La ricerca affronta il tema della documentazione degli interventi sulle superfici dell’architettura storica come attività di conoscenza indispensabile ai fini della tutela. Le superfici costituiscono la componente più esposta e vulnerabile del patrimonio costruito, ma anche quella la cui memoria risulta spesso offuscata, in particolare nel caso degli edifici privati e degli interventi che interessano il cosiddetto patrimonio “minore”. In questo ambito, la distinzione tra manutenzione e restauro si fa ambigua, e la mancanza di protocolli operativi chiari rende complessa la ricostruzione delle trasformazioni nel tempo. La ricerca tiene conto della transizione digitale e della progressiva introduzione delle tecnologie ICT, GIS e BIM nella conservazione, riconoscendo nel digitale non soltanto uno strumento di rappresentazione, ma una condizione necessaria per la continuità della cura e la conservazione della memoria. L’obiettivo è proporre un modello di documentazione degli interventi sulle superfici che consenta di raccogliere, strutturare e trasmettere le informazioni emerse dal cantiere, riconoscendo in esso un luogo di conoscenza insostituibile. Esito di questo percorso è la Scheda Cantiere, un protocollo operativo digitale articolato in sei sezioni, concepito per registrare e gestire i dati dell’intervento sulle superfici mediante l’utilizzo di vocabolari controllati. La sperimentazione condotta in cinque diversi cantieri-studio ha consentito di verificarne l’efficacia come strumento per la gestione informata, la valorizzazione e la conservazione della memoria storica del cantiere.

Digitalizzazione per la documentazione delle superfici dell'architettura storica. Potenzialità e definizione della Scheda Cantiere

CIAFFONI, VALENTINA
2026

Abstract

La ricerca affronta il tema della documentazione degli interventi sulle superfici dell’architettura storica come attività di conoscenza indispensabile ai fini della tutela. Le superfici costituiscono la componente più esposta e vulnerabile del patrimonio costruito, ma anche quella la cui memoria risulta spesso offuscata, in particolare nel caso degli edifici privati e degli interventi che interessano il cosiddetto patrimonio “minore”. In questo ambito, la distinzione tra manutenzione e restauro si fa ambigua, e la mancanza di protocolli operativi chiari rende complessa la ricostruzione delle trasformazioni nel tempo. La ricerca tiene conto della transizione digitale e della progressiva introduzione delle tecnologie ICT, GIS e BIM nella conservazione, riconoscendo nel digitale non soltanto uno strumento di rappresentazione, ma una condizione necessaria per la continuità della cura e la conservazione della memoria. L’obiettivo è proporre un modello di documentazione degli interventi sulle superfici che consenta di raccogliere, strutturare e trasmettere le informazioni emerse dal cantiere, riconoscendo in esso un luogo di conoscenza insostituibile. Esito di questo percorso è la Scheda Cantiere, un protocollo operativo digitale articolato in sei sezioni, concepito per registrare e gestire i dati dell’intervento sulle superfici mediante l’utilizzo di vocabolari controllati. La sperimentazione condotta in cinque diversi cantieri-studio ha consentito di verificarne l’efficacia come strumento per la gestione informata, la valorizzazione e la conservazione della memoria storica del cantiere.
12-feb-2026
Italiano
SALVO, Simona Maria Carmela
CAPERNA, Maurizio
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
650
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi_dottorato_Ciaffoni.pdf

accesso aperto

Licenza: Creative Commons
Dimensione 71.42 MB
Formato Adobe PDF
71.42 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/361728
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIROMA1-361728