Il progresso tecnologico sta dimostrando di possedere la capacità, inedita nella storia dell’umanità, di trasformare radicalmente e a una velocità impensabile l’assetto economico, produttivo, culturale e ideologico della società contemporanea. In tale cornice, la tesi affronta il tema del rapporto tra intelligenza artificiale moderna e pubblico potere allo scopo di verificare se l’utilizzo di strumenti tecnologici di frontiera nell’esercizio della funzione amministrativa e di quella giurisdizionale possa giustificatamente essere ricondotto a un ruolo ancillare e servente o se, di contro, esso possegga la capacità di imprimere sull’Ordinamento un vero e proprio effetto trasformativo, determinando l’emersione di un nuovo modello di potere, foriero di potenziali tensioni con i principi che informano lo Stato di diritto. Il primo capitolo ricostruisce il processo di informatizzazione della pubblica amministrazione e, attraverso l’analisi dell’evoluzione normativa che ha condotto all’approvazione del Reg. UE 2024/1689 e della L. n. 132/2025, introduce il tema dell’intelligenza artificiale moderna, cercando di fornire strumenti interpretativi minimi con riguardo ai profili strettamente tecnici che ne connotano il funzionamento. Il secondo capitolo tratta il tema dell’amministrazione artificiale e, attraverso la distinzione tra il concetto di automatismo dell’algoritmo e quello di autonomia dei sistemi di AI moderna, analizza in chiave critica i principi di legalità algoritmica elaborati dal Consiglio di Stato e trasfusi in norme positive dai recenti interventi del Legislatore, interrogandosi circa la compatibilità di siffatti strumenti con i principi e gli istituti tradizionali del diritto amministrativo. Il terzo capitolo, attraverso l’analisi del funzionamento degli strumenti predittivi e dei LLM applicati al processo, esamina i profili di maggiore criticità che paiono connotare il rapporto tra AI moderna e potere giurisdizionale, anche laddove la prima venga impiegata in funzione di mero supporto all’attività del giudice.
Pubblico potere e intelligenza artificiale
GLIUBICH, NICOLETTA
2026
Abstract
Il progresso tecnologico sta dimostrando di possedere la capacità, inedita nella storia dell’umanità, di trasformare radicalmente e a una velocità impensabile l’assetto economico, produttivo, culturale e ideologico della società contemporanea. In tale cornice, la tesi affronta il tema del rapporto tra intelligenza artificiale moderna e pubblico potere allo scopo di verificare se l’utilizzo di strumenti tecnologici di frontiera nell’esercizio della funzione amministrativa e di quella giurisdizionale possa giustificatamente essere ricondotto a un ruolo ancillare e servente o se, di contro, esso possegga la capacità di imprimere sull’Ordinamento un vero e proprio effetto trasformativo, determinando l’emersione di un nuovo modello di potere, foriero di potenziali tensioni con i principi che informano lo Stato di diritto. Il primo capitolo ricostruisce il processo di informatizzazione della pubblica amministrazione e, attraverso l’analisi dell’evoluzione normativa che ha condotto all’approvazione del Reg. UE 2024/1689 e della L. n. 132/2025, introduce il tema dell’intelligenza artificiale moderna, cercando di fornire strumenti interpretativi minimi con riguardo ai profili strettamente tecnici che ne connotano il funzionamento. Il secondo capitolo tratta il tema dell’amministrazione artificiale e, attraverso la distinzione tra il concetto di automatismo dell’algoritmo e quello di autonomia dei sistemi di AI moderna, analizza in chiave critica i principi di legalità algoritmica elaborati dal Consiglio di Stato e trasfusi in norme positive dai recenti interventi del Legislatore, interrogandosi circa la compatibilità di siffatti strumenti con i principi e gli istituti tradizionali del diritto amministrativo. Il terzo capitolo, attraverso l’analisi del funzionamento degli strumenti predittivi e dei LLM applicati al processo, esamina i profili di maggiore criticità che paiono connotare il rapporto tra AI moderna e potere giurisdizionale, anche laddove la prima venga impiegata in funzione di mero supporto all’attività del giudice.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/368871
URN:NBN:IT:UNIROMA1-368871