Negli ultimi decenni, uno dei temi maggiormente al centro del dibattito politico nonché della quasi totalità delle discussioni istituzionali ma non solo, è rappresentato dalla sicurezza. Nonostante i molteplici utilizzi, tuttavia, il termine sicurezza non ha mai goduto di un univoco significato. Tralasciando l’aspetto penale della sicurezza urbana, il presente lavoro si occuperà dei due aspetti amministrativi inerenti alla pubblica sicurezza, cioè l’organizzazione dell’apparato amministrativo deputato a garantire la pubblica sicurezza e degli strumenti a disposizione delle diverse autorità per svolgere al meglio la propria missione istituzionale. L’obiettivo di tale lavoro è quello un lato di ricostruire in chiave sistemica e descrittiva il quadro costituzionale e normativo in cui l’avvento della nozione di sicurezza urbana si inserisce, cercando di verificare se effettivamente in una materia come quella si sviluppa la ricerca ci siano spazi di intervento per altri attori diversi dallo Stato. In secondo luogo, il lavoro di ricerca si propone di verificare con quali modalità si possano ripartire le competenze in seno alla materia della sicurezza urbana, con quali limiti, quali sono i punti fissi e i margini possibili di intervento. Il lavoro si compone di quattro capitoli. Nel primo capitolo verranno ricostruite le nozioni di ordine pubblico e di sicurezza pubblica in base alla teoria generale del diritto, seguite da una ricostruzione in chiave storica relativa al cambiamento attraversato dalla natura giuridica dell’ordine pubblico, da nozione generale sullo sfondo dei ragionamenti filosofici sul diritto a puntuale criterio di bilanciamento in contrapposizione a diritti costituzionalmente tutelati. Tale excursus storico ci permetterà di rispondere alla domanda di chiusura del primo capitolo, ossia se esiste o meno un diritto individuale alla sicurezza. La risposta a tale domanda consente idealmente di chiudere il primo capitolo dedicato all’indagine generalista, per aprire quella più afferente al diritto positivo. Il secondo capitolo fornisce una descrizione dell’apparato sia statale sia a livello di enti territoriali chiamato ad amministrare la pubblica sicurezza. Verrà presa in considerazione dapprima la complessa macchina statale ed in seguito il livello territoriale indagando sulle competenze securitarie di Regioni e Comuni. Il capitolo viene completato dal medesimo tipo di analisi con riferimento, però, all’ordinamento del Regno di Spagna, scelto in quanto molto simile a quello italiano. Conclusa la panoramica organizzativa, il terzo e il quarto capitolo si addentreranno nello specifico della nuova nozione di sicurezza urbana e degli strumenti a disposizione per la sua tutela. Nel capitolo 3 verranno considerati gli strumenti cosiddetti autoritativi, ossia quelli calati dall’alto dal potere politico-amministrativo, vale a dire le ordinanze e le varie misure di DASPO urbano. Nel quarto capitolo, invece, verranno esaminate le competenze dei privati e quelle negoziali, tramite lo studio dei Patti per la sicurezza urbana e del fenomeno delle ronde. Attraverso l’analisi normativa e fattuale dei diversi istituti sperimentati sul campo si osserverà come tale coinvolgimento è avvenuto, in che modo la Corte costituzionale ha tracciato i confini di tale interventismo privato, e quali possono essere i margini di intervento futuro, una volta stabiliti alcuni punti fermi.
Sicurezza urbana e partecipazione di Enti Locali e cittadini
BUONGIORNO, JACOPO
2026
Abstract
Negli ultimi decenni, uno dei temi maggiormente al centro del dibattito politico nonché della quasi totalità delle discussioni istituzionali ma non solo, è rappresentato dalla sicurezza. Nonostante i molteplici utilizzi, tuttavia, il termine sicurezza non ha mai goduto di un univoco significato. Tralasciando l’aspetto penale della sicurezza urbana, il presente lavoro si occuperà dei due aspetti amministrativi inerenti alla pubblica sicurezza, cioè l’organizzazione dell’apparato amministrativo deputato a garantire la pubblica sicurezza e degli strumenti a disposizione delle diverse autorità per svolgere al meglio la propria missione istituzionale. L’obiettivo di tale lavoro è quello un lato di ricostruire in chiave sistemica e descrittiva il quadro costituzionale e normativo in cui l’avvento della nozione di sicurezza urbana si inserisce, cercando di verificare se effettivamente in una materia come quella si sviluppa la ricerca ci siano spazi di intervento per altri attori diversi dallo Stato. In secondo luogo, il lavoro di ricerca si propone di verificare con quali modalità si possano ripartire le competenze in seno alla materia della sicurezza urbana, con quali limiti, quali sono i punti fissi e i margini possibili di intervento. Il lavoro si compone di quattro capitoli. Nel primo capitolo verranno ricostruite le nozioni di ordine pubblico e di sicurezza pubblica in base alla teoria generale del diritto, seguite da una ricostruzione in chiave storica relativa al cambiamento attraversato dalla natura giuridica dell’ordine pubblico, da nozione generale sullo sfondo dei ragionamenti filosofici sul diritto a puntuale criterio di bilanciamento in contrapposizione a diritti costituzionalmente tutelati. Tale excursus storico ci permetterà di rispondere alla domanda di chiusura del primo capitolo, ossia se esiste o meno un diritto individuale alla sicurezza. La risposta a tale domanda consente idealmente di chiudere il primo capitolo dedicato all’indagine generalista, per aprire quella più afferente al diritto positivo. Il secondo capitolo fornisce una descrizione dell’apparato sia statale sia a livello di enti territoriali chiamato ad amministrare la pubblica sicurezza. Verrà presa in considerazione dapprima la complessa macchina statale ed in seguito il livello territoriale indagando sulle competenze securitarie di Regioni e Comuni. Il capitolo viene completato dal medesimo tipo di analisi con riferimento, però, all’ordinamento del Regno di Spagna, scelto in quanto molto simile a quello italiano. Conclusa la panoramica organizzativa, il terzo e il quarto capitolo si addentreranno nello specifico della nuova nozione di sicurezza urbana e degli strumenti a disposizione per la sua tutela. Nel capitolo 3 verranno considerati gli strumenti cosiddetti autoritativi, ossia quelli calati dall’alto dal potere politico-amministrativo, vale a dire le ordinanze e le varie misure di DASPO urbano. Nel quarto capitolo, invece, verranno esaminate le competenze dei privati e quelle negoziali, tramite lo studio dei Patti per la sicurezza urbana e del fenomeno delle ronde. Attraverso l’analisi normativa e fattuale dei diversi istituti sperimentati sul campo si osserverà come tale coinvolgimento è avvenuto, in che modo la Corte costituzionale ha tracciato i confini di tale interventismo privato, e quali possono essere i margini di intervento futuro, una volta stabiliti alcuni punti fermi.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Tesi_dottorato_Buongiorno.pdf
accesso aperto
Licenza:
Creative Commons
Dimensione
1.6 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.6 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14242/369615
URN:NBN:IT:UNIROMA1-369615