La tesi di dottorato analizza il limes romano nel settore africano, con particolare attenzione al limes numidico (Algeria), attraverso l’integrazione di dati cartografici e archeologici editi e inediti. Partendo da un inquadramento generale sulle frontiere romane, che spesso coincidono con barriere naturali come fiumi e deserti, il lavoro esamina il contesto africano, approfondendone gli aspetti geografici, storici, sociali ed economici. Utilizzando fonti storiche quali l’Atlas archéologique de l’Algérie di Gsell (1911), le indagini aeree di Baradez (Fossatum Africae, 1949), materiali inediti d’archivio e strumenti moderni come foto satellitari CORONA, Google Earth e QGIS, la ricerca mira a localizzare con precisione i siti archeologici limitanei, verificandoli sul terreno ove possibile. Suddivisa in quattro settori principali (limes thubunensis, aree esterne al limes thubunensis, limes gemellensis e limes badensis+montensis), l’analisi copre oltre 400 km di frontiera, identificando forti, fossati, torri e insediamenti da Thubunae a Chebika. Le proposte di tutela e valorizzazione, distribuite nei capitoli monografici, evidenziano la densità delle evidenze materiali. La ricerca nel suo complesso intende porre le basi le basi per la realizzazione di un atlante aggiornato delle aree limitanee, che sia anche uno strumento operativo. Le conclusioni sottolineano la varietà e ricchezza del paesaggio archeologico delle frontiere algerine, nonché l'assenza di indagini, sollecitando l’urgenza di un impegno condiviso tra Europa e Algeria per indagare e preservare questo patrimonio, promuovendo turismo culturale e sensibilizzazione locale.
Il limes romano in Algeria: analisi dei dati cartografici e archeologici, editi e inediti, proposte di tutela e valorizzazione.
MELERI, ANDREA
2026
Abstract
La tesi di dottorato analizza il limes romano nel settore africano, con particolare attenzione al limes numidico (Algeria), attraverso l’integrazione di dati cartografici e archeologici editi e inediti. Partendo da un inquadramento generale sulle frontiere romane, che spesso coincidono con barriere naturali come fiumi e deserti, il lavoro esamina il contesto africano, approfondendone gli aspetti geografici, storici, sociali ed economici. Utilizzando fonti storiche quali l’Atlas archéologique de l’Algérie di Gsell (1911), le indagini aeree di Baradez (Fossatum Africae, 1949), materiali inediti d’archivio e strumenti moderni come foto satellitari CORONA, Google Earth e QGIS, la ricerca mira a localizzare con precisione i siti archeologici limitanei, verificandoli sul terreno ove possibile. Suddivisa in quattro settori principali (limes thubunensis, aree esterne al limes thubunensis, limes gemellensis e limes badensis+montensis), l’analisi copre oltre 400 km di frontiera, identificando forti, fossati, torri e insediamenti da Thubunae a Chebika. Le proposte di tutela e valorizzazione, distribuite nei capitoli monografici, evidenziano la densità delle evidenze materiali. La ricerca nel suo complesso intende porre le basi le basi per la realizzazione di un atlante aggiornato delle aree limitanee, che sia anche uno strumento operativo. Le conclusioni sottolineano la varietà e ricchezza del paesaggio archeologico delle frontiere algerine, nonché l'assenza di indagini, sollecitando l’urgenza di un impegno condiviso tra Europa e Algeria per indagare e preservare questo patrimonio, promuovendo turismo culturale e sensibilizzazione locale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/362207
URN:NBN:IT:UNIPD-362207