La presente ricerca assume il Regio Acquedotto Carolino realizzato su progetto di Luigi Vanvitelli nella seconda metà del XVIII secolo, come la più rilevante impresa idraulica e di trasformazione territoriale del governo borbonico e, al contempo, come matrice strutturante del paesaggio storico compreso tra Benevento e Caserta. Nato per garantire l’approvvigionamento idrico della Reggia di Caserta e dei suoi giardini, il sistema contribuì alla riorganizzazione della piana casertana e dei territori attraversati, orientando assetti insediativi, economie agricole e manifatturiere e configurandosi come infrastruttura di coesione territoriale. Oltre al canale principale, ancora in funzione, la rete di diramazioni e manufatti connessi (torrini, ponti, serbatoi, mulini e opifici) testimonia un dispositivo complesso, oggi in parte disattivato e vulnerabile, compromesso da infrastrutturazioni recenti, lavori nel sottosuolo, urbanizzazione e industrializzazione, con esiti di degrado diffusi e criticità accentuate nei margini periurbani e nelle “aree negate”. La ricerca ha sviluppato e sperimentato un Historical Geographical Information System (H-GIS) come infrastruttura conoscitiva per la lettura diacronica, la conservazione e la pianificazione di un patrimonio lineare e diffuso. Integrando fonti documentarie e grafiche, edite e inedite, cartografia storica, catasti e aerofotografie, le informazioni sono state tradotte in un sistema GIS capace di gestire dati eterogenei in modo relazionale e dinamico, ricostruendo l’evoluzione dell’opera da tracciato principale a rete ramificata e chiarendone le ricadute su funzioni ornamentali, agricole e proto-industriali. L’analisi del paesaggio contemporaneo ha evidenziato la compresenza di permanenze attive e residuali, le discontinuità prodotte dalle trasformazioni del secondo dopoguerra e specifiche criticità legate a rischio idrogeologico e pressioni insediative. Sul piano interpretativo, il Carolino è letto non come “bene puntuale”, ma come paesaggio culturale diffuso capace di strutturare relazioni tra acque, suoli, insediamenti, pratiche produttive e rappresentazioni, in coerenza con l’approccio UNESCO Historic Urban Landscape (HUL). Su tali basi, la tesi definisce un quadro di linee strategiche e operative orientate a una governance di area vasta: tutela attiva e manutenzione programmata, ricomposizione paesaggistica nei tratti di frattura, riuso compatibile e reversibile delle pertinenze, fruizione tramite mobilità lenta e integrazione tra pianificazione e investimenti. L’approdo operativo è la costruzione di un Masterplan integrato, alimentato dall’H-GIS e predisposto per evolvere in un WebGIS open access, quale dispositivo per comunicazione, monitoraggio e supporto decisionale. Ne deriva un modello di rigenerazione fondato sull’integrazione tra base storico-critica, strumenti digitali e programmazione strategica, volto a restituire al Carolino il ruolo di bene comune strutturante e di infrastruttura culturale capace di produrre qualità territoriale, identità e sostenibilità.
L’Historical GIS come strumento di conoscenza e conservazione per il paesaggio storico e il patrimonio costruito. Il caso dell’Acquedotto Carolino nell’area casertana
TERRACCIANO, MARIANGELA
2026
Abstract
La presente ricerca assume il Regio Acquedotto Carolino realizzato su progetto di Luigi Vanvitelli nella seconda metà del XVIII secolo, come la più rilevante impresa idraulica e di trasformazione territoriale del governo borbonico e, al contempo, come matrice strutturante del paesaggio storico compreso tra Benevento e Caserta. Nato per garantire l’approvvigionamento idrico della Reggia di Caserta e dei suoi giardini, il sistema contribuì alla riorganizzazione della piana casertana e dei territori attraversati, orientando assetti insediativi, economie agricole e manifatturiere e configurandosi come infrastruttura di coesione territoriale. Oltre al canale principale, ancora in funzione, la rete di diramazioni e manufatti connessi (torrini, ponti, serbatoi, mulini e opifici) testimonia un dispositivo complesso, oggi in parte disattivato e vulnerabile, compromesso da infrastrutturazioni recenti, lavori nel sottosuolo, urbanizzazione e industrializzazione, con esiti di degrado diffusi e criticità accentuate nei margini periurbani e nelle “aree negate”. La ricerca ha sviluppato e sperimentato un Historical Geographical Information System (H-GIS) come infrastruttura conoscitiva per la lettura diacronica, la conservazione e la pianificazione di un patrimonio lineare e diffuso. Integrando fonti documentarie e grafiche, edite e inedite, cartografia storica, catasti e aerofotografie, le informazioni sono state tradotte in un sistema GIS capace di gestire dati eterogenei in modo relazionale e dinamico, ricostruendo l’evoluzione dell’opera da tracciato principale a rete ramificata e chiarendone le ricadute su funzioni ornamentali, agricole e proto-industriali. L’analisi del paesaggio contemporaneo ha evidenziato la compresenza di permanenze attive e residuali, le discontinuità prodotte dalle trasformazioni del secondo dopoguerra e specifiche criticità legate a rischio idrogeologico e pressioni insediative. Sul piano interpretativo, il Carolino è letto non come “bene puntuale”, ma come paesaggio culturale diffuso capace di strutturare relazioni tra acque, suoli, insediamenti, pratiche produttive e rappresentazioni, in coerenza con l’approccio UNESCO Historic Urban Landscape (HUL). Su tali basi, la tesi definisce un quadro di linee strategiche e operative orientate a una governance di area vasta: tutela attiva e manutenzione programmata, ricomposizione paesaggistica nei tratti di frattura, riuso compatibile e reversibile delle pertinenze, fruizione tramite mobilità lenta e integrazione tra pianificazione e investimenti. L’approdo operativo è la costruzione di un Masterplan integrato, alimentato dall’H-GIS e predisposto per evolvere in un WebGIS open access, quale dispositivo per comunicazione, monitoraggio e supporto decisionale. Ne deriva un modello di rigenerazione fondato sull’integrazione tra base storico-critica, strumenti digitali e programmazione strategica, volto a restituire al Carolino il ruolo di bene comune strutturante e di infrastruttura culturale capace di produrre qualità territoriale, identità e sostenibilità.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14242/372247
URN:NBN:IT:UNIROMA1-372247