The Body as a Compass: Insights from Cardiac and Interoceptive Signals on Dissociation

La dissociazione è un termine ombrello che comprende fenomeni che vanno dal distacco emotivo alla frammentazione dell’identità e rappresenta un meccanismo di difesa psicofisiologico in risposta a esperienze traumatiche (Mucci, 2021; Scalabrini et al., 2020). Quando diventa persistente, la dissociazione può compromettere l’integrazione tra mente, corpo e cervello. Questo studio ha esaminato la regolazione autonoma in individui con alti e bassi livelli di depersonalizzazione, focalizzandosi sulla relazione tra depersonalizzazione, variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e accuratezza interocettiva. La HRV è stata registrata in quattro condizioni sperimentali (baseline, self, separation recall, compito neutro) e analizzata tramite indici lineari (rapporto LF/HF, RMSSD) e non lineari (SampEn, Resp Hz). I partecipanti con punteggi più elevati di depersonalizzazione hanno mostrato rapporti LF/HF più bassi a riposo e minore accuratezza interocettiva, suggerendo un profilo di ipoarousal autonomico di base. Durante le condizioni emotivamente attivanti, si è osservato un aumento del rapporto LF/HF e una riduzione della complessità fisiologica (SampEn, Resp Hz), seguiti da un ritorno ai valori di baseline nella fase di recovery. Questo pattern supporta l’interpretazione della dissociazione non come assenza di risposta, ma come modalità difensiva attiva, caratterizzata da attivazione autonoma e ridotta flessibilità regolativa. La comprensione di questi meccanismi offre indicazioni utili per interventi clinici volti a favorire il ripristino della complessità fisiologica e a promuovere una maggiore integrazione del sé.

Il Corpo come Bussola: cosa ci raccontano cuore e sensazioni interne sulla dissociazione

ADAMO, Raffaella
2026

Abstract

The Body as a Compass: Insights from Cardiac and Interoceptive Signals on Dissociation
29-mag-2026
Italiano
La dissociazione è un termine ombrello che comprende fenomeni che vanno dal distacco emotivo alla frammentazione dell’identità e rappresenta un meccanismo di difesa psicofisiologico in risposta a esperienze traumatiche (Mucci, 2021; Scalabrini et al., 2020). Quando diventa persistente, la dissociazione può compromettere l’integrazione tra mente, corpo e cervello. Questo studio ha esaminato la regolazione autonoma in individui con alti e bassi livelli di depersonalizzazione, focalizzandosi sulla relazione tra depersonalizzazione, variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e accuratezza interocettiva. La HRV è stata registrata in quattro condizioni sperimentali (baseline, self, separation recall, compito neutro) e analizzata tramite indici lineari (rapporto LF/HF, RMSSD) e non lineari (SampEn, Resp Hz). I partecipanti con punteggi più elevati di depersonalizzazione hanno mostrato rapporti LF/HF più bassi a riposo e minore accuratezza interocettiva, suggerendo un profilo di ipoarousal autonomico di base. Durante le condizioni emotivamente attivanti, si è osservato un aumento del rapporto LF/HF e una riduzione della complessità fisiologica (SampEn, Resp Hz), seguiti da un ritorno ai valori di baseline nella fase di recovery. Questo pattern supporta l’interpretazione della dissociazione non come assenza di risposta, ma come modalità difensiva attiva, caratterizzata da attivazione autonoma e ridotta flessibilità regolativa. La comprensione di questi meccanismi offre indicazioni utili per interventi clinici volti a favorire il ripristino della complessità fisiologica e a promuovere una maggiore integrazione del sé.
MUCCI, Clara
SCALABRINI, Andrea
BRUGNERA, Agostino
Università degli studi di Bergamo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14242/369682
Il codice NBN di questa tesi è URN:NBN:IT:UNIBG-369682