Il presente lavoro di tesi si colloca allinterno del dibattito storiografico relativo al manoscrittoVII C 52 della Biblioteca Nazionale di Napoli: si tratta di un codice unico e autografo del maestroagostiniano Giacomo da Viterbo, che conserva unopera conosciuta come Abbreviatio in ISententiarum Aegidii Romani. Lopera sarebbe stata composta tra il 1283 ed il 1285, al tempo in cuiera lettore semplice presso uno dei conventi agostiniani della provincia romana (ipotesi Ypma),oppure tra il 1300 ed il 1302, quando era lettore principale dello studio generale dellOrdine a Napoli(ipotesi Gutirrez-Giustiniani). Ad essere problematica non solo la datazione dellopera, ma ancheil suo contenuto: il titolo di Abbreviatio, infatti, stato apposto al manoscritto da una manosuccessiva; lopera, inoltre, non presenta i caratteri formali propri delle forme abbreviate di uncommento delle Sententiae. La ricerca, condotta direttamente sul manoscritto, ha consentitolidentificazione dellopera contenuta nel manoscritto napoletano con gli appunti di cui Giacomo si servito per tenere la propria Lectura super primum Sententiarum a Parigi, nellanno accademico1287-1288. Un tale risultato (capitolo 1), congiuntamente alla trascrizione (in appendice) e allanalisidottrinale delle distinzioni 35-48 sugli attributi divini di scienza, potenza e volont (capitoli 2-4),getta nuova luce sia sulla formazione e sulla prima attivit didattica di Giacomo, sia sulla prima fasedi organizzazione dello studio degli Agostiniani a Parigi, in un tempo in cui lOrdine non disponevaancora di uno studio generale autonomo nella citt. La massiccia presenza di testi di TommasodAquino e la generale preferenza per le sue dottrine confermano il valore accordato dalla nascentescuola eremitana allautorit dellAngelico, grazie anzitutto alla mediazione di Egidio, primo maestroe dottore di riferimento dellOrdine; al tempo stesso, esse orientano a collocare la formazione diGiacomo allinterno di un studio domenicano o, quantomeno, di un milieu assai prossimo a quellodomenicano, piuttosto che presso Enrico di Gand. Lincidenza di Tommaso sulla riflessione delgiovane Giacomo richiede che ci si accosti a tutta la successiva produzione del Viterbese prestando una maggiore attenzione al suo retroterra tommasiano: in tal senso, occorre superare lidea di unaprogressiva conversione intellettuale di Giacomo da posizioni filo-egidiane a posizioni filotommasiane. Al tempo stesso, il modo in cui Giacomo si serve di materiali tommasiani allinternodella Lectura rivela una particolare attenzione al sottofondo neoplatonico e dionisiano presente nellariflessione dellAngelico: in forza di ci, lo slittamento dottrinale del Viterbese verso posizioniclassificabili come pi propriamente agostiniane nelle opere della maturit non si presenta con itratti della rottura rispetto alle posizioni giovanili, delle quali rappresenta, piuttosto, il naturalesviluppo. [a cura dell'Autore]

Scientia, potentia e voluntas Dei nella Lectura super primum Sententiarum di Giacomo da Viterbo

TAVOLARO, GIANPIERO
2016

Abstract

Il presente lavoro di tesi si colloca allinterno del dibattito storiografico relativo al manoscrittoVII C 52 della Biblioteca Nazionale di Napoli: si tratta di un codice unico e autografo del maestroagostiniano Giacomo da Viterbo, che conserva unopera conosciuta come Abbreviatio in ISententiarum Aegidii Romani. Lopera sarebbe stata composta tra il 1283 ed il 1285, al tempo in cuiera lettore semplice presso uno dei conventi agostiniani della provincia romana (ipotesi Ypma),oppure tra il 1300 ed il 1302, quando era lettore principale dello studio generale dellOrdine a Napoli(ipotesi Gutirrez-Giustiniani). Ad essere problematica non solo la datazione dellopera, ma ancheil suo contenuto: il titolo di Abbreviatio, infatti, stato apposto al manoscritto da una manosuccessiva; lopera, inoltre, non presenta i caratteri formali propri delle forme abbreviate di uncommento delle Sententiae. La ricerca, condotta direttamente sul manoscritto, ha consentitolidentificazione dellopera contenuta nel manoscritto napoletano con gli appunti di cui Giacomo si servito per tenere la propria Lectura super primum Sententiarum a Parigi, nellanno accademico1287-1288. Un tale risultato (capitolo 1), congiuntamente alla trascrizione (in appendice) e allanalisidottrinale delle distinzioni 35-48 sugli attributi divini di scienza, potenza e volont (capitoli 2-4),getta nuova luce sia sulla formazione e sulla prima attivit didattica di Giacomo, sia sulla prima fasedi organizzazione dello studio degli Agostiniani a Parigi, in un tempo in cui lOrdine non disponevaancora di uno studio generale autonomo nella citt. La massiccia presenza di testi di TommasodAquino e la generale preferenza per le sue dottrine confermano il valore accordato dalla nascentescuola eremitana allautorit dellAngelico, grazie anzitutto alla mediazione di Egidio, primo maestroe dottore di riferimento dellOrdine; al tempo stesso, esse orientano a collocare la formazione diGiacomo allinterno di un studio domenicano o, quantomeno, di un milieu assai prossimo a quellodomenicano, piuttosto che presso Enrico di Gand. Lincidenza di Tommaso sulla riflessione delgiovane Giacomo richiede che ci si accosti a tutta la successiva produzione del Viterbese prestando una maggiore attenzione al suo retroterra tommasiano: in tal senso, occorre superare lidea di unaprogressiva conversione intellettuale di Giacomo da posizioni filo-egidiane a posizioni filotommasiane. Al tempo stesso, il modo in cui Giacomo si serve di materiali tommasiani allinternodella Lectura rivela una particolare attenzione al sottofondo neoplatonico e dionisiano presente nellariflessione dellAngelico: in forza di ci, lo slittamento dottrinale del Viterbese verso posizioniclassificabili come pi propriamente agostiniane nelle opere della maturit non si presenta con itratti della rottura rispetto alle posizioni giovanili, delle quali rappresenta, piuttosto, il naturalesviluppo. [a cura dell'Autore]
21-giu-2016
Italiano
Scienza
Potenza
Volont
Boulnois, Oliviero
Conti, Alessandro
D'ONOFRIO, Giulio
Università degli Studi di Salerno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/362672
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNISA-362672