This study analyzes the first novel written in Biblical Hebrew, Ahavat Zion (Vilna, 1853) by Avraham Mapu, as a foundational work of modern Hebrew narrative and as a vehicle for the ideological aspirations of the Haskalah, the Jewish Enlightenment. Set in Jerusalem (Zion) during the era of the First Temple, the novel intertwines historical reconstruction with ethical tensions, using Biblical Hebrew as a deliberate choice to reaffirm Hebrew as the identity-bearing language of the Jewish people. The analysis reveals that Ahavat Zion does not merely idealize the biblical past, but shapes a form of active, creative “nostalgia” aimed at an ethical and cultural regeneration of Jewish identity. Mapu’s Zion becomes a symbolic, ethical, and aesthetic space that reflects a new vision of Judaism, suspended between tradition and modernity. The characters embody a paradigm in transformation: rooted in tradition yet oriented toward values of individual happiness and gender equality–innovative elements in the literary and cultural context of the time. Thus, the novel anticipates many of the tensions and themes that run through the entire corpus of modern Jewish literature.

Il presente lavoro analizza Ahavat Zion (Vilna, 1853) di Avraham Mapu, primo romanzo scritto in ebraico biblico, come opera fondativa della narrativa ebraica moderna e come veicolo delle istanze ideologiche della Haskalà, l’Illuminismo ebraico. Ambientato nella Gerusalemme (Sion) nell’epoca del Primo Tempio, il romanzo intreccia ricostruzione storica e tensioni etiche attraverso il linguaggio biblico scelto consapevolmente per riaffermare l’ebraico come lingua identitaria del popolo ebraico. L’analisi mette in luce come Ahavat Zion non si limiti a idealizzare il passato biblico, ma configuri una forma di “nostalgia” attiva, creativa, proiettata verso una rigenerazione etica e culturale dell’identità ebraica. La Sion di Mapu diventa uno spazio simbolico, etico ed estetico, in cui si riflette una nuova visione dell’ebraismo, sospesa tra tradizione e modernità. I personaggi incarnano un paradigma in trasformazione: radicati nella tradizione, ma orientati verso valori di felicità individuale e parità di genere, elementi innovativi nel contesto letterario e culturale dell’epoca. Il romanzo anticipa così tensioni e temi che attraversano l’intera produzione letteraria ebraica moderna.

Ahavat Zion (1853) di Avraham Mapu, il primo romanzo ebraico: ebraico biblico, rinnovamento culturale e creazione di una nuova ebrea e di un nuovo ebreo

BASEVI, LUISA
2026

Abstract

This study analyzes the first novel written in Biblical Hebrew, Ahavat Zion (Vilna, 1853) by Avraham Mapu, as a foundational work of modern Hebrew narrative and as a vehicle for the ideological aspirations of the Haskalah, the Jewish Enlightenment. Set in Jerusalem (Zion) during the era of the First Temple, the novel intertwines historical reconstruction with ethical tensions, using Biblical Hebrew as a deliberate choice to reaffirm Hebrew as the identity-bearing language of the Jewish people. The analysis reveals that Ahavat Zion does not merely idealize the biblical past, but shapes a form of active, creative “nostalgia” aimed at an ethical and cultural regeneration of Jewish identity. Mapu’s Zion becomes a symbolic, ethical, and aesthetic space that reflects a new vision of Judaism, suspended between tradition and modernity. The characters embody a paradigm in transformation: rooted in tradition yet oriented toward values of individual happiness and gender equality–innovative elements in the literary and cultural context of the time. Thus, the novel anticipates many of the tensions and themes that run through the entire corpus of modern Jewish literature.
5-mag-2026
Italiano
Il presente lavoro analizza Ahavat Zion (Vilna, 1853) di Avraham Mapu, primo romanzo scritto in ebraico biblico, come opera fondativa della narrativa ebraica moderna e come veicolo delle istanze ideologiche della Haskalà, l’Illuminismo ebraico. Ambientato nella Gerusalemme (Sion) nell’epoca del Primo Tempio, il romanzo intreccia ricostruzione storica e tensioni etiche attraverso il linguaggio biblico scelto consapevolmente per riaffermare l’ebraico come lingua identitaria del popolo ebraico. L’analisi mette in luce come Ahavat Zion non si limiti a idealizzare il passato biblico, ma configuri una forma di “nostalgia” attiva, creativa, proiettata verso una rigenerazione etica e culturale dell’identità ebraica. La Sion di Mapu diventa uno spazio simbolico, etico ed estetico, in cui si riflette una nuova visione dell’ebraismo, sospesa tra tradizione e modernità. I personaggi incarnano un paradigma in trasformazione: radicati nella tradizione, ma orientati verso valori di felicità individuale e parità di genere, elementi innovativi nel contesto letterario e culturale dell’epoca. Il romanzo anticipa così tensioni e temi che attraversano l’intera produzione letteraria ebraica moderna.
Romanzo; Haskalà; Ebraico biblico; Emancipazione; Nostalgia
ESPOSITO, RAFFAELE
MELLONI, Alberto
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/365732
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIMORE-365732