The political unification of the Italian peninsula made it necessary to establish a national academic framework designed to function as a genuine constitutional instrument: a fundamental pillar in the construction of the State and collective identity, as well as in their legitimation both domestically and internationally. This framework was entrusted with two primary objectives: promoting the advancement of research, and training highly qualified professionals to drive innovation and national development. Within this context, the Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali emerged as the keystone of the post-unification university system. Believing that the renewal of knowledge could catalyse social, economic, and cultural progress, the reorganization of teaching in these institutions was crucial for shaping the intellectual forces tasked with guiding the nation’s modernization. This study seeks to reconstruct the defining features of scientific higher education in Italy from unification to the First World War, examining both the processes through which it was defined within the offices of the Ministry of Public Education and its practical implementation in different faculties. Two main lines of inquiry emerge from this investigation. On the scientific level, curriculum design was characterized by a marked asymmetry between pure and applied disciplines, which durably shaped the work of scientists and produced a distinctive interpretation of the relationship between science, technology and the economy. On the institutional level, the tension between the Ministry and the universities shaped a hierarchical and geographical distribution of Italian scientific faculties, producing distinctive educational trajectories for each institution that reflected attempts to reconcile traditional university polycentrism with the centralizing ambitions introduced by unification.

Il processo di unificazione politica della penisola italiana rese necessario delineare un ordinamento accademico nazionale che fungesse da autentico fattore costituzionale: un pilastro essenziale nella costruzione dello Stato e dell’identità collettiva, nonché nella loro legittimazione sul fronte interno e internazionale. Tale assetto era chiamato a coniugare due obiettivi fondamentali: promuovere l’avanzamento della ricerca e formare professionisti altamente qualificati per l’innovazione e lo sviluppo del Paese. In questo quadro, le Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali costituirono l’asse portante dell’architettura universitaria postunitaria. Nella convinzione che il rinnovamento del sapere potesse tradursi in una rinascita sociale, economica e culturale, la riorganizzazione della didattica in tali istituzioni rappresentò uno strumento cruciale nel plasmare le forze intellettuali chiamate a guidare la modernizzazione del Paese. Il presente studio si propone di ricostruire i tratti fondamentali dell’istruzione superiore scientifica in Italia dall’Unità alla Prima guerra mondiale, analizzando sia le modalità con cui essa fu definita negli uffici del Ministero della pubblica istruzione sia la sua concreta attuazione nelle singole facoltà. Dall’indagine emergono due direttrici principali. Sul piano scientifico, la definizione dei curricula fu segnata da una profonda asimmetria fra dimensione pura e applicativa, che orientò in modo duraturo l’attività degli scienziati e determinò una peculiare interpretazione del nesso fra scienza, tecnica ed economia. Sul piano istituzionale, la tensione fra ministero e atenei contribuì a definire una gerarchia e una geografia delle facoltà scientifiche italiane che, riflettendo i tentativi di conciliazione fra il tradizionale policentrismo universitario e il centralismo inaugurato con l’Unità, diedero luogo a traiettorie didattiche peculiari per ciascuna sede.

La formazione universitaria nelle facoltà scientifiche italiane. Modello unitario e peculiarità locali: 1861 – 1915

VEZZANI, FRANCESCO
2026

Abstract

The political unification of the Italian peninsula made it necessary to establish a national academic framework designed to function as a genuine constitutional instrument: a fundamental pillar in the construction of the State and collective identity, as well as in their legitimation both domestically and internationally. This framework was entrusted with two primary objectives: promoting the advancement of research, and training highly qualified professionals to drive innovation and national development. Within this context, the Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali emerged as the keystone of the post-unification university system. Believing that the renewal of knowledge could catalyse social, economic, and cultural progress, the reorganization of teaching in these institutions was crucial for shaping the intellectual forces tasked with guiding the nation’s modernization. This study seeks to reconstruct the defining features of scientific higher education in Italy from unification to the First World War, examining both the processes through which it was defined within the offices of the Ministry of Public Education and its practical implementation in different faculties. Two main lines of inquiry emerge from this investigation. On the scientific level, curriculum design was characterized by a marked asymmetry between pure and applied disciplines, which durably shaped the work of scientists and produced a distinctive interpretation of the relationship between science, technology and the economy. On the institutional level, the tension between the Ministry and the universities shaped a hierarchical and geographical distribution of Italian scientific faculties, producing distinctive educational trajectories for each institution that reflected attempts to reconcile traditional university polycentrism with the centralizing ambitions introduced by unification.
9-mar-2026
Italiano
Il processo di unificazione politica della penisola italiana rese necessario delineare un ordinamento accademico nazionale che fungesse da autentico fattore costituzionale: un pilastro essenziale nella costruzione dello Stato e dell’identità collettiva, nonché nella loro legittimazione sul fronte interno e internazionale. Tale assetto era chiamato a coniugare due obiettivi fondamentali: promuovere l’avanzamento della ricerca e formare professionisti altamente qualificati per l’innovazione e lo sviluppo del Paese. In questo quadro, le Facoltà di Scienze fisiche, matematiche e naturali costituirono l’asse portante dell’architettura universitaria postunitaria. Nella convinzione che il rinnovamento del sapere potesse tradursi in una rinascita sociale, economica e culturale, la riorganizzazione della didattica in tali istituzioni rappresentò uno strumento cruciale nel plasmare le forze intellettuali chiamate a guidare la modernizzazione del Paese. Il presente studio si propone di ricostruire i tratti fondamentali dell’istruzione superiore scientifica in Italia dall’Unità alla Prima guerra mondiale, analizzando sia le modalità con cui essa fu definita negli uffici del Ministero della pubblica istruzione sia la sua concreta attuazione nelle singole facoltà. Dall’indagine emergono due direttrici principali. Sul piano scientifico, la definizione dei curricula fu segnata da una profonda asimmetria fra dimensione pura e applicativa, che orientò in modo duraturo l’attività degli scienziati e determinò una peculiare interpretazione del nesso fra scienza, tecnica ed economia. Sul piano istituzionale, la tensione fra ministero e atenei contribuì a definire una gerarchia e una geografia delle facoltà scientifiche italiane che, riflettendo i tentativi di conciliazione fra il tradizionale policentrismo universitario e il centralismo inaugurato con l’Unità, diedero luogo a traiettorie didattiche peculiari per ciascuna sede.
Università; Didattica; Facoltà di Scienze; Laboratorio; Piani di studio
ROMANO ANTONELLA
ZANNINI, ANDREA
Università degli Studi di Trieste
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/361622
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNITS-361622