In considerazione della crescente attenzione dell’Unione europea per la condivisione dei dati, considerata elemento imprescindibile per la realizzazione del mercato unico digitale nel rispetto e in attuazione delle libertà fondamentali costitutive dell’originaria comunità europea, la ricerca ha ad oggetto lo studio di modelli giuridici di ostensione dei dati, partendo dalla recente approvazione di un quadro giuridico comune europeo di disciplina dei dati, mercati e servizi digitali. Il lavoro intende proporre un’analisi delle previsioni, genericamente definite di “obbligo”, nella normativa vigente e di recente approvazione, che impongono una condivisione dei dati da parte dei relativi titolari privati, individuandone una definizione giuridica dai chiari contorni – in termini di dovere, onere od obbligo – nonché il relativo fondamento, in diritti soggettivi o interessi pubblici aventi rilevanza Costituzionale. Dandosi brevemente conto della riflessioni che coinvolgono il diritto di proprietà (e diritto sui generis) su dati e banche dati, la qualificazione giuridica delle previsioni che impongono o favoriscono la condivisione dei dati nell’ordinamento europeo vale analisi delle situazioni giuridiche soggettive attive e passive che si pongono a garanzia della realizzazione di un interesse generale alla conoscenza, quest’ultimo inquadrandosi nell’assetto valoriale posto in Costituzione, ove il riferimento sia alla promozione della cultura e del patrimonio culturale (art. 9, Cost.), al diritto all’informazione e all’identità personale (artt. 21 e 22, Cost.), alla libertà di scienza (Art. 33, Cost.) e più in generale al principio personalista e di solidarietà (art. 2, Cost.). Il lavoro intende individuare nella regolazione europea un quadro giuridico per l’uso e la condivisione dei dati che delinea l’assetto di interessi in relazione a specifici beni (dati e banche dati) e definisce prestazioni di servizio, inferendosi le relative qualificazioni da modelli giuridici consolidati nell’ordinamento – in primis, i beni culturali ed altresì i servizi infrastrutturali.
L’ostensione dei dati come disciplina giuridica delle libertà nel bilanciamento tra attività economiche e conoscenza
CASTALDO, Chiara
2024
Abstract
In considerazione della crescente attenzione dell’Unione europea per la condivisione dei dati, considerata elemento imprescindibile per la realizzazione del mercato unico digitale nel rispetto e in attuazione delle libertà fondamentali costitutive dell’originaria comunità europea, la ricerca ha ad oggetto lo studio di modelli giuridici di ostensione dei dati, partendo dalla recente approvazione di un quadro giuridico comune europeo di disciplina dei dati, mercati e servizi digitali. Il lavoro intende proporre un’analisi delle previsioni, genericamente definite di “obbligo”, nella normativa vigente e di recente approvazione, che impongono una condivisione dei dati da parte dei relativi titolari privati, individuandone una definizione giuridica dai chiari contorni – in termini di dovere, onere od obbligo – nonché il relativo fondamento, in diritti soggettivi o interessi pubblici aventi rilevanza Costituzionale. Dandosi brevemente conto della riflessioni che coinvolgono il diritto di proprietà (e diritto sui generis) su dati e banche dati, la qualificazione giuridica delle previsioni che impongono o favoriscono la condivisione dei dati nell’ordinamento europeo vale analisi delle situazioni giuridiche soggettive attive e passive che si pongono a garanzia della realizzazione di un interesse generale alla conoscenza, quest’ultimo inquadrandosi nell’assetto valoriale posto in Costituzione, ove il riferimento sia alla promozione della cultura e del patrimonio culturale (art. 9, Cost.), al diritto all’informazione e all’identità personale (artt. 21 e 22, Cost.), alla libertà di scienza (Art. 33, Cost.) e più in generale al principio personalista e di solidarietà (art. 2, Cost.). Il lavoro intende individuare nella regolazione europea un quadro giuridico per l’uso e la condivisione dei dati che delinea l’assetto di interessi in relazione a specifici beni (dati e banche dati) e definisce prestazioni di servizio, inferendosi le relative qualificazioni da modelli giuridici consolidati nell’ordinamento – in primis, i beni culturali ed altresì i servizi infrastrutturali.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/363452
URN:NBN:IT:UNITO-363452