a discutere la letteratura sull’Indicativo passato dal latino classico agli italiani regionali, passando per il latino tardo – con la nascita del Perfetto Composto – e i dialetti d’Italia. La letteratura sugli italiani regionali è essenzialmente dedicata all’alternanza dei Perfetti Semplice e Composto, e prende raramente in considerazione altre forme. Il secondo capitolo si apre con un’argomentazione del numero e della natura delle entità riconosciute come italiani (macro)regionali per gli scopi della ricerca; si descrivono poi i criteri diatopici, diastratici, diafasici e diamesici che hanno guidato la selezione delle conversazioni costituenti il corpus di riferimento, e le caratteristiche di quest’ultimo. Il corpus è articolato in cinque sottocorpora – ciascuno rappresentativo di un italiano (macro)regionale – e costituito per la maggior parte da conversazioni selezionate da risorse preesistenti: quella maggiormente sfruttata è il corpus KIParla e, in particolar modo, il suo modulo KIPasti. Inoltre, si descrive lo schema di annotazione adoperato su UAM Corpus Tool: prevede l’attribuzione di un tag identificativo della forma, e successivamente l’attribuzione di tag modali, aspettuali e referenziali (oltre che di tag aggiuntivi, da assegnare facoltativamente) mediante i quali realizzare l’analisi tempo-aspettuale della forma. Il terzo capitolo, dedicato alla discussione dei risultati dell’annotazione, è articolato in paragrafi, ciascuno dedicato a una funzione individuata da un cluster di tag tempo-aspettuali: imperfettivo-deittico; imperfettivo-anaforico; aoristico-deittico; aoristico-anaforico; compiuto-deittico; compiuto-anaforico. In ciascun paragrafo si presenta la frequenza con cui i diversi Tempi hanno ricevuto i medesimi tag nei diversi sottocorpora, per individuare somiglianze e differenze con questi ultimi. Si procede poi con una descrizione qualitativa di singoli esempi di ciascun Tempo interessato. Limitandosi qui a menzionare le funzioni deittiche – le maggiormente rappresentate nel corpus –, in quelle imperfettiva e compiuta i cinque sottocorpora mostrano un ricorso alle forme piuttosto paragonabile, prediligendo Imperfetto e Perifrasi stav* + Gerundio per la prima, e il Perfetto Composto per la seconda. Una competizione diatopicamente determinata tra diversi Tempi è invece registrata per la funzione aoristica deittica, a carico dei Perfetti Semplice e Composto (e, parzialmente, del Piuccheperfetto). Il capitolo di Conclusioni si discutono le affinità negli usi del Perfetto Semplice e del Piuccheperfetto in funzione aoristica deittica (per la quale è comunque nettamente preferito il Perfetto Composto, in tutti i sottocorpora) e la loro distribuzione sostanzialmente complementare. Le due forme sembrano adoperate quando specifici atteggiamenti del parlante (narrativo, rievocativo) determinano la necessità di una lettura aspettuale inequivocabilmente aoristica, soprattutto se in contesto ambiguo. Inoltre, si ipotizza che la funzione aoristica deittica del Piuccheperfetto si sviluppi a partire dalla sua possibilità di impiego debolmente anaforica (discussa nel terzo capitolo) e possa addirittura esserne considerata una manifestazione estrema.
2026
Italiano
Dal Negro, Silvia; Veronesi, Daniela
144
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/360989
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIVR-360989